Petit paysan - Un eroe singolare - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 2 voto/i
3.40/5

Petit paysan - Un eroe singolare

RANKING
1584° su 2515 in Generale
560° su 716 in Drammatico
20171 h 30 min
Trama

La quotidianità dell’allevatore di mucche Pierre Chavanges viene messa a dura prova da un’improvvisa e gravissima forma d’epidemia che colpisce il suo bestiame. Il giovane cercherà in ogni modo di salvare il suo mondo.

Metadata
Regista Hubert Charuel
Titolo originale Petit Paysan
Data di uscita 22 marzo 2018
Nazione Francia
Durata 1 h 30 min
Trailer

No trailer added for this movie.

Petit paysan - Un eroe singolare

Partendo dalle sue origini personali, il trentatreenne regista e sceneggiatore francese Hubert Charuel debutta sul grande schermo con la storia di un eroe singolare, come esplicita il sottotitolo della versione italiana del film “Petit paysan”. Quell’eroe è il giovane Pierre (Swann Arlaud), un agricoltore e allevatore la cui routine viene minacciata da una grave epidemia che colpisce improvvisamente le sue mucche. Un “petit paysan” sul quale si concentra la trama, che avvolge la vita di Pierre e il suo universo, dominato dalla costanza del lavoro e dalla semplicità dei giorni che scorrono. I delicati meccanismi che tengono in equilibrio l’esistenza del ragazzo all’improvviso iniziano a scricchiolare: quel giovane uomo, così legato alla propria tradizione totalizzante, viene posto dinanzi all’evoluzione della società e ai patimenti del suo mondo, dinanzi a una tecnologia che invade anche la più umile delle professioni. Pierre vive praticamente in simbiosi con i propri animali, con i quali condivide sofferenze e drammi. Ne vive l’angoscia, ne sente la paura, e lo spettatore percepisce tutto questo grazie anche a regia e montaggio, che lavorano pure essi in una sapiente connessione, che non risparmia il dolore e l’aspetto tragico del percorso di Pierre.

Una giustapposizione di elementi che conferisce al film una climax efficace nel coinvolgimento dello spettatore nel piccolo, grande universo del protagonista. Il lato emotivo di “Petit paysan” è del tutto inserito in un contesto apparentemente ai margini della società: un contesto, però, assolutamente centrato sull’attualità del palcoscenico di questo mondo, che alle volte dimentica molti dei suoi attori in scena. Attori considerati marginali, fuori tempo massimo. Pierre è un eroe singolare perché affronta l’imprevedibilità stessa dell’esistenza con strenuo amore verso la natura e la vita,  ma è proprio grazie al suo profilo da “ordinary man” di campagna che per il pubblico risulta difficile non empatizzare con i suoi desideri e con le sue battaglie. Un eroe come tanti e, come tanti, unico. Di contro, il limite di tutto l’impianto imbastito da Charuel risiede in un certo schematismo di fondo: “Petit paysan” è un film che non si allontana mai troppo dai binari e, seppur nella sua immutabile intensità, ci conduce ad un finale di relativa ovvietà. Ma lo sguardo con il quale Charuel sottolinea i tormenti e i timori del suo protagonista meritano una visione di questo suo primo approccio con il cinema, con la speranza concreta di una crescita nel prossimo slot: che possa stavolta lasciare un segno compiuto.

Voto dell’autore:3.3 / 5

The following two tabs change content below.

Ultimi post di Davide Sica (vedi tutti)

Loading...