Marlina - Omicida in quattro atti - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 1 voto/i
3.80/5

Marlina - Omicida in quattro atti

RANKING
716° su 2514 in Generale
289° su 715 in Drammatico
20171 h 30 min
Trama

Marlina riceve in casa propria la visita di alcuni malviventi che hanno intenzione di derubarla e stuprarla. Ma mentre preparera la cena ai suoi aggressori, la donna medita una vendetta che la porterà ad intraprendere un viaggio alla ricerca di giustizia.

Metadata
Regista Mouly Surya
Titolo originale Marlina Si Pembunuh Dalam Empat Babak
Data di uscita 18 gennaio 2018
Nazione Indonesia
Durata 1 h 30 min
Trailer

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Marlina - Omicida in quattro atti

L’inizio del film “Marlina – Omicida in quattro atti” di Mouly Surya, con quella fissità di immagini, è quasi straniante rispetto ai canoni cinematografici occidentali ed assume contorni spesso grotteschi. Uno sconosciuto, capo di una banda di criminali, entra nella casa di una vedova: le chiede un caffè e le comunica che presto accorreranno sei uomini e che verrà derubata e poi stuprata da ognuno di loro, ma non prima di aver preparato per i carnefici una cena decente. Inizia qui il primo atto di questa pellicola, in una sala da pranzo dove c’è spazio per un cadavere mummificato appoggiato al muro, ma non per la disperazione. La serenità del criminale e la quieta rassegnazione che sembra pervadere l’animo della protagonista sono dissonanti rispetto ad una situazione brutale. Ed invece, con il proseguire della storia, quella che pareva rassegnazione si svela per ciò che realmente è: consapevolezza della propria forza. La violenza sulle donne è argomento assai delicato, specie se si considera l’attuale condizione sociale delle donne in Indonesia, sempre più vittime di becere pratiche discriminatorie. L’idea di Mouly Surya, giovane regista alla sua terza opera, non è solo quella di lanciare un urlo di denuncia, ma anche di mostrarci tutto l’orgoglio femminile attraverso l’ostinazione ed il coraggio di una donna che affronta i propri carnefici.

La protagonista, infatti, scavalca una giustizia spesso fondata su lentezze burocratiche e pregiudizi, e si dimostra assoluta padrona della propria vita e del proprio destino. Dal punto di vista stilistico, “Marlina – Omicida in quattro atti” è un mix di generi: si va dalla divisione in capitoli tipicamente pulp ad un’ambientazione che ricorda il cinema western di Sam Peckinpah (probabilmente viene citato il suo “Cane di paglia” nella sequenza della testa mozzata), andando a scomodare il thriller (per via della metamorfosi della protagonista), il road movie (laddove il viaggio è anche intimo e personale) e il vengeance movie, con la giusta dose di splatter tipicamente orientale. Insomma, c’è di tutto in un film che di certo non è privo di difetti, ma che fa di queste contaminazioni il motivo per cui diventa quasi fondamentale vederlo. E non si tratta di esercizi di stile, perché è evidente la genuinità di un’opera con diversi limiti, ma in cui non si perde mai di vista una delicatezza ed una finezza che contribuiscono, anche nelle scene più cruente, a rendere la pellicola un piccolo gioiello. E nell’epoca in cui il cinema indonesiano si è fatto apprezzare nel mondo soprattutto per gli action movie (vedasi gli stupefacenti “The raid” e “Merentau”), il lavoro di Mouly Surya ci mostra un altro modo di fare cinema, ed onestamente ci piace molto.

Voto dell’autore:3.8 / 5

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Da quando ho 13 anni mi sono imposto di vedere almeno due film al giorno. Ora ho quasi 29 anni e posso dire di aver visto più di diecimila film, qualcuno più, qualcuno meno. Nel 2016 ho collaborato alla stesura del libro " J-Movie. Il cinema giapponese dal 2005 al 2015" (2016, Edizioni Simple) occupandomi del cinema horror giapponese nel capitolo 5. Il cinema è la mia grande passione, se ancora non fosse chiaro

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