Rush - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 5 voto/i
4.08/5

Rush

RANKING
281° su 2562 in Generale
125° su 732 in Drammatico
20132 h 03 min
Trama

Negli anni ’70, nel bel mezzo della cosiddetta epoca d’oro della Formula 1, i piloti James Hunt e Niki Lauda non potrebbero essere più diversi fra loro; eppure la loro rivalità, scoppiata sin dai tempi in cui erano ragazzini che si inseguivano nella Formula 3, segnerà per sempre il mondo dello sport. L’inglese Hunt, estroverso e carismatico, è infatti a caccia di adrenalina e belle donne, mentre l’austriaco Lauda, introverso e serioso, si dedica in maniera scrupolosa e metodica alla propria professione. Nella stagione del 1976, al culmine delle loro carriere, Hunt tenta di strappare con la McLaren il titolo di campione a Lauda, il quale a sua volta è alla ricerca del bis con la Ferrari. Neanche il catastrofico incidente avvenuto al Nürburgring Nordschleife durante il Gran Premio di Germania, in cui l’austriaco rischia di perdere la vita, riuscirà a fermare il duello tra i due piloti…

Metadata
Regista Ron Howard
Titolo originale Rush
Data di uscita 19 Settembre 2013
Nazione U.S.A.GermaniaGran Bretagna
Durata 2 h 03 min
Attori
Cast: Daniel Brühl, Chris Hemsworth, Olivia Wilde, Alexandra Maria Lara, Natalie Dormer, Christian McKay, Tom Wlaschiha, Pierfrancesco Favino, David Calder, Stephen Mangan, Alistair Petrie, Julian Rhind-Tutt, Colin Stinton, Jamie de Courcey, Ilario Calvo, Patrick Baladi, Vincent Riotta, Martin Savage, Jamie Sives, James Norton, Michael Vardian
Trailer
Rush

Presentata in anteprima al Toronto International Film Festival 2013, “Rush” è una di quelle rare pellicole in grado di accontentare tutti ed entusiasmare qualunque tipo di pubblico, dagli appassionati di Formula 1 ai fanatici dei film a carattere sportivo, fino ancora ai semplici spettatori casuali in cerca di una bella storia da guardare sullo schermo. Il premio Oscar Ron Howard (“Apollo 13”, “A beautiful mind”), in tale contesto, non poteva essere regista più azzeccato per farsi carico di mille aspettative e trascinare al cinema una delle più importanti e discusse vicende sportive di sempre, né d’altro canto, a conti fatti, la difficile scelta dei due protagonisti poteva ricadere su volti che non fossero quelli di Chris Hemsworth (James Hunt) e Daniel Brühl (Niki Lauda). Australiano il primo e tedesco il secondo, Hemsworth e Brühl sembrano difatti essere usciti dritti dagli anni d’oro della Formula 1: tutta la sensualità e il glamour di quel periodo paiono pronti a incarnarsi alla perfezione nel nervosismo fisico del bell’attore biondo dall’altezza imponente (Hemsworth), mentre il genio e la rivoluzione dell’ingegneria meccanica rimangono abilmente racchiusi nello sguardo calmo e sottile della sua controparte all’apparenza più normale e meno imponente (Brühl).

Ad Howard, e ancora meglio al suo direttore della fotografia, il vincitore dell’Oscar Anthony Dod Mantle (“The Millionaire”), basta tuttavia un repentino cambio d’inquadratura o un abile restringimento di campo per far trapelare tutta l’enorme, congenita irrequietezza d’animo di Hemsworth / Hunt, intanto che quest’ultimo giocherella nervosamente con un accendino e rivolge un sorriso finto ma avvolgente verso la cinepresa. Allo stesso tempo, nel giro di qualche gara, non possiamo fare a meno di subire il fascino fuori dagli schemi di Brühl / Lauda, che da personaggio saccente e insopportabile quale mostra d’essere nella prima parte del film è capace di trasformarsi nel vero, inarrivabile eroe dell’intera storia, grazie a un’altrettanto impeccabile prova attoriale. Il regista statunitense Ron Howard, dopotutto, uno stupido non lo è mai stato, e rimettendo mano ai fatti storici con ossessionante precisione, com’è abituato a fare quando ci s’impegna, dopo la maniacale e quasi morbosa ricostruzione degli avvenimenti del suo “Apollo 13”, torna a sfidare anzitutto se stesso, persino più degli altri, con un nuovo film biografico pronto a tener testa a qualunque critica o smisurata speranza del caso. Affidando la sceneggiatura al britannico Peter Morgan, con cui aveva già collaborato per il validissimo “Frost / Nixon” nel 2008, e la colonna sonora al collega di lunga data Hans Zimmer (“Il codice da Vinci”, “Angeli e demoni”), Howard si muove pertanto più che bene nel pericoloso mondo della Formula 1, e dimostra di saper mescolare sapientemente i due generi del dramma e dell’azione in una commistione adrenalinica e scintillante, priva di forzature o facili manovre strategiche di commozione.

Il suo, in fondo, è un ritratto onesto ed equilibrato di ciò che accadde davvero negli anni ’70; un ritratto che coinvolge emotivamente soltanto a causa della sua stessa natura e che, proprio per questo, dovrebbe risultare esente da qualsiasi rimprovero. Perché per esempio, se vogliamo, il rischioso universo dei due protagonisti s’incontra quasi immediatamente con quello delle loro mogli (interpretate da Olivia Wilde e Alexandra Maria Lara), e i suddetti personaggi femminili vengono entrambi relegati a una comoda macchietta, al solo scopo di raddoppiare il carico sulla bilancia delle potenziali perdite a danno dei due piloti. Se non sapessimo di essere di fronte al rifacimento di una realtà passata, le mogli di Hunt e Lauda ci apparirebbero forse e allora troppo poco definite o ingenerosamente imperturbabili davanti ai numerosi rischi che corrono i protagonisti maschili. Ciò nonostante, è proprio il caso di dirlo, grazie all’incredibile maestria con cui Ron Howard chiude la sua partita, ci ritroviamo al contrario a riflettere sul brivido che deve aver percorso le schiene di James Hunt e Niki Lauda prima di ciascuna delle loro innumerevoli corse folli. E a quel punto, non possiamo che arrenderci all’irresistibile mistero che si deve celare dietro il desiderio, tutto umano, di guardare in faccia la morte e sentirsi quindi più vivi che mai.

Voto dell’autore:4.2 / 5

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