#Scrivimiancora - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da evitare
sulla base di 3 voto/i
2.20/5

#ScrivimiAncora

RANKING
2496° su 2562 in Generale
240° su 241 in Sentimentale
20141 h 42 min
Trama

Rosie Dunne e Alex Stewart si conoscono dall’età di cinque anni, vivono a Dublino e sognano di diventare adulti assieme, condividendo l’utopia del crescere come “migliori amici”. Una serie di circostanze, sentimentali e lavorative, li spinge lontano, negli Stati Uniti, fin dentro i letti e le vite di persone diverse. Nonostante ciò, i due continuano a comunicare tramite lettere, e-mail ed sms, a far figli e sposarsi con altri, prima di capire ciò che avrebbero dovuto comprendere e mettere in pratica molto tempo prima.

Metadata
Titolo originale Love, Rosie
Data di uscita 30 Ottobre 2014
Nazione Gran BretagnaGermania
Durata 1 h 42 min
Trailer
#Scrivimiancora

Tratto dall’omonimo best-seller di Cecelia Ahern (scrittrice del romanzo “P.S. I love you”, da cui è stato tratto un altro film di successo), “Scrivimi ancora”, in originale “Love, Rosie”, del regista tedesco Christian Ditter (autore di “French for beginners”), rientra implacabilmente nella categoria dell’adulatorio zuccherino dove tutta una serie di luoghi comuni – tipici di romanzi studiati a tavolino per successi planetari utili a loro volta per dare una visione buonista, oltre che del mondo e delle relazioni personali, anche del fattore beneficenza ad opera di chi è riccamente integrato nel sistema business-plan – vanno ad infrangere una delle regole basilari del fare cinema: lo spettatore non deve e non può sentirsi preso in giro, specie se ciò accade dal primo all’ultimo minuto.

In che modo vi riescono la Ahern e Ditter (con la collaborazione alla sceneggiatura di Juliette Towhidi)? Banalmente, nel gestire gli elementi principali del film come una guida al futile (fra l’altro “Scrivimi ancora” è molto attento alla moda, sia in quanto tale che a quella di canzonette come “Fuck you” intonata in un contesto dispregiativo) e al superficiale più lascivo ed irritante: maternità, lavoro chic obbligato, amore irreale eppure persistente contro qualsivoglia ostacolo, corrispondenza epistolare e tanto per essere aggiornati anche telematica, matrimoni improbabili, tradimenti imprevisti con amanti dai fisici statuari, ritorni di fiamma fuori tempo massimo e persino un funerale dentro la dilagante lusinghiera commedia sentimentale degli equivoci, che prova a farsi briosa nelle trame del sorpassato romanticismo, qui davvero globale, globalizzato e globalizzante, e naturalmente l’happy end da baci, abbracci “e vissero tutti felici e contenti…”. Sono decisamente troppe le storture, strutturate in maniera tale da risultare, oltre che irrispettose nei riguardi del’intelligenza dello spettatore, persino irriguardose nei confronti delle sue emozioni, che in opere come questa dovrebbero accordarsi con la profondità oltre che con la leggerezza (sempre senza confondere la leggerezza disincantata con quella vuota, fintamente piena ed opportunista).

“Scrivimi ancora”, scritto a mò di hashtag da “twitteriano” (“#ScrivimiAncora”), finisce per essere un breviario della menzogna che si arroga persino il diritto di dare l’illusione di scioltezza nei passaggi repentini e imbarazzanti da un tono all’altro, di quelle che vorrebbero darsi a vedere come dimensioni eterogenee, con buona pace dei contenuti, mentre gli sprovveduti dialoghi fanno a cazzotti con le proverbiali ovvietà dei risvolti. Dentro tutto questo “ambaradam” di offese gratuite alla comprensione e alla sopportazione ancheggiano ovviamente gli attori, riuscendo a non boccheggiarvi, come brave e belle marionette che dileggiano nel divertimento generale, dando a tratti persino la parvenza di bellezza come elemento dell’insieme delle parti.

Voto dell’autore:1.9 / 5

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