Noi credevamo - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
4.00/5

Noi credevamo

RANKING
327° su 2562 in Generale
6° su 37 in Storico
20103 h 25 min
Trama

Nel 1828 tre giovani rivoluzionari, Salvatore, Domenico e Angelo, si ribellano al giogo borbonico e si uniscono alla Giovine Italia di Giuseppe Mazzini. Attraverso le loro avventurose vicende scorrono pagine e volti noti e seminascosti della grande epopea del Risorgimento italiano.

Metadata
Regista Mario Martone
Titolo originale Noi credevamo
Data di uscita 12 Novembre 2010
Nazione ItaliaFrancia
Durata 3 h 25 min
Trailer
Noi credevamo

Fosse stata una produzione americana, probabilmente ce lo troveremmo nella cinquina degli Oscar; qui è passato sottodistribuito e dimenticato, o quasi. Affresco bellissimo e partecipato, il film di Mario Martone, “Noi credevamo”, narra di stomaco tre giovani vite rivoluzionarie che si intrecciano per raccontare la grande storia del nostro Risorgimento, dalle Due Sicilie al Savoia invasore, da Mazzini a Crispi, passando per il “generale” in camicia rossa e i briganti patrioti e sgozzati.

Non ci sono abbaglianti scene di battaglia, ma tante trepidanti emozioni, che scoppiano e feriscono come i moschetti spianati dei persecutori di due monarchie opposte e parallele. C’è una vibrante storia vista da Sud, con l’animo sprezzante di un Meridione ferito tanto dalla padella borbonica quanto dalla brace piemontese. E c’è l’animo pugnante e indomito di rivoluzionari idealisti e scapigliati, che fanno l’Italia assai prima e assai meglio del Garibaldi-stereotipo. Per poi scoprire, con quell’azzeccatissima lente correttiva che è lo sguardo di povera gente frastornata da guerre non volute, che forse “si stava meglio quando si stava peggio”.

Un carosello equilibrato e sommesso di volti del cinema di casa nostra, che con forza tira le fila di una nuova “meglio gioventù”, concedetecelo, venuta anche meglio del format originale, perché calata in un viaggio in costume accurato e poeticamente veritiero. Un film di cui essere italianamente fieri, che tanto ha da dire su quello che siamo e da dove veniamo. Con il coraggio di mettere in discussione, Mazzini in primis, mammasantissima e luoghi comuni della storia edulcorata e prêt-à-porter somministrata saecula saeculorum agli scolari peninsulari. Da portarsi dietro nell’albo dei ricordi l’adunata scomposta attorno al fuoco delle ‘multietniche’ camice rosse garibaldine. Il fervore, la rabbia e la spontanea adesione ad una causa tanto chiara quando nacque nei cuori, quanto sconosciuta alle menti nei suoi incombenti effetti collaterali, è il tap-in di un magistrale omaggio a dei dimenticati, eroicamente figli del Sud. Che si scoprirono poi tragicamente figli di Nessuno.

Voto dell’autore:4.3 / 5

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