Rollerball (1975) - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
3.90/5

Rollerball

RANKING
550° su 2562 in Generale
18° su 133 in Fantascienza
19752 h 05 min
Trama

Jonathan E. è un fuoriclasse del gioco del rollerball e il campione della sua squadra di Houston; ma i dirigenti delle Corporazioni, che detengono il comando, non lo vogliono più vedere in campo e fanno di tutto per allontanarlo. Due o tre anni sono il massimo della carriera possibile per un giocatore del rollerball, ma Jonathan non vuole sentire ragioni e combatterà solo contro tutti, persino contro quel che resta della moglie Ella (portatagli via da uno dei dirigenti delle Corporazioni), ovvero un’immagine riprodotta sugli innumerevoli televisori della sua abitazione.

Metadata
Regista Norman Jewison
Titolo originale Rollerball
Data di uscita 19 Agosto 2019
Nazione Gran Bretagna
Durata 2 h 05 min
Attori
Cast: James Caan, John Houseman, Maud Adams, John Beck, Moses Gunn, Pamela Hensley, Barbara Trentham, John Normington, Shane Rimmer, Burt Kwouk, Nancy Bleier, Richard LeParmentier, Robert Ito, Ralph Richardson
Trailer

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Rollerball (1975)

Il regista Norman Jewison, autore di spettacolari film dai contenuti fortemente sociali, dirige “Rollerball” nel 1975, traendo spunto da un racconto di William Harrison, anche autore della sceneggiatura. Il rollerball del titolo è uno sport estremamente violento: un incrocio fra il football americano, l’hockey su ghiaccio, il pattinaggio a rotelle e il motociclismo, dove però tutto è permesso oltre i limiti umani. Siamo nel 2018 e sono scomparse tutte le nazioni: regna solo il finto benessere, in una società dove non ci sono più guerre (perché trasportate tutte sul campo, dentro la maschera del gioco). Sono state oscurate tutte le frange di povertà e di amore e il mondo sembra davvero essere di plastica, un mondo per soli ricchi (utopia, del resto?). La gente si diverte a mandare a fuoco, con pistole lancia-razzi, gli ultimi alberi sopravvissuti alla moria naturale perpetrata nel tempo.

Gli istinti aggressivi degli esseri umani, repressi da una specie di regime totalitario, esplodono dunque nel gioco del rollerball, così tanto da permettere che le guerre inesistenti possano sostituirsi al gioco e il gioco stesso alla guerra sul campo. Guerra come gioco e gioco come forma di guerra: vige sempre l’odio profondo e bestiale, dove i sentimenti sembrano essere quasi del tutto scomparsi. Sotto la scorza dura del film sportivo a sfondo fantapolitico Jewison calca la mano, oltre che sull’impianto spettacolare e scenografico, sulla critica alla società dei potenti e del benessere facile. Solo il protagonista Jonathan e sua moglie Ella sono più sensibili e avvertono i problemi, ma questo non viene sufficientemente giustificato nel racconto, risultando l’anello debole del film. Come mai Jonathan E. (l’ottimo James Caan), e perché proprio lui che è un campione del gioco e un eroe per il pubblico, è praticamente l’unico ad avvertire un sentore di disagio e disadattamento? Lo fa solo per dare una lezione a tutti attraverso la vittoria di un campionato del mondo?

In questo “Rollerball” lascia un po’ perplessi (anche nel velato finale): è chiaro che in un universo fosco e pessimistico servisse un personaggio con cui lo spettatore si potesse immedesimare. C’è il rischio che la genialità dell’invenzione del brutale gioco appassioni il pubblico generando un’ambigua empatia, nonostante l’orrore risulti quanto più evidente. Sta di fatto che il film è davvero ben fatto, e la sensazione che la nostra società sia caduta così in basso da avvicinarsi ripetutamente a modelli del genere la dice lunga sulla genialità e la forza dello script e della messinscena di Jewison. Si esce dalla visione sconvolti, incazzati ed entusiasti, in un bizzarro miscuglio di sensazioni contrastanti come solo il cinema può infondere.

Voto dell’autore:4.1 / 5

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