L'uomo con i pugni di ferro - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 1 voto/i
3.00/5

L'uomo con i pugni di ferro

RANKING
2000° su 2562 in Generale
57° su 99 in Azione
20121 h 35 min
Trama

Nella Cina feudale dell’Ottocento, Zen-Yi è il figlio di Golden Lion, il leader del cosiddetto “Clan dei Leoni”, composto da formidabili guerrieri. Golden Lion cade vittima di un’agguato da parte di un gruppo di traditori, capitanati dallo spietato Silver Lion; quest’ultimo può contare sull’aiuto di Brass Body, un mercenario in grado di trasfermare il proprio corpo in metallo, diventando così indistruttibile.

Metadata
Regista RZA
Titolo originale The Man with the Iron Fists
Data di uscita 9 Maggio 2013
Nazione U.S.A.Hong Kong
Durata 1 h 35 min
Attori
Cast: Russell Crowe, Lucy Liu, Jamie Chung, RZA, Zhu Zhu, Dave Bautista, Cung Le, Rick Yune, Gordon Liu Chia-Hui, Mary Christina Brown, Jin Auyeung, Byron Mann, Andrew Ng, Chen Kuan-Tai, Yoyao Hsueh, Telly Liu, Grace Huang, Andrew Lin, Pam Grier, Terence Yin, Daniel Wu
Trailer
L'uomo con i pugni di ferro

Ideato, scritto, diretto ed interpretato da RZA, nome d’arte dell’attore e musicista statunitense Robert Fitzgerald Diggs, “L’uomo con i pugni di ferro” rappresenta una miscela tra i film di arti marziali tipici del cinema di Hong Kong e l’action-movie in salsa post-moderna e con abbondanti dosi di splatter riportato in voga da Quentin Tarantino. E non a caso è stato proprio il regista di “Pulp fiction” a sponsorizzare questo esordio del suo ex-collaboratore RZA dietro la macchina da presa: “L’uomo con i pugni di ferro”, difatti, presenta numerosi debiti rispetto all’opera tarantiniana, con particolare riferimento al dittico di “Kill Bill”, sebbene i risultati siano decisamente più modesti.

La storia del film, ambientata in un piccolo villaggio della Cina feudale del XIX secolo, funziona da mero pretesto per mettere in scena un canonico “revenge-movie”, in cui una lotta interna a un clan di feroci guerrieri sfocia in una sanguinosa carneficina e in un susseguirsi frenetico di scontri e duelli messi in scena a ritmo vertiginoso. Lo stesso RZA si riserva uno dei ruoli principali: Thaddeus, un ex-schiavo che, dopo aver perso entrambe le braccia in seguito ad una crudele tortura, riceve come protesi due poderosi “pugni d’acciaio”, con i quali si batterà contro il gigantesco Brass Brody (David Bautista). Nella medesima cornice troviamo anche un Russell Crowe sornione e un po’ imbolsito nei panni di Jack Knife, ufficiale ubriacone amante dell’oppio e del gentil sesso, e Lucy Liu (già fra gli interpreti di “Kill Bill – Vol. 1”) nel ruolo di Madam Blossom, maîtresse di un sontuoso bordello chiamato appunto Pink Blossom.

RZA, dunque, vorrebbe riprendere – nello stile, nel disegno dei personaggi e in talune atmosfere – il succitato “Kill Bill”, con tanto di duelli acrobatici fra terra e aria, guerrieri gradassi, avversari sadici e cascate di sangue che sgorgano copiose dagli arti mozzati. Il suo film, tuttavia, non possiede la medesima consapevolezza cinefila, né tantomeno il sincretismo culturale o la capacità di fondere e rielaborare i generi propri dell’opera di Tarantino; di conseguenza, “L’uomo con i pugni di ferro” risulta un esercizio di stile orgogliosamente “tamarro” e fine a se stesso, che si concede qualche citazione di lusso dal grande cinema del passato (la famosa sequenza degli specchi del finale de “La signora di Shanghai” di Orson Welles) e di tanto in tanto azzecca qualche trovata, ma in sostanza ha poco o nulla da aggiungere al proprio filone di appartenenza.

Voto dell’autore:3 / 5

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