Qualcuno da amare - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 1 voto/i
3.30/5

Qualcuno da amare

RANKING
1714° su 2562 in Generale
172° su 241 in Sentimentale
20121 h 49 min
Trama

Akiko è una giovane studentessa di sociologia che si è trasferita a Tokyo dalla provincia e, per mantenersi, si prostituisce, all’insaputa del suo fidanzato Noriaki, estremamente geloso e possessivo. Una sera, dopo che Noriaki le ha fatto una sfuriata al telefono, il suo protettore, Hiroshi, la manda da un anziano professore in pensione, Takashi Watanabe, in cerca di qualcuno per alleviare la sua solitudine.

Metadata
Titolo originale Like Someone in Love
Data di uscita 24 Aprile 2013
Nazione FranciaGiappone
Durata 1 h 49 min
Trailer
Qualcuno da amare

Dopo la suggestiva Toscana, scenario di un rapporto dai contorni inafferrabili in “Copia conforme”, il regista Abbas Kiarostami passa a Tokyo, cornice del suo secondo film ambientato al di fuori dei confini dell’Iran, “Qualcuno da amare”, presentato al Festival di Cannes 2012. Proprio la capitale giapponese, con i suoi quindici milioni di abitanti, diventa il luogo dell’alienazione, dell’incomunicabilità e della solitudine; una megalopoli nella quale si incrociano, per una notte ma con effetti imponderabili, le esistenze di due individui estremamente diversi: Akiko (Rin Takanashi), una giovane studentessa che si mantiene in città lavorando occasionalmente come squillo, e Takashi Watanabe (Tadashi Okuno), un professore in pensione che vive da solo nel proprio appartamento.

Ancora una volta, come già nel precedente “Copia conforme”, Kiarostami sceglie di esplorare la contraddittorietà e l’ambiguità dei sentimenti, che anche in questo film si riflette in un’analoga ambiguità identitaria: a partire dalla protagonista, che mente al compagno Noriaki (Ryo Kase) e alla propria famiglia, districandosi in una complicata “doppia vita” divisa fra il ruolo di timida studentessa e fidanzata mansueta e quello, speculare, di disinibita ragazza squillo. La stessa relazione fra Akiko e Noriaki si configura come un precario intreccio di menzogne, di ossessive manie di controllo e di impossibili compromessi, in cui ormai non rimane più alcuna traccia di autenticità; mentre l’unica persona in grado di percepire le reali pulsioni dell’animo umano sembra essere il professor Watanabe, in virtù della propria età ma soprattutto dell’intima e tenera sensibilità che lo caratterizza.

Pur apprezzabile nelle sue delicate sfumature psicologiche, “Qualcuno da amare” non possiede tuttavia lo stesso fascino di “Copia conforme”. Kiarostami sa regalare alcuni momenti profondi e coinvolgenti, come il dialogo fra Watanabe e Noriaki all’ingresso dell’università, ma non sempre riesce a sopperire ai limiti di una struttura narrativa fin troppo esile, più adatta forse ad un mediometraggio che non ad un film di quasi due ore di durata, in cui talvolta si ha la sgradevole sensazione che la storia giri a vuoto, incerta sulla direzione da prendere; mentre l’enigmatico non-finale, interrotto in maniera eccessivamente repentina, stenta a convincere lo spettatore.

Voto dell’autore:3.3 / 5

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