Resident Evil - Afterlife - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 2 voto/i
2.90/5

Resident Evil: Afterlife

RANKING
2122° su 2562 in Generale
66° su 99 in Azione
20101 h 35 min
Trama

Il mondo è stato devastato dal virus T e Alice vaga sulla Terra alla ricerca dei sopravvissuti per portarli nell’unico posto dove sembra non sia giunto il virus, la mitica Arcadia. Nel corso del suo viaggio cercherà anche di regolare i conti con la Umbrella Corporation e con il malvagio Albert Wesker.

Metadata
Titolo originale Resident Evil: Afterlife
Data di uscita 10 Settembre 2010
Nazione Gran BretagnaGermaniaU.S.A.
Durata 1 h 35 min
Attori
Cast: Milla Jovovich, Wentworth Miller, Ali Larter, Kim Coates, Kacey Clarke, Shawn Roberts, Sergio Peris-Mencheta, Boris Kodjoe, Sienna Guillory, Spencer Locke, Norman Yeung, Ray Olubowale, Christopher Kano, Tatsuya Goke, Fulvio Cecere
Trailer
Resident Evil - Afterlife

La cattiva notizia, ma credo che questa la sappiate già tutti, è che il mondo sta per finire e in poco tempo la maggior parte delle persone che conoscete, frequentate e amate, si trasformeranno in disgustosi mostri succhiasangue. La bella notizia, almeno per gli uomini, è che le donne sopravvissute saranno tutte ragazze giovani, procaci e provocanti, modelle per un giorno o attrici mancate, immancabilmente soffocate in attillate tutine che lasciano assai poco all’immaginazione (come se a sopravvivere alla catastrofe causata dalla Umbrella Corporation fosse stato solo il guardaroba di Lady Gaga per intenderci).

Ecco in poche righe tratteggiato l’universo esplorato per l’ennesima volta da Paul W. S. Anderson in “Resident Evil – Afterlife”, che vede protagonista la (bella) moglie Milla Jovovich, Ali Larter, il reduce di “Prison Break” Wentworth Miller e Boris Kodjoe. Dialoghi ai minimi storici (memorabile la presentazione che fa di se stessa la bella Crystal, il cui nome da spogliarellista di serie B già la dice lunga), personaggi tagliati con l’accetta (che questa volta, grazie al 3D, esce pure dallo schermo), cattivi che non muoiono mai, buoni che non muoiono (quasi) mai. Se per caso avete continuato a leggere me ne rallegro perché significa che siete dei nostri, siete fra quelle persone che sanno apprezzare un buon survival horror o che magari l’hanno giocato. Sì perché Anderson ha dimostrato negli anni di saper trovare la giusta formula per i film di questo tipo (avete ragione, il secondo capitolo della serie “Resident Evil” era brutto ma lui non era il regista e “Alien vs Predator”… be’, è un incidente di percorso) e l’aggiunta del 3D, un 3D di alto livello, paragonabile, se non superiore, alla tecnologia usata per “Avatar”, si combina molto bene con quella che è la natura ultima della pellicola.

Visto sul televisore di casa, “Resident Evil – Afterlife” può lasciare un segno solo sugli ammiratori di Ali Larter o di Milla Jovovich; al cinema, seduti in una comoda poltrona, con indosso quei curiosi occhialoni neri, vale il prezzo del biglietto, sempre, beninteso, che non stiate a farvi troppe domande.

Voto dell’autore:3 / 5

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