Racconto d'autunno - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 1 voto/i
4.00/5

Racconto d'autunno

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327° su 2562 in Generale
29° su 241 in Sentimentale
19981 h 52 min
Trama

Magali è una viticultrice vedova di quarantacinque anni, che vive da sola nella sua casa di campagna nella valle del Rodano. La sua migliore amica, la libraia Isabelle, decide di trovare un uomo per Magali, e così, a insaputa di quest’ultima, fa pubblicare sul giornale un annuncio per cuori solitari; ma nel frattempo anche Rosine, la fidanzata del figlio di Magali, sta cercando un compagno per la donna...

Metadata
Regista Éric Rohmer
Titolo originale Conte d'automne
Data di uscita 25 Settembre 1998
Nazione Francia
Durata 1 h 52 min
Trailer

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Racconto d'autunno

Con “Racconto d’autunno”, Eric Rohmer chiude il ciclo dei “Racconti delle quattro stagioni”, quadrilogia cinematografica inaugurata nel 1990. Accolto dalle lodi entusiastiche della critica al Festival di Venezia del 1998 e considerato uno dei capolavori del regista francese, “Racconto d’autunno” è una graziosa commedia sentimentale che vede come protagoniste due delle attrici favorite di Rohmer: Béatrice Romand (“Il bel matrimonio”), che interpreta il ruolo della viticultrice Magali, vedova e sola, e Marie Rivière (“Il raggio verde”) nella parte di Isabelle, l’amica libraia di Magali, che si preoccupa di trovarle un compagno; ma ovviamente, i capricci del caso e l’imprevedibilità della natura umana scombineranno i piani di Isabelle.

Ambientato nell’incantevole campagna della Provenza, in una valle del Rodano magnificamente rappresentata nelle sue tinte autunnali, “Racconto d’autunno” ci propone un’ennesima variazione sul tema fondante del cinema rohmeriano: gli innocenti intrighi sentimentali messi in atto da personaggi in cerca di una difficile stabilità affettiva. Ma in questo film, la giovanile inquietudine dei protagonisti delle “Commedie e proverbi” cede il posto alla bonaria serenità di due donne ormai mature, quasi a voler sottolineare il cambiamento generazionale di queste due eroine del cinema rohmeriano. E come di consueto, Rohmer recupera la tradizione della commedia teatrale francese per costruire un gustoso intreccio a base di equivoci, scherzi del destino e complotti che si sovrappongono (quelli della libraia Isabelle e della giovane Rosine, entrambe impegnate a trovare un uomo per Magali).

Con un sorriso venato d’ironia, il grande regista si diverte così a smascherare le piccole menzogne delle sue protagoniste, dipingendone con invidiabile precisione il carattere tenero e volubile, grazie anche alla spontaneità delle due interpreti principali. Il risultato è un film di estrema gradevolezza, apparentemente semplice, ma sotto sotto ricco di spunti comici e di sottili sfumature psicologiche, condotto da Rohmer con l’abituale sicurezza del demiurgo che conosce a fondo il cuore dei suoi personaggi.

Voto dell’autore:4.0 / 5

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