Nella casa - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 5 voto/i
4.30/5

Nella casa

RANKING
91° su 2562 in Generale
35° su 732 in Drammatico
20121 h 45 min
Trama

Germain Germain, insegnante di lettere in un liceo, conduce un tranquillo ménage con Jeanne, una gallerista d’arte. Il professor Germain è sempre più deluso e demotivato a causa dei suoi alunni, fino a quando non legge un tema di Claude Garcia, un ragazzo di sedici anni dotato di un notevole talento per la scrittura. Germain inizia così a dargli consigli e lo esorta a proseguire il suo racconto…

Metadata
Regista François Ozon
Titolo originale Dans la maison
Data di uscita 18 Aprile 2013
Nazione Francia
Durata 1 h 45 min
Attori
Cast: Kristin Scott Thomas, Emmanuelle Seigner, Denis Ménochet, Jean-François Balmer, Fabrice Colson, Diana Stewart, Ernst Umhauer, Stéphanie Campion, Bastien Ughetto, Fabrice Luchini
Trailer
Nella casa

Fin dove è lecito spingersi in nome della creazione letteraria? Quali sono i limiti della fantasia di uno scrittore, al di là dei quali può risultare pericoloso inoltrarsi? Sono quesiti da sempre legati all’ambigua dicotomia tra realtà e finzione, e attorno ai quali intellettuali e filosofi non hanno mai cessato di interrogarsi. Il potere evocativo della fantasia di un artista sembra essere indissolubilmente legato ai rischi che si corrono nel valicare quell’ambiguo confine fra la nostra immaginazione e il mondo circostante, in un corto circuito di cui spesso è difficile prevedere gli effetti, né tantomeno le possibili implicazioni morali. Un discorso complesso, già alla base del testo teatrale “Il ragazzo dell’ultimo banco” di Juan Mayorga, dal quale nel 2012 il regista e sceneggiatore François Ozon ha tratto il film “Nella casa”, uno dei titoli più apprezzati della sua carriera, cogliendo l’occasione per tornare a trattare le stesse tematiche alla radice di una delle sue pellicole più note, “Swimming pool”, anch’essa incentrata sulla scrittura come veicolo di ridefinizione del reale.

Il nucleo drammatico di “Nella casa” è costituito dal rapporto che si instaura fra Germain Germain, un professore di letteratura interpretato da un sopraffino Fabrice Luchini (marito odioso di Catherine Deneuve nel precedente film di Ozon, “Potiche – La bella statuina”), e un suo brillante studente, Claude Garcia, impersonato dal ventunenne Ernst Umhauer. Il maturo insegnante, uomo cinico e disilluso, che giustifica il proprio pessimismo con il fatto di aver trascorso l’estate leggendo Schopenhauer, individua in quel ragazzo timido e riservato i segni di un talento in erba, e decide di incoraggiarlo in quella che sembra essere la sua naturale vocazione: la scrittura. In tal modo prende gradualmente forma un “racconto nel racconto” riportato in prima persona dalla voce di Claude: la cronaca della progressiva intrusione del ragazzo nella casa di un suo compagno di classe, Raphaël Artole (Bastien Ughetto), dalla quale emerge l’impietoso scherno del giovane nei confronti del “modus vivendi” di una tipica famiglia borghese.

Uno scherno, tuttavia, da cui non è esente una sottaciuta invidia, la quale non tarderà a manifestarsi in un’ossessione che è al contempo desiderio erotico dai contorni edipici nei confronti di Esther (Emmanuelle Seigner), la piacente madre di Raphaël, e aspirazione ad essere incluso in quella che Claude definisce una “famiglia normale”. Pulsioni che si intrecciano all’irrefrenabile voyeurismo di Claude, fermamente determinato ad introdursi “nella casa” e a trarne linfa vitale per alimentare le proprie ambizioni di romanziere; un voyeurismo che accomuna il creatore dell’opera d’arte con i suoi fruitori, ovvero il professor Germain e sua moglie Jeanne, a cui presta il volto la bravissima Kristin Scott Thomas. La scrittura si presenta quindi come un atto vampiristico (un atto di cui Germain non esita a rendersi complice), ma “Nella casa” non fa riferimento unicamente alla letteratura: la riflessione elaborata da Ozon si estende ad ogni altra forma di creazione artistica (emblematico, in tal senso, il dialogo fra Germain e Jeanne a proposito della presunta inutilità dell’arte), e quindi inevitabilmente anche al cinema, in una sorta di significativa “mise en abîme”.

Tale riflessione viene portata avanti da Ozon miscelando sapientemente gli ingredienti del dramma psicologico, della commedia (con una serie di battute di graffiante ironia) e addirittura del thriller, in un’incessante alternanza fra i diversi piani narrativi che coinvolge direttamente anche lo spettatore: tutto il film, del resto, così come il racconto a episodi di Claude, è giocato sulle attese del pubblico, sugli espedienti per tenerne viva l’attenzione, nonché sul dilemma dell’epilogo. Nel frattempo, il regista di “8 donne e un mistero” ci avvolge in un’atmosfera torbida e intrigante, in cui perfino gli eventi più banali possono assumere sfumature sinistre; mentre il professor Germain, dal suo iniziale ruolo di “maestro”, finirà per ritrovarsi avviluppato – e quindi in un certo senso vittima – nella trama intessuta dal proprio allievo. Impeccabile il cast: Fabrice Luchini e Kristin Scott Thomas dimostrano una formidabile alchimia nei panni dei coniugi Germain, e il semi-esordiente Ernst Umhauer conferisce un’affascinante doppiezza, insieme a una sottile crudeltà, al personaggio di Claude. Mentre François Ozon firma, con “Nella casa”, quello che è probabilmente il miglior film della sua produzione.

Voto dell’autore:4.3 / 5

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