Quello che so sull'amore - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 1 voto/i
3.00/5

Quello che so sull’amore

RANKING
2000° su 2562 in Generale
195° su 241 in Sentimentale
20121 h 45 min
Trama

George e Stacie hanno appena divorziato ed hanno un figlio. Lui, ex calciatore professionista della Nazionale scozzese, dopo il trasferimento nella provincia americana inizia ad allenare una squadra di piccoli calciatori in erba. George scatena appetiti sessuali in un folto gruppo di mamme neo-divorziate o sposate frustrate e ne gode, ricavandone degli sporadici benefici, ma pensa ancora troppo alla sua ex moglie, che è costretto ad incontrare ogni volta che prende il figlio con sé o che fa il suo lavoro, poiché il piccolo fa parte della squadra. Moglie e spasimanti fanno a gara per spartirsi le sue performance già dagli spalti, fino a quando l’amore non tornerà a bussare prepotentemente alla porta del cuore.

Metadata
Titolo originale Playing for Keeps
Data di uscita 10 Gennaio 2013
Nazione U.S.A.
Durata 1 h 45 min
Trailer
Quello che so sull'amore

Dopo la parentesi italiana di “Baciami ancora”, a seguito del successo americano con “La ricerca della felicità” e dell’incompreso “perché ibrido” (secondo le parole del regista del film) “Sette anime”, Gabriele Muccino torna in America portando a compimento questa sua fase della carriera di ormai completo adattamento / asservimento: non tanto ad Hollywood, quanto alle sue regole di marketing, essendo questo suo ultimo film, “Quello che so sull’amore”, prodotto dalla minore Millennium Films, che negli anni più recenti ha comunque realizzato alcuni degli ultimi successi di Sylvester Stallone, quali ad esempio i due capitoli de “I mercenari”.

In “Quello che so sull’amore”, Muccino racconta a suo modo la storia di una riconciliazione familiare dove tutte le asperità dei suoi primi film corali, come “L’ultimo bacio” (asperità in forma isterica), vengono mitigate nell’innocenza della melanconia e della commedia sexy, in cui un gruppo di sparute donne tutte molto belle e brave – fra cui Catherine Zeta-Jones, Uma Thurman, Judy Greer e Jessica Biel nel ruolo della ex-moglie di George, interpretato da Gerard Butler – fanno a gara per prostrarsi ad una tipologia di seduzione che, nel suo essere così palesata, è evidentemente tanto più buffa e anticonvenzionale di quanto si possa pensare, nonostante la sua veridicità statistica. Una veridicità che si rompe di fronte alle convenzioni relazionali, alle battute innocue, alla banalità e al forzato scontento euforico del suo sottotesto dialogico.

Muccino avrebbe voluto inserire almeno due scene drammatiche in più per dare una maggiore verità alla storia, ma il tono è eloquentemente pacioso, con l’unico pregio di un calore familiare che si evince da ogni singola battuta, da ogni singolo ammiccamento del suo mostrarsi sexy ma non sboccato né troppo volgare, mai. Muccino e l’America con lui sanno come toccare le corde della gente in un’epoca di grandi difficoltà; hanno studiato a fondo la situazione e ne hanno tratto un tipico prodotto pro-famiglia, pur vivendo la crisi della stessa. Una crisi ineliminabile, assolutamente opinabile. Ma il calore c’è, e nella sala buia non ci si sente poi così estranei rispetto al contesto. Lo chiamano marketing, non lo chiamano cinema, ma pare piuttosto una sorta di terapia per tradizionalisti un poco immaturi.

Voto dell’autore:3 / 5

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