Padri e figlie - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 1 voto/i
3.50/5

Padri e figlie

RANKING
1376° su 2562 in Generale
137° su 241 in Sentimentale
20151 h 56 min
Trama

Jake Davis è un romanziere premio Pulitzer rimasto vedovo che combatte contro un serio distrubo mentale e cerca di crescere al meglio la figlioletta Katie di cinque anni. La causa con i suoceri per l'affidamento della bambina, le condizioni di salute precarie, la gestione difficoltosa del lavoro e della situazione economica incidono sul rapporto fra padre e figlia unendoli, separandoli, creando un legame più forte e definitivo della morte stessa.

Metadata
Titolo originale Fathers and Daughters
Data di uscita 1 Ottobre 2015
Nazione Stati UnitiItalia
Durata 1 h 56 min
Trailer

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Padri e figlie

Gabriele Muccino, dopo “La ricerca della felicità”, “Sette anime” e “Quello che so sull’amore”, realizza il suo quarto film americano, “Padri e figlie”. Immediatamente colpito dalla sceneggiatura del 2012 di Brian Desch per “l’ampiezza dei piani del racconto e la possibilità di lettura dei personaggi”, Muccino si cimenta nella regia del suo terzo film incentrato sull’amore fra un genitore e un figlio e, a sua detta, l’ultimo e il più esaustivo della sua produzione su questa tematica. La storia si svolge su due piani narrativi paralleli che si alternano: il primo riguarda l’infanzia di Katie e il rapporto con il padre Jake, il secondo la sua età adulta e la convivenza con i demoni del passato. Due punti di vista sulla stessa storia che si compenetrano e accompagnano, giustificando le azioni dei protagonisti. Il premio Oscar Russel Crowe, autentico gigante e colonna portante del film, veste i panni del romanziere Jake, e riesce con prorompente fisicità e capacità attoriali ormai ben note al pubblico a esprimere la fatica e la sofferenza di un uomo che convive con il senso di colpa per la morte della moglie e con crisi epilettiche invalidanti.

Jake è costretto ad affrontare un costoso processo per la tutela della figlia e a lottare con i fallimenti editoriali che lo lasciano al verde: e cadere e non rialzarsi subito è un lusso che non ci si può permettere negli “Stati Uniti del denaro”. Amanda Seyfried dà corpo invece alla Katie ormai adulta, studentessa di psicologia e assistente sociale, che riesce ad aiutare bambini con traumi e precendenti violenti e burrascosi, ma non riesce a placare il dolore della bambina che è dentro di lei. La paura della perdita e della morte non le permette di vivere serenamente un rapporto d’amore con un uomo, tanto da covincerla di “non riuscire ad amare”. Il regista afferma che è stato faticoso e rischioso sviluppare il personaggio di Amanda perché è il ritratto di una giovane donna reale, a tratti biasimevole, che avrebbe potuto facilmente perdere la simpatia del pubblico. Ciò però non accade: Katie preferisce usare gli uomini velocemente, distrattamente, senza implicazioni, ma si capisce che sta cercando di aggirare la voragine interiore con il suo comportamento autodistruttuivo.

Jake e Katie si ritrovano a dover colmare le loro voragini cadendoci dentro e risalendo faticosamente, senza scorciatoie. Due viaggi differenti per due protagonisti impigliati nella stessa storia, accompagnati da altri personaggi le cui vicende non possono essere ignorate, tutti accomunati dalla stessa ricerca, tutta umana, dell’amore. Il film vanta la presenza dei premi Oscar Jane Fonda e Octavia Spencer, oltre alla giovanissima candidata Quvenzhané Wallis e a Janet McTeer, impegnate in ruoli non di primissimo rilievo. Una nota di merito per Muccino, che è riuscito a intrecciare in modo equilibrato i piani narrativi e a far rientrare nei momenti opportuni le storie di personaggi secondari ma essenziali alla trama stessa, facilitato da una sceneggiatura già ben strutturata anche se complessa. La storia si racconta da sola e lascia spazio alla drammaticità, ormai marchio di fabbrica del regista, benché a tratti forzata da dialoghi didascalici che minano la verosimiglianza di un racconto che trasuda concretezza. Un film che costringe a fare i conti con il bambino bisognoso di affetto che dimora in ogni adulto.

Voto dell’autore:3.5 / 5

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