Midnight in Paris - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 9 voto/i
3.93/5

Midnight in Paris

RANKING
539° su 2562 in Generale
18° su 126 in Fantastico
20111 h 34 min
Trama

Gil Pender è uno sceneggiatore hollywoodiano con il sogno di diventare un vero scrittore ed imitare i mostri sacri della letteratura. Durante una vacanza a Parigi con la sua fidanzata Inez, accade qualcosa di davvero incredibile: puntualmente, ogni volta che scocca le mezzanotte, una bella macchina d’epoca si presenta davanti agli occhi di Gil per portarlo nella meraviglia del suo grande sogno.

Metadata
Regista Woody Allen
Titolo originale Midnight in Paris
Data di uscita 2 Dicembre 2011
Nazione U.S.A.Spagna
Durata 1 h 34 min
Attori
Cast: Owen Wilson, Rachel McAdams, Kurt Fuller, Mimi Kennedy, Michael Sheen, Nina Arianda, Carla Bruni, Maurice Sonnenberg, Thierry Hancisse, Audrey Fleurot, Marie-Sohna Conde, Yves Heck, Alison Pill, Tom Hiddleston, Sonia Rolland, Corey Stoll, Daniel Lundh, Laurent Spielvogel, Thérèse Bourou-Rubinsztein, Kathy Bates, Marcial Di Fonzo Bo, Marion Cotillard, Léa Seydoux, Emmanuelle Uzan, Adrien Brody, Tom Cordier, Adrien de Van, Serge Bagdassarian, Gad Elmaleh, David Lowe, Atmen Kelif, Yves-Antoine Spoto, Laurent Claret, Sava Lolov, Karine Vanasse, Catherine Benguigui, Vincent Menjou Cortes, Olivier Rabourdin, François Rostain, Marianne Basler, Michel Vuillermoz, Guillaume Gouix, Kenneth Edelson
Trailer
Midnight in Paris

“Dai! Non succede nulla su Giove o Nettuno, ma dal lontano universo si possono vedere queste luci, questi caffè, la gente che beve e che canta. Per quanto ne sappiamo, Parigi è il posto più bello dell’universo”. In “Midnight in Paris”, Woody Allen ritorna ad amare la città degli artisti con la raffinatezza di un problematico sognatore. Lo fa come al solito, in maniera brillante e sofisticata, toccando i viali, le luci e le case di Parigi come fossero il corpo di una bellissima donna. La macchina da presa danza da un angolo all’altro della città, riprende le piazze, le insegne dei bar, la Tour Eiffel, Notre Dame e Montmartre, fino ai protagonisti, nell’atmosfera surreale delle ninfee di Monet. Ed ecco Gil, un uomo confuso dalla vita, uno scrittore insicuro che nel suo presente si sente un alieno e vorrebbe vivere nella Parigi degli anni ’20, insieme ai mostri sacri della letteratura.

Gil è Allen, con lo stesso tormento per l’arte e gli stessi insistenti interrogativi sull’ineluttabilità della morte. La risposta giunge con sorpresa allo scoccare della mezzanotte, attraverso un’auto d’epoca che porta il protagonista in una Parigi magica e piena di spirito. Ernest Hemingway, Francis Scott Flitzgerald, Pablo Picasso, Gertrude Stein, Salvador Dalí sono tutti lì per lui, con la loro viscerale visione della vita, la ricchezza delle loro parole e la perfezione dei loro consigli. A coronare il tutto c’è la sorprendente interpretazione di Owen Wilson, che nei panni di Gil riesce nell’intento, sempre esplicito in Allen, di mettere a nudo la condizione umana. I suoi viaggi notturni, colorati d’immaginazione come accadeva per “La rosa purpurea del Cairo”, non sono altro che la metafora di un cammino interiore verso la speranza e la conoscenza profonda del proprio essere.

Nessuna obiezione sullo stile inequivocabile di Allen e sulla scelta accuratissima del cast. È vero che, probabilmente, questo film non ha la stessa forza cinica dei suoi predecessori, nonostante non sia privo di battute taglienti e audaci frecciatine. Ma come ogni cosa, col tempo, anche l’antidoto dell’irriverenza raggiunge il suo punto di maturità, il pessimismo si riveste di luce nuova e ci si accorge che l’amore per un passato apparentemente migliore non è altro che una fuga mascherata da ciò che di più intimo abbiamo. Gil sceglie di lasciare Inez per inseguire la sua verità. Rimangono memorabili le parole di Gertrude Stein: “Il lavoro di un artista non è soccombere alla disperazione, ma trovare l’antidoto al vuoto dell’esistenza”. Così fa Allen: ruba il mondo, lo spoglia, lo interroga e lo restituisce, ogni volta, sotto una luce straordinariamente diversa.

Voto dell’autore:4 / 5

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