Now you see me - I maghi del crimine - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 3 voto/i
3.63/5

Now you see me - I maghi del crimine

RANKING
1249° su 2562 in Generale
60° su 153 in Thriller
20131 h 55 min
Trama

Una squadra d’impeccabili illusionisti, formata da Michael Atlas, Merritt Osbourne, Henley e Jack, e seguita da Arthur Tressler, nonché controllata e videoripresa da un certo Thaddeus Bradley, ha un enorme successo con degli spettacoli che fanno sistematicamente il pienone di pubblico. Sono un’ottima squadra: ognuno ha le sue peculiarità, sanno tenere la scena, fanno strabilianti trucchi e soprattutto sanno rapinare bene le banche senza sporcarsi le mani più di tanto. Per questo motivo attirano le attenzioni dell’FBI e dell’agente Dylan Hobbs, che deve seguire il caso in dolce compagnia di una collega francese, Alma Vargas. Sarà un viaggio pericoloso dentro i segreti di un team imprevedibile e le verità nascoste di identità imperturbabilmente ai margini e allo stesso tempo nella mischia.

Metadata
Regista Louis Leterrier
Titolo originale Now You See Me
Data di uscita 11 Luglio 2013
Nazione U.S.A.Francia
Durata 1 h 55 min
Attori
Cast: Jesse Eisenberg, Woody Harrelson, Dave Franco, Isla Fisher, Mark Ruffalo, Mélanie Laurent, Morgan Freeman, Michael Caine, Michael Kelly, Common, David Warshofsky, José Garcia, Jessica Lindsey, Caitriona Balfe, Stephanie Honoré, Elias Koteas
Trailer
Now you see me - I maghi del crimine

“Stai osservando attentamente?”. L’invito di quello che è il miglior film della storia del cinema sul versante maghi e illusionismo, “The prestige” di Christopher Nolan, è rivolto allo sguardo dello spettatore, che deve essere attento, perché a volte basta un piccolo dettaglio, sfuggito all’occhio umano, per dare il senso contrario a ciò che si pensa di aver visto, anche solo per un nanosecondo. Ma quello che Nolan fa in realtà è concentrarsi sulla mente, giocando con l’astuzia del pubblico. Louis Leterrier, il regista di “Now you see me – I maghi del crimine”, si preoccupa alla fine del cruciverba mentale, asfaltando il terreno visivo / concettuale del film con un vero e proprio omaggio all’occhio, al vedere, al vedere bene il bello.

“Now you see me” dispiega, sin dal titolo, il film: vedere e non capire o non avere la facoltà di sentire. Leterrier abbellisce molto le immagini, così tanto da non cercare l’inganno agli occhi del pubblico, e quando questo chiude il cerchio degli avvenimenti si è poco sorpresi, nonostante la sorpresa sia davvero spiazzante (o poco credibile?). Sta di fatto che “I maghi del crimine” (titolo emblematico di una certa visione italo-americana del crimine) è il miglior film del regista dell’ultimo “Hulk”; la sceneggiatura di Boaz Yakin, Ed Solomon e Edward Ricourt ha dei dialoghi scoppiettanti, a tratti fulminanti, specie nella prima parte, in cui gli ottimi attori / maghi danno il meglio di loro stessi (su tutti Jesse Eisenberg, decisamente in parte) e anche il “cacciatore” Dylan Hobbs (Mark Ruffalo è uno dei migliori attori della nuova generazione). Brio e brillantezza regnano incontrastati, conferendo alle sequenze action uno scatto in linea con la velocità dei dialoghi. Ne consegue che lo spettacolo per gli occhi lo è anche per il cervello, che fa suo l’intreccio anti-crisi.

Ci si esalta, anche se la sensazione è quella di una lambiccata fiera da baraccone, specie dalla metà del film, quando il giochino del gatto col topo inizia a tirare le fila del racconto in maniera piuttosto scontata, fino al ribaltamento finale. Forse le carte vengono mischiate un po’ troppo e con insistenza, in una corsa allo spettacolo nello spettacolo che ha il suo bel daffare. Del resto, i sornioni Morgan Freeman e Michael Caine stanno lì per reggere il gioco e anche il moccolo, una delle fiaccole parte delle illusioni. Ma in fin dei conti, il cinema ci si abbina bene con l’atto del meravigliarsi, e anche il semplice tentativo di realizzarsi attraverso la meraviglia è libidine pura, non solo per la vista. Letterrier ci riesce meglio di Neil Burger (“The illusionist”) e non è certo un’illusione da poco. O un’emozione.

Voto dell’autore:3.7 / 5

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