Rabbit hole - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 3 voto/i
3.87/5

Rabbit Hole

RANKING
641° su 2562 in Generale
264° su 732 in Drammatico
20101 h 31 min
Trama

Becca e Howie Corbett sono una coppia sposata che abita in un’elegante villetta in un quartiere residenziale del Queens. I due coniugi stanno tentando faticosamente di superare il lutto per la perdita di Danny, il loro figlioletto di quattro anni, rimasto ucciso otto mesi prima in un tragico incidente. Mentre Howie frequenta un gruppo di sostegno, Becca si sforza di cancellare ogni traccia della memoria di suo figlio.

Metadata
Titolo originale Rabbit Hole
Data di uscita 11 Febbraio 2011
Nazione U.S.A.
Durata 1 h 31 min
Attori
Cast: Nicole Kidman, Sandra Oh, Dianne Wiest, Aaron Eckhart, Tammy Blanchard, Miles Teller, Giancarlo Esposito, Jon Tenney, Rob Campbell, Julie Lauren, Deidre Goodwin, Yetta Gottesman, Patricia Kalember, Ali Marsh, Marylouise Burke, Salli Saffioti, Ursula Parker
Trailer
Rabbit hole

John Cameron Mitchell, autore di due opere controverse e trasgressive (“Hedwig” e “Shortbus”), firma la sua terza pellicola da regista, “Rabbit hole”, trasposizione dell’apprezzata pièce teatrale di David Lindsay-Abaire, che ha curato personalmente la sceneggiatura. A costituire il fulcro narrativo del film è il tema topico dell’elaborazione del lutto, riguardante in questo caso la sofferenza più atroce che si possa immaginare: quella legata alla perdita di un figlio. E a vivere sulla propria pelle il dolore di tale perdita sono Howie e Becca Corbett, una coppia di coniugi interpretati sullo schermo da Aaron Eckhart e Nicole Kidman (quest’ultima anche produttrice del film), ottimi interpreti di un dramma intimista che scuote in profondità le corde dell’animo.

Nell’elegante cornice di un quartiere residenziale del Queens, fotografato con tonalità morbide e chiare, si consuma la silenziosa tragedia dei Corbett, che giorno dopo giorno si sforzano di riconquistare un equilibrio inesorabilmente spezzato dalla morte del figlioletto Danny. Howie e Becca, tuttavia, hanno due modi totalmente opposti di confrontarsi con il lutto: Howie si affida ad un gruppo di sostegno e accarezza l’idea di mettere al mondo un altro bambino, mentre Becca, sempre sull’orlo del precipizio, preferisce obliterare il tragico evento allontanando ogni traccia dell’esistenza di Danny. La “tana del coniglio” del titolo, che si richiama ad “Alice nel paese delle meraviglie” di Lewis Carroll, si propone come un’ideale metafora di quella “via di fuga” verso misteriosi universi paralleli nei quali sia ancora possibile una prospettiva di felicità, come mostra la storia a fumetti disegnata da Jason (Miles Teller), l’adolescente torturato dai rimorsi per aver investito il piccolo Danny.

Dietro il rigore formale e stilistico della narrazione scorrono dunque pulsioni di lacerante intensità, sebbene Mitchell scelga sapientemente di lavorare per “sottrazione”, evitando di ricorrere a flashback o ad espedienti di facile presa sul pubblico per affidarsi piuttosto a sottili notazioni psicologiche, insite soprattutto nel rapporto di Howie e Becca con gli altri personaggi: Nat (Dianne Wiest), madre dolente di Becca, Izzy (Tammy Blanchard), la sorella da poco rimasta incinta, e Gabby (Sandra Oh), la donna conosciuta alla terapia di gruppo. Ma a veicolare il maggior carico di emozioni è la straordinaria Nicole Kidman, ammirevole per la capacità di esprimere il silenzioso tormento del proprio personaggio di madre in lutto, e che si è giustamente guadagnata la nomination all’Oscar come miglior attrice grazie a una delle prove più alte della sua carriera.

Voto dell’autore:3.8 / 5

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