L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 2 voto/i
3.45/5

L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo

RANKING
1565° su 2562 in Generale
35° su 54 in Biografico
20152 h 04 min
Trama

Dalton Trumbo è uno degli sceneggiatori più considerati e pagati della Hollywood degli anni ’40. Simpatizzante comunista, finisce sulla "lista nera" e comincia ad essere perseguitato dai membri del Comitato delle Attività Antiamericane. Dopo essersi rifiutato di rispondere viene rinchiuso in una prigione federale; succede lo stesso ad altri nove sceneggiatori, gli unici che con Dalton si rifiutano di rispondere agli assurdi interrogatori. Trumbo si reinventa e, pur di mantenere la sua famiglia e la nuova casa, decide di scrivere film a basso costo di serie B sotto falso nome. Nei successivi 13 anni viene emarginato e le produzioni avranno paura di collaborare con lui a causa della sua posizione politica, ritenuta estremista.

Metadata
Regista Jay Roach
Titolo originale Trumbo
Data di uscita 11 Febbraio 2016
Nazione Stati Uniti
Durata 2 h 04 min
Attori
Cast: Bryan Cranston, Diane Lane, Helen Mirren, Elle Fanning, Louis C.K., John Goodman, Michael Stuhlbarg, David James Elliott, Roger Bart, Mark Harelik, John Getz, Alan Tudyk, James DuMont, Richard Portnow, Adewale Akinnuoye-Agbaje, Stephen Root, Mattie Liptak, Dean O'Gorman, Garrett Hines, Christian Berkel
Trailer

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L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo

Basato sul libro “Dalton Trumbo” di Bruce Cook, sceneggiato da John McNamara e diretto da Jay Roach, il film “L’ultima parola” inquadra un crocevia storico tra i più neri della storia americana. Una vera e propria persecuzione morale e psicologica, in un periodo in cui i rapporti tra Stati Uniti e Unione Sovietica si erano deteriorati e la “minaccia rossa” arrivava a colpire persino le famiglie, mentre sospetto e paranoia si erano diffusi ovunque, in particolare a Hollywood. Dalton Trumbo era il più conosciuto del gruppo di sceneggiatori perseguitati, e la sua figura ci viene raccontata nell’atto di perorare una causa che gli avrebbe impedito per lungo tempo di vivere serenamente. Roach sceglie di inquadrare la vicenda di Trumbo soprattutto nel lato privato, nei malumori familiari di una figlia con cui non riesce a comunicare come vorrebbe, nelle trattative di collaborazioni con i magnati della grande e immensa industria del cinema dell’epoca classica. Il film segue pedissequamente, ma non pianamente, tutti gli avvenimenti, scegliendo e dosando senza eccessi di retorica un punto di vista d’indubbio supporto al geniale sceneggiatore americano.

Non una sterzata dalla retta via, non un sussulto spiazzante, non un’attrattiva esterna alla bravura degli attori, in specie del protagonista Bryan Cranston: una persuasiva interpretazione che convince senza gridare al miracolo. Lo affiancano misurati se non soppesati attori del calibro di Helen Mirren, nel ruolo della giornalista Hedda Hopper, Diane Lane in quello della moglie Cleo, Elle Fanning nella parte della figlia Nikola, il solito John Goodman in quella di Frank King e Michael Stuhlbarg nel ruolo di Edward G. Robinson. Ciò nonostante, dall’interno del film fatica ad emergere una vera forza drammatica; il quadro d’epoca non diviene affresco per poco, mentre il sarcasmo dei taglienti dialoghi, punto di forza della pellicola, sopravviene a rinverdire la polvere che si stava già posando su ogni piccola, grande svolta del film. Un modo certamente articolato per saperne di più su un personaggio che tutti gli studiosi di cinema dovrebbero conoscere e tenere a mente, ma che la sceneggiatura di John McNamara pondera in maniera fin troppo edulcorata. Tanto vale lasciare allora l’ultima parola alle immagini d’archivio, per contestualizzare in definitiva una sacrosanta dimostrazione d’oggettività.

Voto dell’autore:3.4 / 5

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