Miracolo a Milano - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 3 voto/i
4.30/5

Miracolo a Milano

RANKING
91° su 2562 in Generale
3° su 126 in Fantastico
19511 h 40 min
Trama

Cresciuto in un orfanotrofio, Totò Golisano va a vivere in una baraccopoli all'estrema periferia di Milano, abitata da un centinaio di barboni ai quali predica le buone maniere, la solidarietà e la non-violenza. Quando dal suolo dove è costruita la baraccopoli zampilla il petrolio, il proprietario del terreno, aiutato dalla polizia, cerca con tutti i mezzi di cacciare i barboni...

Metadata
Titolo originale Miracolo a Milano
Data di uscita 8 Febbraio 1951
Nazione Italia
Durata 1 h 40 min
Trailer

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Miracolo a Milano

Dopo “I bambini ci guardano”, “Sciuscià” e “Ladri di biciclette” continua il sodalizio fra Cesare Zavattini e il regista Vittorio De Sica con questo quarto film “Miracolo a Milano”, tratto dal romanzo dello stesso Zavattini “Totò il buono”. Quando uscì nelle sale il film venne accolto in maniera negativa, sia a sinistra che a destra: i primi, scontenti dell’abbandono del neorealismo, lo indicarono come troppo evangelico, mentre i secondi lo giudicarono eversivo e d’ispirazione comunista. Ma nonostante le critiche “Miracolo a Milano” ottenne un grande successo, tanto da vincere la Palma d’Oro al Festival di Cannes.

Il film si struttura come una sorridente favola moderna, con tanto di “C’era una volta”. Totò, rispetto ai ragazzi protagonisti degli altri film sopra citati, è più fortunato: è sì un orfano, ma felice, perché crede nei miracoli ed è in grado di compierne lui stesso. Forse il tono fiabesco a volte sfocia in qualche banalità, ma è un aspetto che il regista vuole fin dall’inizio, quindi fa parte dello stile del film. Questo è l’unico piccolo appunto che si può muovere ad un’opera così innovativa, soprattutto per i temi toccati: il film, girato nel 1951, parla di tematiche di cui si discute ancora oggi. La pellicola offre sequenze cariche di triste ironia, come ad esempio quando si parla di amore interrazziale: due persone disperatamente innamorate l’una dell’altra, lei bianca e lui nero, chiedono entrambe a Totò di poter cambiare il colore della propria pelle, riscoprendosi così ancora una volta diverse.

L’opera, girata con sapienza dal maestro del neorealismo, contiene gli “antenati” degli odierni effetti speciali; la scena finale di è stata ripresa per sua stessa ammissione dal regista Steven Spielberg nel suo “E.T. – L’extraterrestre”. “Miracolo a Milano” è un film surreale, che permette allo spettatore di sognare e volare a cavallo di una scopa con Totò e gli altri personaggi sopra la Madonnina, “verso un regno dove buongiorno vuol dire veramente buongiorno…”.

Voto dell’autore:4.6 / 5

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