Potiche - La bella statuina - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
3.80/5

Potiche - La bella statuina

RANKING
728° su 2562 in Generale
81° su 453 in Commedia
20101 h 43 min
Trama

Francia del nord, 1977. Suzanne è la moglie mansueta e remissiva di Robert Pujol, un burbero industriale che dirige con pugno di ferro una fabbrica di ombrelli. Per trent’anni Suzanne ha sempre vissuto in silenzio all’ombra del marito; ma quando nella fabbrica scoppia uno sciopero di massa e Robert viene sequestrato dai propri operai, alla donna spetterà il compito di prendere in mano le redini dell’azienda…

Metadata
Regista François Ozon
Titolo originale Potiche
Data di uscita 5 Novembre 2010
Nazione Francia
Durata 1 h 43 min
Attori
Cast: Catherine Deneuve, Gérard Depardieu, Fabrice Luchini, Karin Viard, Jérémie Renier, Judith Godrèche, Élodie Frégé, Sergi López, Bruno Lochet, Évelyne Dandry, Gautier About, Jean-Baptiste Shelmerdine, Noam Charlier, Martin De Myttenaere, Yannick Schmitz
Trailer
Potiche - La bella statuina

Catherine Deneuve, incontrastata primadonna del cinema francese, regina d’eleganza e di fascino da quasi mezzo secolo, fa jogging lungo una placida strada di campagna, con indosso una tuta da ginnastica color rosso acceso e i bigodini fra i capelli. Basta già questa imperdibile sequenza d’apertura per indovinare il tono sfacciatamente dissacrante che caratterizza la nuova pellicola di François Ozon, “Potiche”, applauditissima al Festival di Venezia 2010 ed accolta da un grande successo al botteghino (oltre due milioni di spettatori solo in Francia). Ozon, dunque, torna dopo lungo tempo al genere della commedia, adattando di suo pugno una pièce teatrale di Pierre Barillet e Jean-Pierre Grédy. Per l’occasione, il regista ritrova una delle superstar da lui dirette nel bellissimo “8 donne e un mistero”, la sempre splendida Catherine Deneuve, che all’età di 66 anni può tranquillamente concedersi di ironizzare sulla propria immagine di icona del divismo e della femminilità borghese (chi non ricorda “Bella di giorno”?) e di rimettersi in gioco sotto la guida di uno dei più dotati discepoli dell’umorismo buñueliano.

“Potiche”, in francese, indica un vaso senza valore, un oggetto puramente decorativo e quindi, per definizione, inutile. La “bella statuina” del titolo è per l’appunto Suzanne (Catherine Deneuve), moglie sottomessa di Robert Pujol (Fabrice Luchini), un industriale arrogante e maschilista proprietario di una fabbrica in cui si producono ombrelli (e, ancora a proposito della Deneuve, i cinefili incalliti non potranno non pensare a “Les parapluies de Cherbourg”). Su uno scenario di artificiosa raffinatezza, dominato da arredi, oggetti e vestiti dai colori brillanti, la dimessa Suzanne scoprirà che, in fondo, il ruolo di madre di famiglia ormai le va stretto, ed intraprenderà un coraggioso percorso di emancipazione dagli esiti inaspettati quanto travolgenti. La parabola femminista di Suzanne, che lotta per vedere riconosciuta la propria individualità anche al di fuori dell’ambito domestico, si unisce inoltre alla vivace rappresentazione dei conflitti sindacali e delle lotte di classe, secondo un sistema di antinomie che vede contrapposti il dispotico industriale Pujol e il deputato comunista Maurice Babin (Gérard Depardieu), così come i due figli di Suzanne, l’anticonformista Laurent (Jérémie Renier) e la reazionaria Joëlle (Judith Godrèche).

François Ozon, ovviamente, evita di prendersi sul serio, limitandosi a giocare con i vari cliché a sua disposizione con una salutare leggerezza venata di sottile cattiveria. Il regista riesce così a mettere in piedi un efficace meccanismo comico che raggiunge le sue punte più alte negli spassosi duetti coniugali fra Suzanne e suo marito Robert, oppure quando ci mostra la distinta signora borghese, tutta sorrisi e moine, impegnata a contrattare con operai inferociti e sindacalisti sul piede di guerra. Ma il tocco di Ozon si riconosce soprattutto in quelle deliziose parentesi surreali costituite da irresistibili siparietti musicali: Suzanne che mette in ordine la cucina sulle note di “Emmène-moi danser ce soir” di Michelle Torr, o conclude un comizio cantando “C’est beau la vie”; senza dimenticare la strepitosa scena di danza della mitica coppia Deneuve / Depardieu, che ballano in un night-club al ritmo di “Viens faire un tour sous la pluie”. E accanto a Gérard e Catherine, al loro settimo film insieme, non sfigura una squadra di validi comprimari, fra cui l’impagabile Fabrice Luchini e la brava Karin Viard, mentre Sergi López fa capolino in un breve cameo.

Voto dell’autore:3.8 / 5

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