Ombre e nebbia - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
4.15/5

Ombre e nebbia

RANKING
207° su 2562 in Generale
23° su 453 in Commedia
19911 h 25 min
Trama

Germania, Anni ’20. Una piccola città senza nome è terrorizzata dagli omicidi commessi da un misterioso assassino che strangola le proprie vittime. Una notte Kleinman, un timido impiegato ebreo, viene svegliato da un gruppo di vigilanti che hanno deciso di dare la caccia al serial-killer e lo coinvolgono suo malgrado nella loro impresa; per il povero Kleinman, è l’inizio di una serie di disavventure…

Metadata
Regista Woody Allen
Titolo originale Shadows and Fog
Data di uscita 6 Marzo 1992
Nazione U.S.A.
Durata 1 h 25 min
Attori
Cast: Woody Allen, Kathy Bates, John Cusack, Mia Farrow, Jodie Foster, Fred Gwynne, John Malkovich, Julie Kavner, Madonna, Kenneth Mars, Kate Nelligan, Donald Pleasence, Lily Tomlin, Philip Bosco, Robert Joy, Wallace Shawn, Kurtwood Smith, Josef Sommer, David Ogden Stiers, John C. Reilly, Eszter Balint
Trailer

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Ombre e nebbia

Woody Allen rende omaggio al grande cinema espressionista tedesco degli Anni ’20 e ’30 con uno dei progetti più insoliti e singolari (nonché fra i meno conosciuti) della sua produzione, “Ombre e nebbia”. Basandosi su un atto unico, “Morte” (dalla raccolta “Senza piume”), che lui stesso aveva scritto nel 1975, Allen realizza un comicissimo thriller in bianco e nero che si rifà esplicitamente al cinema di Fritz Lang e degli altri maestri dell’espressionismo (Georg Wilhelm Pabst, Robert Wiene, Friedrich Wilhelm Murnau), al punto da sembrare quasi un remake – in versione parodistica, ovviamente – del capolavoro langhiano “M – Il mostro di Düsseldorf” (1931), con tanto di folla di cittadini inferociti che partono per la “caccia al mostro”, decisi a farsi giustizia da sé.

In questa occasione, il nostro Woody si cala nei panni di un anonimo signor Kleinman (ovvero un comunissimo signor K, come nei romanzi di Franz Kafka), sperduto fra le stradine labirintiche e minacciose di una non meglio specificata cittadina mitteleuropea immersa nell’oscurità e nella nebbia, e alla disperata ricerca (lui, che vorrebbe solo starsene tranquillo nel proprio letto!) di un pericoloso assassino seriale imparentato con i vari “mostri” del cinema espressionista. Le rocambolesche vicende del povero Kleinman si intrecceranno con quelle di Irmy (Mia Farrow, al suo dodicesimo film con Allen), mangiatrice di coltelli in fuga da un clown fedifrago, di un losco dottore (Donald Pleasence) che disseziona cadaveri, di un giovane studente di nome Jack (John Cusack) e di tanti altri pittoreschi personaggi ai quali prestano il volto un nutrito gruppo di star hollywoodiane (ci sono, fra gli altri, John Malkovich, Jodie Foster, Madonna, Kathy Bates e Lily Tomlin).

Giocando con gli stereotipi del cinema espressionista, Woody Allen mette dunque in scena un’acuta rappresentazione di quei fenomeni di isteria di massa e di bieco giustizialismo che, negli stessi anni in cui è ambientato il film, avrebbero costituito il germe dal quale di lì a poco sarebbero nati i vari totalitarismi del Novecento. E in questa parabola sull’intolleranza (antisemitismo compreso) e sulla violenza, abilmente travestita da commedia nera, Allen fonde suggestioni riprese dalla cultura europea (“L’opera da tre soldi” di Bertolt Brecht, con tanto di citazione delle musiche di Kurt Weill, ma anche il cinema di Ingmar Bergman) per costruire un film che, esaltando il ruolo del Caso nel destino umano, culmina in un appassionato elogio dell’immaginazione e dell’arte, le uniche armi in grado di esorcizzare i mali del mondo. Eccezionale il contributo dello scenografo Santo Loquasto e del direttore della fotografia Carlo Di Palma, che hanno ricostruito la Germania degli Anni ’20 interamente negli studi di New York.

Voto dell’autore:4.0 / 5

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