Recensione Ready Player One - Filmedvd

Ready Player One - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 4 voto/i
4.00/5

Ready Player One

RANKING
308° su 2441 in Generale
13° su 128 in Fantascienza
20182 h 20 min
Trama

La Terra nel 2045 presenta condizioni di vita al limite della sopravvivenza. Le persone preferiscono passare il loro tempo in una realtà virtuale denominata OASIS, creata da James Halliday, che alla sua morte decide di lasciare una pesante eredità…

Metadata
Titolo originale Ready Player One
Data di uscita 28 marzo 2018
Nazione Stati Uniti
Durata 2 h 20 min
Attori
Cast: Tye Sheridan, Olivia Cooke, Ben Mendelsohn, Lena Waithe, T.J. Miller, Simon Pegg, Mark Rylance, Philip Zhao, Win Morisaki, Hannah John-Kamen, Ralph Ineson, Susan Lynch, Clare Higgins, Perdita Weeks, Cara Pifko, Vic Chao, Cara Theobold, Isaac Andrews, Joel MacCormack, Kit Connor, Leo Heller, Antonio Mattera, Ronke Adekoluejo, Lynne Wilmot, Letitia Wright, Kae Alexander, Michael Wildman, Lulu Wilson, Adolfo Álvarez, Alonso Alvarez, Jadah Marie, Mckenna Grace, Arianna Jaffier, Armani Jackson, Britain Dalton, Jacob Bertrand, Daniel Zolghadri, Julia Nickson, Kiera Bell, William Gross, Gareth Mason
Trailer
Ready Player One

Solo un fuoriclasse della macchina da presa come Steven Spielberg poteva dividersi con tale efficacia fra due progetti così complessi come i suoi ultimi due film, e portarli a compimento pressoché con il medesimo vigore. A “The Post”, pellicola che vede i premi Oscar Meryl Streep e Tom Hanks duettare nella ricostruzione dello scandalo americano dei Pentagon Papers, scoperto dal “Washington Post” negli anni ’70, segue un racconto cinematografico totalmente differente. “Ready Player One” è tuttavia aderente, come del resto lo è stato “The Post” per quanto concerne il filone storico spielberghiano, a quell’immaginario pop degli anni ’80 che lo stesso Steven Spielberg ha contribuito attraverso i suoi film – da “E.T. l’extra-terrestre” alla saga di Indiana Jones – a rendere immortale. E “Ready Player One”, adattamento piuttosto libero del romanzo omonimo di Ernest Cline, prende per mano lo spettatore catapultandolo indietro nel tempo, all’epoca d’oro dei primi blockbuster e a quella dell’ascesa dell’impero videoludico; già dai titoli di testa si viene improvvisamente scagliati in quel decennio, sulle note di “Jump” dei Van Halen, hit del 1983.

Curiosamente, il video di quella che fu una canzone simbolo di quel particolare momento storico era basato proprio sulla presenza di una realtà virtuale: una realtà verso la quale nel film anche Wade Watts, interpretato da Tye Sheridan, si sta recando. Steven Spielberg costruisce un carosello ricchissimo di riferimenti all’iconografia di un cinema che fu, con il pregio di non esporre una semplice giostra simbolica del passato, ma di proporre altresì una riflessione ritmica e visiva sulla deriva dell’esperienza tecnologica alla quale ci affidiamo in maniera sempre più simbiotica ormai da diversi anni. E come James Halliday, creatore della realtà virtuale OASIS nella quale Wade, attraverso il suo avatar Parzival, s’innamora di Art3mis, lo stesso Spielberg si diverte a giocare con noi spettatori, inseguiti da mostri giganti, immersi in cult del cinema, costretti a rifugiarci in dinamiche irreali alle quali siamo affezionati e attraverso le quali possiamo riscattarci, nascosti dietro un aspetto differente e con un nome differente. Purché sia solo un gioco. Pochissimi registi al mondo hanno la capacità trasversale di saper trascinare lo spettatore verso luoghi immaginari nei quali vivere avventure, affrontare i nemici, affezionarsi agli amici, trovare l’amore e la forza per affrontare la realtà: che si tratti dell’Isola che non c’è, di Isla Nublar o della realtà virtuale di OASIS.

Pur avendo dimostrato di essere a proprio agio anche nel trattare tematiche “impegnate”, Steven Spielberg è unico nell’abilità di sfoderare una potenza immaginifica d’impareggiabile spessore, diventando il simbolo per eccellenza del cinema in quanto gigantesca macchina dispensatrice di sogni. E come “Hugo Cabret” lo è stato per Martin Scorsese, “Ready Player One” è ascrivibile alla lista dei profondi atti d’amore che Steven Spielberg ha voluto comporre per la storia del grande schermo e per alcuni maestri come Stanley Kubrick e Alfred Hitchcock. Grazie all’affascinante estetica del film, accompagnata da una soundtrack che seleziona alcuni fra i pezzi più amati dell’epoca, “Ready Player One” funziona nonostante un impianto drammaturgico piuttosto esile e un finale prevedibilmente consolatorio, ma per nulla inopportuno in un contesto del genere. “Ready Player One” è un bigino per nerd d’epoca, che necessita di repliche in serie per poter scovare ogni piccola citazione, verbale o visiva che sia. Ottime prove del cast, su tutti Mark Rylance, che in poche inquadrature trasmette l’inquietudine di un personaggio misterioso e complesso e, da perfetto interprete nel cinema spielberghiano, usa la propria voce per comunicare la gratitudine per aver giocato ancora una volta. E creduto, come fece il Peter Pan adulto con i “bimbi sperduti” sull’Isola che non non c’è; e come ha sempre fatto ognuno di noi al cospetto di un qualsiasi universo, reale o virtuale, sviluppato dalla mente geniale di Steven Spielberg.

Voto dell’autore:4.0 / 5

The following two tabs change content below.

Ultimi post di Davide Sica (vedi tutti)

Loading...