Questi sono i 40 - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 1 voto/i
3.50/5

Questi sono i 40

RANKING
1376° su 2562 in Generale
196° su 453 in Commedia
20122 h 14 min
Trama

Giunti alla fatidica soglia dei quarant’anni, Debbie e Pete, genitori di Sadie e Charlotte, sono una coppia alle prese con i soliti problemi tra famiglia, lavoro e parenti. Ma i loro caratteri forti e le imbarazzanti situazioni in cui vengono a trovarsi aiuteranno i due coniugi a movimentare la loro normale quotidianità.

Metadata
Regista Judd Apatow
Titolo originale This Is 40
Data di uscita 4 Luglio 2013
Nazione U.S.A.
Durata 2 h 14 min
Attori
Cast: Paul Rudd, Leslie Mann, Jason Segel, Maude Apatow, Megan Fox, Lena Dunham, Melissa McCarthy, Charlyne Yi, John Lithgow, Robert Smigel, Albert Brooks, Chris O'Dowd, Annie Mumolo, Billie Joe Armstrong, Iris Apatow, Michael Ian Black, Wyatt Russell
Trailer
Questi sono i 40

Dopo il successo di “Molto incinta”, ecco che arriva nelle sale cinematografiche “Questi sono i 40”, lo spin-off diretto da Judd Apatow che vede come protagonisti la coppia Debbie e Pete, gli stessi che nel primo film avevano affiancato Ben e Allison nella loro curiosa e scoppiettante vicenda. L’attenzione, questa volta, non si concentra sull’improvvisa e indesiderata maternità di una bella donna in carriera e sull’imbarazzante immaturità di un giovane uomo single, ma bensì sulle vicende di una coppia ormai solida, sulle loro liti familiari e sui problemi lavorativi che non mancano di rendere la quotidianità più elettrizzante del solito. Inoltre, come se non bastasse, nel minestrone di sentimenti, urla e malintesi si aggiunge il gustoso ingrediente del rapporto di Debbie e Pete con i rispettivi padri, l’uno ormai assente da anni dalla vita di sua figlia e l’altro sempre più bisognoso di denaro per mantenere sia la casa che i suoi piccoli tre marmocchi.

Ma sono forse lo stress e le preoccupazioni, frutto dell’inquietante soglia dei quarant’anni, a movimentare la trama fino a farla scoppiare in una sorpresa agrodolce, pronta a dare alla coppia i brividi e l’ebrezza di un nuovo ed impegnativo inizio. Nulla di eclatante, dunque, nell’intreccio di questa commedia che incorpora già di per sé un piccolo déjà vu: ritornare a parlare di una coppia che era già stata vista in un film precedente, di cui però non era protagonista assoluta, non è gran novità nell’immaginario hollywoodiano, ma nemmeno una solida costante. D’originale non vi sono neppure le tematiche che, sebbene affrontate con rinnovata energia, sono le stesse che il pubblico medio è abituato a vedere trattate sul grande schermo ogni volta che la famiglia americana viene messa sotto i riflettori per suscitare qualche risata o delle riflessioni più tristi. Eppure, nonostante situazioni e gag ormai trite e ritrite, questa pellicola riesce comunque a brillare di luce propria, coinvolgendo lo spettatore in un crescendo che si sviluppa con lo scorrere del consistente numero di minuti. La durata del film, infatti, appare alquanto inusuale: sono poche le commedie che si prolungano per due ore abbondanti senza lasciare che la lunghezza logori il ritmo narrativo.

“Questi sono i 40” nel suo piccolo riesce inavvertitamente ad ingannare il tempo grazie allo scorrere repentino di urla, battute scomode e un misto di malinconia e felicità. Nel complesso, dunque, questa matassa di sentimenti e di situazioni critiche si dipana cercando un particolare ordine che trova nell’imperfezione la proprio linea guida. Al diavolo i quarant’anni, le regole ferree da seguire, le difficoltà sul lavoro e le continue ed inestricabili vicende familiari; al diavolo i litigi, i malintesi e tutto il resto: Debbie e Pete si amano e hanno ancora molto da perdere e da guadagnare, e altrettanto tempo per allenarsi a non dimenticare quanto sia solido il loro rapporto. Non sarà forse la commedia migliore dell’anno, né forse la più chiassosa o divertente, ma c’è qualcosa che non è sempre facile aspettarsi da film di questo genere: un qualcosa che rimane, che rianima i cervelli più annoiati e riaccende le lampadine. Qualcosa, insomma, da cui imparare.

Voto dell’autore:3.5 / 5

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