Quartet - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 4 voto/i
3.78/5

Quartet

RANKING
886° su 2562 in Generale
109° su 453 in Commedia
20121 h 38 min
Trama

La Beecham House è un’isola di pace immersa nel verde della campagna inglese, dove personalità illustri della lirica trascorrono un sereno crepuscolo, concedendosi ancora qualche sporadico acuto. L’equilibrio è interrotto dall’arrivo di Jean Horton, ex primadonna dell’opera ed ex moglie di Reggie. Ma mentre quest’ultimo si gode una tranquilla terza età insegnando la lirica ai ragazzini, Jean non vuole saperne di tornare a cantare, nemmeno per un concerto di beneficenza fondamentale per la sopravvivenza della clinica. Per comporre un quartetto lirico con il guascone Wilf e la svampita Cissy occorrerà superare i rancori del passato e la paura del presente.

Metadata
Regista Dustin Hoffman
Titolo originale Quartet
Data di uscita 24 Gennaio 2013
Nazione Gran Bretagna
Durata 1 h 38 min
Trailer
Quartet

Non è mai troppo tardi: a 75 anni Dustin Hoffman esordisce alla regia con una commedia brillante sul crepuscolo degli “dei” della lirica, “Quartet”. Al centro del plot – tratto da un’opera teatrale di Ronald Harwood – il ben assortito quartetto del titolo, composto da Maggie Smith, Tom Courtenay, Billy Connolly e Pauline Collins, che non pregiudica comunque l’allegro affresco collettivo di una peculiare casa di riposo per ex cantanti lirici. Il titolo di apertura del 30° Torino Film Festival mantiene dunque quel che promette: un’ora e mezza godibile di arie d’opera, dialoghi spigliati e belle prove attoriali.

L’autoironia scansa il patetico e proietta lo spettatore verso il fulcro narrativo del film: la presa di coscienza di Jean Horton (Maggie Smith), ex primadonna e diva sul viale del tramonto che non riesce ad accettare la sua inevitabile caducità, incapace di vivere il presente perché ingabbiata dal suo passato-zavorra di grande stella dell’opera. Ma se è impossibile “invecchiare bene”, allora tanto vale farlo e basta, voltarsi e vivere il presente e, perché no, pensare al futuro di una possibile “quarta età”. Il quartetto attoriale funziona bene: oltre all’intensa Maggie Smith ci sono uno spassoso Billy Connolly, che ha le migliori battute del film, e un convincente Tom Courtenay.

Lieve ma non banale, spassoso ma a tratti anche coinvolgente ed emozionante, ottimista senza essere stucchevole, “Quartet” è sì un film di “simpatici vecchietti”, con tutto ciò che ne consegue, ma è anche un inno gioioso alla musica della terza età – e alla terza età della musica; e quella artistica di Dustin Hoffman comincia davvero bene.

Voto dell’autore:3.8 / 5

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