Mea maxima culpa - Silenzio nella casa di Dio - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 1 voto/i
4.00/5

Mea Maxima Culpa: Silenzio nella casa di Dio

RANKING
327° su 2562 in Generale
10° su 71 in Documentario
20121 h 46 min
Trama

Nel corso degli Anni ’50 alla St. John’s School for the Deaf, un istituto religioso per bambini sordi di Milwaukee, in Wisconsin, il sacerdote Lawrence Murphy commette ripetuti abusi sessuali nei confronti dei ragazzi della scuola. Le voci sugli atti di pedofilia compiuti da padre Murphy arrivano fino ai vertici della Chiesa Cattolica, ma il sacerdote viene mantenuto al suo posto fino al 1974.

Metadata
Regista Alex Gibney
Titolo originale Mea Maxima Culpa: Silence in the House of God
Data di uscita 20 Marzo 2013
Nazione U.S.A.
Durata 1 h 46 min
Trailer
Mea maxima culpa - Silenzio nella casa di Dio

Lo scandalo della St. John’s School for the Deaf, a Milwaukee, ha rappresentato uno dei casi più clamorosi e sconvolgenti di atti di pedofilia commessi da parte dei membri del clero, ma costituisce anche un esempio emblematico e terrificante di quelle pratiche di insabbiamento attuate dai vertici della Chiesa Cattolica, in questa come in molte altre occasioni, per mantenere il silenzio su questo tipo di scandali, impedendo il corso della giustizia. Una vicenda agghiacciante che il documentarista americano Alex Gibney, già autore del pluripremiato “Taxi to the dark side”, ha scelto di raccontare nel film “Mea maxima culpa – Silenzio nella casa di Dio”, prodotto nel 2012 grazie alla rete televisiva HBO, attraverso le interviste a Terry Kohut, Gary Smith, Pat Kuehn e Arthur Budzinski: quattro ex-alunni dell’istituto religioso per sordi di Milwaukee che hanno trovato il coraggio di denunciare Lawrence Murphy, il sacerdote che per anni aveva abusato di loro e di tantissimi altri ragazzi sordi, ritenuti a causa del loro handicap più vulnerabili e indifesi.

Mediante le testimonianze in presa diretta delle vittime degli abusi di padre Murphy, “Mea maxima culpa” ricostruisce con un rigore implacabile gli avvenimenti che hanno avuto luogo fra le pareti della St. John’s School for the Deaf fra gli Anni ’50 e i primi Anni ’70, fino all’allontanamento di padre Murphy dall’istituto in seguito alle ripetute accuse nei suoi confronti. Ma Alex Gibney si spinge ben oltre la semplice cronaca di un singolo, drammatico caso, estendendo lo sguardo ad una dimensione assai più ampia: quella dell’intera Chiesa Cattolica, che in innumerevoli occasioni ha messo a tacere casi analoghi, evitando che i colpevoli fossero giudicati per le loro azioni criminali. Le interviste di Gibney per il film coinvolgono anche altre personalità legate a vario titolo a scandali simili: fra questi Jeff Anderson, avvocato delle vittime di abusi da parte del clero, il Reverendo Rembert Weakland, ex-Arcivescovo di Milwaukee, che tentò invano di far processare Murphy, e vari giornalisti che si sono occupati di raccontare i “lati oscuri” del Vaticano.

A scuotere la coscienza dello spettatore, con una durezza davvero impressionante, è in particolare il modo in cui il documentario di Gibney delinea le pesantissime responsabilità dei vertici del clero, smascherando l’atteggiamento di omertà che troppo a lungo ha protetto i pedofili all’interno della Chiesa, permettendo loro di sfuggire alle proprie colpe e talvolta, addirittura, di continuare a perpetrare indisturbati tali abusi. Responsabilità che, come dimostra impietosamente il film, sono ricollegabili a un vero e proprio “modus operandi” tipico della struttura di potere ecclesiastica, e che arrivano fino alla Congregazione per la Dottrina della Fede: un organismo della Curia che, dal 1981 al 2005, ha avuto come prefetto il Cardinale Joseph Ratzinger, diventato in seguito Papa Benedetto XVI, e tuttavia incapace di portare alla luce questi episodi infamanti per l’intera comunità dei cattolici. In tal senso, “Mea maxima culpa” dimostra di possedere la straordinaria forza di una grande opera di denuncia senza bisogno di ricorrere a facili espedienti, ma semplicemente attenendosi alla sacrosanta necessità di far conoscere una delle grandi vergogne della nostra epoca: la “massima colpa” di una Chiesa troppo spesso assuefatta a logiche diametralmente opposte ai principi alla base del messaggio cristiano.

Voto dell’autore:4.0 / 5

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