Short skin - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 1 voto/i
3.70/5

Short Skin

RANKING
1001° su 2562 in Generale
121° su 453 in Commedia
20151 h 26 min
Trama

Fin da quando è piccolo Edoardo soffre in una malformazione al prepuzio che lo rende insicuro ed impacciato con le ragazze. Ora diciassettenne, Edoardo reagisce infastidito alle pressioni del mondo circostante, che non fanno che peggiorare le sue insicurezze.

Metadata
Regista Duccio Chiarini
Titolo originale Short Skin
Data di uscita 23 Aprile 2015
Nazione Italia
Durata 1 h 26 min
Trailer
Short skin

Educazione sentimentale con impedimento: si può sintetizzare così “Short skin”, lungometraggio di esordio di Duccio Chiarini, già autore di corti e del documentario “Hit the road, nonna”, premio del pubblico al Festival dei Popoli nel 2011, che ha anche  scritto la sceneggiatura con Ottavia Maddeddu, Marco Pettenello e la collaborazione di Miroslav Mandic. La piccola malformazione del protagonista Edoardo (il ventenne Matteo Creatini, rapper di Rosignano Marittimo all’esordio sul grande schermo) non è solo un ostacolo per la sua vita sessuale (e di conseguenza sentimentale), ma è in maniera più complessa il pretesto dietro cui il ragazzo si nasconde per non vivere pienamente, per restare chiuso in se stesso e sui suoi libri e, soprattutto, per non affrontare Bianca, l’amore di sempre, a cui non ha mai avuto il coraggio di dichiararsi e la quale a fine estate partirà per studiare a Parigi.

Un po’ come il Walter protagonista di “Tutti giù per terra” di Davide Ferrario usava la sua verginità come schermo per proteggersi dal mondo che non capiva, Edoardo si sente protetto dalla sua fimosi, che gli impedisce di aprirsi e mostrarsi alle difficoltà della vita adulta verso cui si sta avviando, e per la quale non si sente ancora del tutto preparato. Bloccato dalla paura di esporsi, in ogni senso, sia sul piano sessuale che emotivo, Edoardo ha sempre preferito nascondersi, stringersi nelle spalle e farsi piccolo e silenzioso per non essere notato da quella realtà tutta intorno a lui, che invece è governata sempre dalle pulsioni sessuali che travolgono tutti, anche i genitori e il cane di famiglia. Coniugando la sensibilità provinciale alla Toscana del miglior Paolo Virzì – è impossibile non pensare a “Ovosodo”, anche per la fisicità asciutta di Creatini che ricorda da vicino Edoardo Gabriellini – con la costante dell’ossessione sessuale dell’adolescenza quasi alla “American pie” (la scena del polpo), senza però alcuna traccia di demenza e volgarità, Duccio Chiarini riesce a trovare la giusta distanza per raccontare la storia di Edoardo, i suoi patimenti esistenziali e i turbamenti continui dei diciassette anni.

C’è molta ironia, molta leggerezza, ci sono dialoghi di semplice autenticità, soprattutto con l’amico Arturo, con la testa sempre rivolta al sesso e al mito della verginità da perdere, e c’è una certa poesia letteraria, con “Norwegian wood” di Murakami Haruki che continua a passare di mano in mano e a tornare in primo piano. All’opera prima, Duccio Chiarini sembra già pienamente in possesso di un’idea di cinema originale e lucida. “Short skin” è stato realizzato nell’ambito dell’iniziativa Biennale College – Cinema, riservata alle opere prime e seconde, ed è stato presentato alla 71° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (2014) e nella sezione “Generazione” del Festival del Cinema di Berlino 2015.

Voto dell’autore:3.7 / 5

The following two tabs change content below.

Ultimi post di Francesco Vannutelli (vedi tutti)

Loading...