Prossima fermata Fruitvale Station - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 4 voto/i
3.35/5

Prossima fermata Fruitvale Station

RANKING
1680° su 2562 in Generale
582° su 732 in Drammatico
20131 h 25 min
Trama

31 dicembre 2008, Hayward, California. Oscar Grant, 22 anni, si sveglia con il buon proposito di cambiare la propria esistenza: smettere di vendere erba e migliorare come figlio, fidanzato e padre di una bimba di quattro anni, Tatiana, per il nuovo anno che sta per iniziare. Ma qualcosa va storto…

Metadata
Regista Ryan Coogler
Titolo originale Fruitvale Station
Data di uscita 13 Marzo 2014
Nazione Stati Uniti
Durata 1 h 25 min
Trailer
Prossima fermata Fruitvale Station

Premiato al Sundance Film Festival 2013 con il Grand Jury Prize for Dramatic Feature e l’Audience Award for U.S. Dramatic Film, “Prossima fermata Fruitvale Station”, la pellicola del giovane talento Ryan Coogler, 26 anni, al suo debutto alla regia, riesce a conquistare, commuovere e far riflettere lo spettatore. Il film è basato sulla vera, tragica storia di Oscar Grant, un ragazzo di colore che venne ferito mortalmente con un’arma da fuoco da un membro della BART Police (Bay Area Rapid Transit Police Department) nella fermata della metropolitana di Fruitvale, Oakland, California, nelle prime ore del Capodanno 2009: il film si apre proprio con il video della tragica scena, immortalato da uno dei passeggeri della metro grazie al suo cellulare (ce ne sono molti altri su YouTube). La pellicola di Coogler introduce immediatamente il tragico tema della morte di Oscar Grant, ma fa un passo indietro per spiegare allo spettatore chi era la vittima di quello che ancora non è chiaro se sia stato un omicidio o un incidente (il poliziotto che sparò il colpo sostenne di aver scambiato la pistola per il taser, fu dichiarato colpevole di omicidio colposo e trascorse solo undici mesi in prigione).

La macchina da presa segue il protagonista nell’arco di un’intera giornata, dalla mattina del 31 dicembre 2008 a quella fatale del 1° gennaio 2009, e racchiude in quelle ore l’essenza e la personalità di Oscar, i suoi legami familiari e affettivi, ma anche il suo rapporto con gli sconosciuti, le sue speranze e i suoi problemi: un ritratto a tutto tondo, dipinto da molteplici prospettive, di un giovane uomo con una naturale bontà e generosità, ma anche con difetti che fatica a cancellare. La performance di Michael B. Jordan nel ruolo di Oscar è superlativa, regge l’intera pellicola e ha la capacità di far affezionare il pubblico al suo personaggio, vivo, vero, genuino: un giovane pieno di speranza e in grado di toccare il cuore delle persone perfino con piccoli gesti. Anche le due co-protagoniste femminili non sono da meno: da una parte Octavia Spencer, che interpreta la madre di Oscar, Wanda Johnson, imprime nella nostra memoria alcuni dei dialoghi più intensi del film e ci trasmette innumerevoli emozioni attraverso i suoi occhi magnetici: quelli di una madre sempre attenta, affettuosa, ma capace al contempo di rimproverare e ferire – per una giusta causa – e con una fervente fede in Dio. Dall’altra Melonie Diaz nel ruolo della fidanzata di Oscar, Sophina, che sa rendere realistico il suo personaggio e farci adottare la sua prospettiva.

Una menzione d’onore va alla piccola Ariana Neal, che nelle vesti della figlia di Oscar, Tatiana (soprannominata “T”), ci regala momenti di assoluta tenerezza, e in particolare alcune meravigliose sequenze al rallentatore che attuano un commovente zoom sul rapporto padre / figlia, in grado di superare qualsiasi ostacolo e far dimenticare qualsiasi problema economico o legato al traffico di droga in cui è coinvolto il giovane. La colonna sonora è quasi assente, perché sono soprattutto le immagini e i dialoghi a raccontare la storia: le uniche scene con un accompagnamento musicale sono i momenti di assoluta felicità (rapporto padre / figlia, una festa di compleanno in famiglia), di confusione e rabbia (Oscar ascolta musica rap ad altissimo volume in macchina) o di panico e impotenza, note che fanno da sottofondo all’ansia di Sophina in quella mattina maledetta. Soprattutto negli attimi in cui viene riprodotta la tragica scena sul binario della metropolitana, il silenzio gelido è frastornato dalle urla dei passeggeri sulle carrozze, che assistono con orrore a ciò che succede davanti ai loro occhi. In “Prossima fermata Fruitvale Station”, il racconto di una vita racchiuso in una singola giornata assume la potenza di una storia da non dimenticare. Il caso di Oscar Grant ha scosso profondamente il popolo americano ed è rimasto impresso nei cuori della gente, come farà anche la pellicola di Ryan Coogler.

Voto dell’autore:4.0 / 5

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