Ritratto di famiglia con tempesta - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
3.85/5

Ritratto di famiglia con tempesta

RANKING
633° su 2477 in Generale
261° su 701 in Drammatico
20161 h 57 min
Trama

Ryota Shinoda, un ex scrittore, vive sugli allori dei riconoscimenti passati, sperperando i soldi che guadagna come detective privato in scommesse e alcol. Dopo la morte del padre, l'uomo è costretto a stringere nuovamente contatti con la madre Yoshiko, l'ex moglie Kyoko e il figlio Shingo, e lentamente troverà il modo di rimettere in carreggiata se stesso e la propria vita.

Metadata
Titolo originale Umi yori mo Mada Fukaku
Data di uscita 25 maggio 2017
Nazione Giappone
Durata 1 h 57 min
Trailer
Ritratto di famiglia con tempesta

La Palma d’Oro al Festival di Cannes 2018 per “Shoplifters” ha segnato l’ulteriore affermazione di Hirokazu Koreeda, che si conferma tra i più importanti registi e pensatori del cinema giapponese di quest’epoca. Non è da meno, in tal senso, “Ritratto di famiglia con tempesta”, film del 2016 che CG Entertainment rende disponibile in formato Dvd: il ritratto pittorico e modulato nei toni, avvolgente e delicato, di una famiglia divisa che tenta, con il dialogo e il confronto, di ritrovare il bandolo della matassa, disbrogliare quel vecchio filo resistente che ne ha costituito l’unione in passato, per riscatti personali, ma anche d’insieme, nel presente. È il tentativo di riaffermare e riconsiderare con sorpresa, ma anche piena consapevolezza, la solidità e la resistenza di quel contenitore che per Koreeda rappresenta proprio la famiglia, come ha modo di dirci nell’intervista contenuta negli extra del Dvd: “La famiglia è come un contenitore, dove il contenuto può cambiare negli anni, ma il contenitore resta e può essere tramandato”. Sul tema della famiglia, che ha iniziato a crescere in Koreeda da circa 10 anni, l’autore giapponese ha costruito una simbiosi perfetta tra contenuto e contenitore, se per contenitore intendiamo il linguaggio del cinema, cioè tutta la grazia e la misura del suo stile accorto e mai invadente, che preferisce lasciare alla vita, alla sua naturalezza e semplicità, l’onere di raccontare il contenuto.

Il tocco lieve di un affresco dolceamaro in cui si ride e ci si commuove; la grazia del vivere quotidiano che si fa largo tra sussurri di voci fuori campo di altre persone che abitano quel piccolo microcosmo familiare all’interno della grande città di Tokyo, o che provengono da radio e Tv e ne colorano lo sfondo; i dettagli di sofferenza e gli stralci di malinconia che emergono forti ma sempre in tono sommesso, come la volontà di un bambino che, giocando a baseball, nel momento della battuta preferisce l’indifferenza di un walk invece della gloria di un fuori campo. Queste piccole cose, sfumature che solo i detective possono vedere o intuire, che solo gli scrittori possono concepire: tutto questo testimonia la finezza e la bontà della sceneggiatura, scritta dallo stesso Koreeda, che alla stregua del suo protagonista Ryota (Hiroshi Abe) è un po’ investigatore e un po’ scrittore, un po’ fine analizzatore della realtà e un po’ impavido sognatore. Non ci sono pezzi o frammenti di questo quadro esistenziale che vengano lasciati isolati o irrisolti, senza una corrispondenza narrativa o di racconto; non ci sono vezzi stilistici o forzature che potrebbero rendere gesti semplici la caricatura di se stessi. C’è invece il cinema che eleva il quotidiano, c’è una macchina da presa educata che cerca di trovare compromessi tra ciò che mostra e l’urgenza di un messaggio, di un sottotesto artistico sotto la crosta superficiale del dipinto del reale, che scuote e ribolle.

“Ritratto di famiglia con tempesta” è il contatto tra sogni e realtà: quelli di Ryota, principalmente, il figlio, padre ed ex marito protagonista che si relazione con la madre anziana, con il figlio e la ex moglie: uno scrittore che sogna, un detective privato che scava nel proprio passato per ritrovare gli errori e che vede il presente come un’afflizione, un giocatore d’azzardo che scommette sul futuro. Queste tre individualità, che convivono nello stesso personaggio, passeranno una notte a casa della madre Yoshiko con il figlio e la ex moglie: tutti costretti dal passaggio di un tifone a Tokyo a stare in pochi metri quadrati, a trovare spazi in cui realizzarsi, smussare spigoli sempre più contundenti, per trovare un riparo e una soluzione alla tempesta nascosta e segreta che si agita dentro di loro. I risultati infine sono da ricercare, ovviamente, ancora nei dettagli: una battuta che si perde tra le tante conversazioni, la semplicità di un gesto piuttosto che un altro, un sole che sorge e bagna di luce il dipinto. Prima che Koreeda decida che per il momento basta così e riponga il coperchio sul contenitore, lasciando a noi spettatori le riflessioni ultime e più stringenti.

Voto dell’autore:4.0 / 5

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