Sin City - Una donna per cui uccidere - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 1 voto/i
3.50/5

Sin City - Una donna per cui uccidere

RANKING
1376° su 2562 in Generale
24° su 99 in Azione
20141 h 42 min
Trama

Le strade di vari personaggi si incrociano al Kadie’s Saloon di Sin City. Johnny, un giovane e sfacciato giocatore d’azzardo sfida a poker il potente senatore Roark, dando inizio ad una lunga e brutta notte. Dopo la morte di John Hartigan, l’avvenente Nancy Callahan, protetta costantemente da Marv, è divisa tra il dolore per la sua perdita e la sete di vendetta nei confronti di Roark. Dwight McCarthy deve fare i conti con il ritorno nella sua vita di Ava Lord, la donna che gli ha spezzato il cuore: ma Ava Lord è davvero una donna per cui uccidere?

Metadata
Titolo originale Sin City: A Dame to Kill For
Data di uscita 2 Ottobre 2014
Nazione Stati UnitiFrancia
Durata 1 h 42 min
Attori
Cast: Mickey Rourke, Jessica Alba, Josh Brolin, Joseph Gordon-Levitt, Rosario Dawson, Bruce Willis, Eva Green, Powers Boothe, Dennis Haysbert, Ray Liotta, Christopher Meloni, Jeremy Piven, Christopher Lloyd, Jaime King, Juno Temple, Stacy Keach, Marton Csokas, Jude Ciccolella, Jamie Chung, Lady Gaga, Alexa PenaVega, Julia Garner, Billy Blair, Patricia Vonne, Bart Fletcher, Alejandro Rose-Garcia, Samuel Davis, Mike Davis, Kimberly Cox, Alcides Dias, Vincent Fuentes, Rob Franco, Daylon Walton, Eloise DeJoria, Bob Schreck, Lawrence Varnado, Jimmy Gonzales, Tommy Townsend, Robert Lott, Gregory Kelly, Patrick Sane, Greg Ingram, Will Beinbrink, Dimitrius Pulido, John Wirt, Emmy Robbin, Luis Albert Acevedo Jr., Christian Bowman, Johnny Reno
Trailer
Sin City - Una donna per cui uccidere

A distanza di nove anni dal folgorante e per certi versi inaspettato successo del primo capitolo, torna nelle sale la coppia formata dal genio fumettistico di Frank Miller e dal “figlioccio” di Quentin Tarantino, Robert Rodriguez, con l’attesissimo secondo capitolo di “Sin City”: “Sin City – Una donna per cui uccidere”, il cui sottotitolo fa riferimento a uno degli episodi del film. Il sequel di “Sin City” riunisce in buona parte il cast del primo film, ad eccezione di qualche defezione obbligata, causa scomparse premature (Brittany Murphy e Michael Clarke Duncan) o esigenze di sceneggiatura (Josh Brolin al posto di Clive Owen perché il personaggio di Dwight subisce una plastica facciale). Non mancano le new-entry, tra le quali spiccano l’algida bellezza di Eva Green nel ruolo più importante, quello della perfida femme fatale Ava Lord, e la seducente strafottenza di Joseph Gordon-Levitt, il quale veste i panni di Johnny, uno dei personaggi creati appositamente per il film.

Infatti, se in “Sin City” Rodriguez e Miller privilegiarono la fedeltà narrativa ed estetica alla graphic novel, in questo nuovo capitolo decidono di regalare qualche novità ai fan, raccontando vicende che i fan non avrebbero mai potuto aspettarsi perché assenti dalle opere milleriane. Viene quindi creato ex-novo l’episodio “Quella lunga, brutta notte”, in cui Johnny arriva nella “città del peccato” e ha il coraggio di sfidare e battere a poker il potentissimo senatore Roark (Powers Boothe), padre di colui che il detective John Hartigan (Bruce Willis) aveva ucciso in “Quel bastardo giallo” perché molestatore della rancorosa spogliarellista Nancy Callahan (Jessica Alba), già rapita in tenera età e ora protetta dalla vera figura-simbolo della pellicola, il disadattato Marv, gigante buono trasformato in mostro dalla società e sotto le cui sembianze troviamo nuovamente Mickey Rourke. In “Una donna per cui uccidere” invece Dwight cerca di reprimere il mostro dentro di sé fino al giorno in cui, dopo quattro anni, misteriosamente Ava Lord, la donna che gli aveva spezzato il cuore, torna nella sua vita chiedendogli di uccidere il marito miliardario, violento e senza scrupoli. Se nel primo film si rimaneva impressionati dalla bellezza dal bianco e nero dalle linee così marcate e dall’incredibile accuratezza delle inquadrature, tali da dare quasi l’impressione di sfogliare le graphic novel di Miller, in questo seguito i due registi riescono a mantenere quel fascino, arricchito dalla presenza del 3D, che in questo caso è davvero un valore aggiunto e garantisce ulteriore pathos all’atmosfera dark del film.

Un’atmosfera che nasce dalla vivida descrizione di vizi, virtù, manie, ossessioni e sete di vendetta in un contesto che di reale ha ben poco, dipinto così come lo si può ammirare grazie alla visionaria fantasia di Frank Miller, mai così sincera e cruda. L’eccessiva ridondanza della trama (che in alcuni episodi costituisce un prequel e in altri un sequel della pellicola precedente) passa quasi in secondo piano, anche grazie all’ottima caratterizzazione dei personaggi, con interpreti come Ray Liotta, Christopher Meloni, Stacy Keach e soprattutto Christopher Lloyd che hanno la possibilità di dare corpo a ruoli solo apparentemente marginali. E allora tutto diventa possibile, tutto diventa vero, e le storie che si intrecciano risultano composte di amore e odio, di potere e falsità, di desiderio e pazzia: situazioni concrete che non perdono forza a causa delle modalità di rappresentazione. Al contrario, quella di “Sin City” è una realtà che pochi come Miller sanno sviscerare con tale purezza e serietà, riuscendo a strappare risate e sospiri. D’altronde se imbocchi il vicolo giusto a Sin City puoi trovare di tutto: dalla fogna traboccante di sangue e violenza, in cui il cuore buono di Marv cede il posto a pugni e vetri spaccati, alle carnose labbra di Ava Lord e ai sguardi magnetici, nei quali puoi perderti diventando qualsiasi cosa lei voglia. Dove il paradiso non è quello che sembra.

Voto dell’autore:3.5 / 5

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