Mental - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
3.70/5

Mental

RANKING
1001° su 2562 in Generale
121° su 453 in Commedia
20121 h 56 min
Trama

Shirley Moochmore ha un cognome ridicolo, cinque figlie adolescenti che si credono pazze, un marito sempre assente che frequenta altre donne e desidera una famiglia di maschi come quella dei Kennedy, una cognata terribilmente gelosa di lei e un grande sogno nel cassetto: essere una dei Von Trapp. Il problema è che cantare in giardino come loro non basta; serve piuttosto a farla dubitare della propria sanità mentale, mentre tutti gli altri continuano a guardarla come se fosse già andata fuori di testa da un pezzo. Un giorno, quando viene spedita in vacanza forzata presso una clinica psichiatrica, suo marito Barry si ritroverà improvvisamente senza poter fare altro che raccogliere Shaz, un’autostoppista con un cane, e affidarle casa e famiglia.

Metadata
Regista P.J. Hogan
Titolo originale Mental
Data di uscita 7 Dicembre 2019
Nazione AustraliaU.S.A.
Durata 1 h 56 min
Attori
Cast: Liev Schreiber, Toni Collette, Caroline Goodall, Anthony LaPaglia, Kerry Fox, Rebecca Gibney, Lily Sullivan, Deborah Mailman, Natasha Bassett, Sam Clark, Malorie O'Neill, Bethany Whitmore, Sophie Lee, Chelsea Bennett, Amanda Woodhams
Trailer

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Mental

P.J. Hogan, possiamo ormai dirlo, si è sempre occupato dei pazzi. Tutti i suoi personaggi principali lo sono stati: riguardiamo a una giovane, sognante Toni Collette ne “Le nozze di Muriel”, alla Julia Roberts audace e manipolatrice de “Il matrimonio del mio migliore amico”, all’insolita ma temibile accoppiata di Rupert Everett e Kathy Bates in “Insieme per caso” o ancora all’estro creativo e tuttavia preda di continue tentazioni di Isla Fisher nel meno encomiabile “I love shopping”. I suoi non sono mai stati dei personaggi conformisti o completamente perbene; si tratta anzi di personalità al confine tra la follia e la normalità, spesso ossessionati dalla possibilità di sbilanciarsi e cadere da quel filo invisibile che li separa dalla disperazione. In “Mental” la scusa, questa volta, era quella dell’Australia, paese d’origine dello stesso regista: in Australia, si racconta, andarono a rifugiarsi tutti i matti esiliati dal resto del mondo, e i bianchi australiani che vi abitano adesso non sono altro che i loro discendenti ancora più matti.

Chi si crede pazzo, nonostante la premessa, è solito essere il più normale fra tutti: è questa la teoria che Shaz (Toni Collette) porterà avanti nell’arco dell’intero film. Sorta di svalvolata Mary Poppins dei nostri tempi, decisamente più kitsch e diabolica, Shaz prenderà per mano le giovani figlie di Shirley e le condurrà verso l’universo instabile e solitario dell’anticonformismo, imbastendo una nuova scuola esistenziale in cui è necessario scalare montagne – letteralmente, non metaforicamente – per vincere le proprie paure e provare a portare avanti una vita normale quando tutto, là fuori, è il contrario di normale. Perché in fondo è proprio così che vanno le cose: là fuori sono tutti molto più pazzi delle sorelle Moochmore, basta fare un giro del quartiere per accorgersene. Dietro i vialetti curati e le ragazze che sfiorano la magrezza anoressica si nascondono tutte le imperfezioni e i desideri irrealizzabili del mondo, malattie mentali comprese: sindromi compulsive per chi toglie le macchie con gli spazzolini da denti, personalità sadiche dietro i banconi dei bar, focolai d’invidia nelle acconciature delle bambole di porcellana, che se vai a guardare meglio hanno pure i capelli umani della nipotina più avvicinabile. Shaz stessa ha dei segreti, e non esiterà a raccontarli quando sarà la volta di aiutarla a compiere il proprio destino.

Seconda collaborazione tra P.J. Hogan e Toni Collette dopo il già menzionato “Le nozze di Muriel” (1994), “Mental” vanta un cast di tutto rispetto che rende memorabile il risultato di una sceneggiatura brillantemente scritta e che però, per sua stessa natura, non aggiunge nulla di nuovo al carattere un po’ folle e irriverente di innumerevoli altri film indipendenti sul genere (vedi “Little Miss Sunshine” in particolare). Rebecca Gibney, Caroline Goodall, Liev Schreiber, Anthony LaPaglia, Kerry Fox, Lily Sullivan e gli altri non si limitano di certo a riempire le scene in cui non appare Toni Collette, ma è sicuramente quest’ultima a illuminare lo schermo con una parte che le è ormai congeniale, specie dopo averla fatta propria nell’acclamata serie nata dalla mente di Steven Spielberg, “United States of Tara”. Nel complesso, “Mental” si limita dunque a ribadire la maggior parte delle idee “indie” che passano per il Sundance Film Festival di Los Angeles; eppure, complice qualche scena indimenticabile, un finale che pur concedendosi di essere scontato fa sorridere, un certo manierismo di fondo più raffinato del solito, il lavoro di P.J. Hogan riesce a offrire un nuovo ritratto leggero, godibile e autentico dell’intelligenza al femminile, senza dimenticarsi di elargire una giustificazione o due agli uomini-mostro di turno, che in tal contesto si rendono simpatici e arrendevoli, profondi o consapevoli d’essere superficiali.

Voto dell’autore:3.9 / 5

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