Sing - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 1 voto/i
3.80/5

Sing

RANKING
728° su 2562 in Generale
21° su 88 in Animazione
20161 h 47 min
Trama

Fin da piccolo il koala Buster Moon è innamorato dell'arte teatrale e grazie alle fatiche lavorative di suo padre finalmente è riuscito ad acquistare un teatro tutto suo. Purtroppo, però, con il tempo si sono accumulati gli insuccessi e ora, dopo tanti fiaschi, la sua attività sta raggiungendo il capolinea. Come fare per salvarla? Il nostro protagonista ha un'idea geniale: realizzare un talent show musicale con un ricco montepremi...

Metadata
Regista Garth Jennings
Titolo originale Sing
Data di uscita 4 Gennaio 2017
Nazione Stati Uniti
Durata 1 h 47 min
Attori
Cast: —
Trailer
Sing

Sullo sfondo di una città coloratissima la cui architettura prende spunto dall’atmosfera e dalle forme di Los Angeles, San Francisco e Miami, si sviluppa una storia che va a ritmo con la musica, protagonista assoluta di “Sing”. Dopo tanti successi, infatti, Illumination Entertainment crea nuovamente un gioiello d’animazione coinvolgendo, questa volta, altre due forme d’arte: quella teatrale dell’esibizione sul palcoscenico e quella musicale. Due arti che si incontrano in quello che ormai da anni è diventato un format televisivo di grande successo, ossia il talent-show musicale. Miselando dunque queste due forme d’arte il regista Garth Jennings, che ha esordito al cinema con “Guida galattica per autostoppisti”, giostra in maniera arguta e spiritosa un gruppo di personaggi azzeccatissimi: ognuno di essi, infatti, è la personificazione di un tratto caratteriale ben preciso, creando così una varietà in cui qualsiasi tipo di spettatore è in grado di ritrovarsi.

C’è la maialina Rosita che di figli non ne ha due o tre bensì 25 e che passa le sue giornate a occuparsi della sua numerosissima famiglia; c’è la porcospina Ash, che nel cuore ha il rock ma anche un ragazzo che non la apprezza abbastanza; lo scimmione Johnny, figlio di un malvivente che vorrebbe per lui la stessa vita spericolata; Mike, un topino talentuoso ma anche molto vanitoso, scorbutico e disonesto; ed infine l’elefantina Meena, che ha una voce fantastica ma è troppo timida per esporla al mondo. In comune questi personaggi hanno un elemento ben preciso: un amore naturale e istintivo per il canto. Il film parte dunque dalla musica, dalla sua forza unificatrice e dalla sua abilità di creare sogni, e usa il talent-show per dare una possibilità a questi ultimi di realizzarsi. “Sing” diventa così un insieme ben costruito di tanti generi e di tante citazioni, ma crea anche la base per un nuovo ed elettrizzante racconto. Sono moltissimi i brani musicali, hit del passato e del presente, che vengono proposti nel corso della visione, ed è evidente fin dall’inizio l’influenza dell’atmosfera cinematografica hollywoodiana degli anni ’50 con il personaggio di Nana Noodleman, costruito sulla Norma Desmond protagonista del film “Viale del tramonto” di Billy Wilder.

Ma accanto ai brani del passato, la colonna sonora di “Sing” propone anche canzoni nuove ed efficacissime: “Faith” di Ariana Grande e Stevie Wonder, per esempio, ha un ritmo così coinvolgente da fare ballare davvero chiunque. Risulta dunque difficile non lasciarsi conquistare dal film d’animazione di Garth Jennings, per quanto la storia, a dirla tutta, non sia delle più originali: si tratta della classica pellicola in cui l’ottimismo si impadronisce del racconto fin dalla prima scena, e nonostante gli alti e i bassi il lieto fine appare già scritto. Eppure la marcia in più di “Sing” si sente – soprattutto rispetto al precedente “Pets – Vita da animali”, gradevole ma molto meno divertente e brillante – e la costruzione dei personaggi ne è l’emblema. Oltre a quelli prima citati ce ne sono infatti due in particolare di cui ci si innamora a colpo d’occhio, e cioè la lucertola Miss Crawly, segretaria di Buster Moon, e il maialino Gunter: il “piggy power” di quest’ultimo è un vero e proprio mantra che ci ricorda la necessità di confidare in noi stessi per far esplodere il nostro vero talento. Mentre per quanto riguarda Miss Crawly non basterebbe un singolo aggettivo: lei conquista lo spettatore senza canti né balli, ma con il solo potere della risata.

Voto dell’autore:3.8 / 5

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