Mud - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
3.85/5

Mud

RANKING
656° su 2562 in Generale
272° su 732 in Drammatico
20132 h 15 min
Trama

Due quattordicenni, Ellis e Neckbone, fanno amicizia con un misterioso uomo che vive in maniera selvaggia su un’isoletta, nel bel mezzo del fiume Mississippi. Il suo nome è Mud, e una volta ascoltate le peripezie della sua vita particolarmente avventurosa, in perenne fuga da coloro che lo cercano per ucciderlo, i due ragazzini decidono di aiutare Mud, sfamandolo e calando giù da un albero una piccola barca che lo farà scappare dall’isola. L’unico problema è che Mud non vuole fuggire da solo: in realtà sta aspettando il ritorno della donna di cui è innamorato fin da quando era un adolescente, Juniper. Appena tornata in città, tuttavia, pur non volendo, Juniper porterà con sé proprio quegli uomini malintenzionati da cui Mud sta apparentemente fuggendo…

Metadata
Regista Jeff Nichols
Titolo originale Mud
Data di uscita 28 Agosto 2014
Nazione Stati Uniti
Durata 2 h 15 min
Attori
Cast: Matthew McConaughey, Tye Sheridan, Jacob Lofland, Sam Shepard, Reese Witherspoon, Sarah Paulson, Michael Shannon, Ray McKinnon, Joe Don Baker, Paul Sparks, Stuart Greer, Michael Abbott Jr., Bonnie Sturdivant
Trailer
Mud

Presentato in concorso al Festival di Cannes 2012, “Mud” segna il terzo lungometraggio scritto e diretto dal giovane regista trentacinquenne Jeff Nichols, dopo un esordio più che convincente con “Shotgun stories” (2007) e una seconda, indimenticabile opera da annoverare fra i film più belli del 2011, “Take shelter”, con un bravissimo Michael Shannon e la splendida Jessica Chastain; pellicola, quest’ultima, che si è peraltro assicurata il Gran Premio della Settimana Internazionale della Critica al Festival di Cannes di quello stesso anno. Nonostante “Mud” confermi così il talento precoce del regista statunitense, sia la realizzazione quanto la sceneggiatura di per sé lasciano pensare che Nichols abbia ancora un bel po’ di generi e registri diversi da offrire al suo pubblico, e che la sua firma autoriale possa rivelarsi per ciò che è davvero soltanto fra qualche altro anno, quando potremo avere un quadro generale della sua evoluzione artistica contando sulla lunga distanza.

A differenza dei primi due film, difatti, “Mud” non può che apparirci come l’inversione totale di rotta di Jeff Nichols, il quale conferisce a questa sua terza fatica un’impronta decisamente più positiva, attraversata da un candore tutto nuovo che poco ha a che fare col grigiore funesto che il titolo, tradotto in maniera letterale dall’inglese (ovvero come “fango”), lascerebbe invece presagire. Malgrado il racconto sia incentrato sulle vicende “infangate” del personaggio di Mud, in effetti, la macchina da presa e il punto di vista del film si concentrano sullo sguardo innocente del quattordicenne Ellis, che osserva il mondo degli adulti – al solito crudo, aspro, scoraggiante e spesso incerto e insincero – con gli occhi di chi non ha l’età per capire talune cose né per scendere a patti con altre. In tal contesto, seppure ciascuna inquadratura sia opera dell’affezionato collaboratore di vecchia data di Nichols, Adam Stone (già presente nei credits di “Shotgun stories” e “Take shelter”), il lavoro d’insieme si differenzia sia nel messaggio flebilmente speranzoso dell’amicizia tra Mud e i due ragazzi, sia nell’insolita fotografia più calda e distesa dell’intera pellicola, così ben contrapposta all’atmosfera al contrario soffocante, tormentata e fumosa in cui prendevano il sopravvento le inquietanti paranoie del protagonista di “Take shelter”.

Sostenuto dalla pregevole interpretazione nervosamente fisica del giovanissimo Tye Sheridan, già visto alle prime armi nel ruolo altrettanto scomodo del figlio minore di Brad Pitt in “The tree of life” di Terrence Malick, e ancora di più da quella di Matthew McConaughey, che dopo l’impressionante prova in “Killer Joe” mette a segno un’altra vittoria per la sua carriera attoriale fino a ieri non proprio perfetta o particolarmente memorabile, “Mud” è in fin dei conti l’ennesima storia americana incentrata sugli uomini duri del Sud e sui luoghi paludosi della sua terra. La verità è che la pellicola sarebbe anche potuta risultare un po’ banalotta e insignificante, se – ed è soprattutto questo il suo merito – non avesse deciso di concentrarsi piuttosto sullo scontro, emblematico quanto crudamente reale, fra il mondo degli adulti e quello di coloro che non sono più dei bambini né tantomeno sono ancora degli adulti, bensì una difficile via di mezzo tra il bianco e il nero. Una sottile e delicata striscia di terra grigiastra che pende in bilico dall’uno e dall’altro lato, e che può essere calpestata e corrotta dal primo passo falso e pesante di chi si è già sporcato abbastanza le mani.

Voto dell’autore:3.9 / 5

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