Sinister - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 3 voto/i
3.87/5

Sinister

RANKING
641° su 2562 in Generale
22° su 113 in Horror
20121 h 50 min
Trama

Ellison Oswalt, dopo il clamoroso successo del suo libro “Kentucky Blood”, è caduto nell’anonimato, e un tragico fatto di cronaca giunge come richiamo alla sua problematica situazione economica e sentimentale. Si trasferisce con l’intera famiglia nella Contea di King County per indagare della tragica impiccagione di un’intera famiglia, avvenuta proprio nel giardino della sua nuova casa, ma non mette al corrente di questo la moglie Tracy. Di notte in notte, Ellison inizia a sviluppare un certo stress dal momento in cui trova, all’interno di una scatola, una serie di pellicole in 8mm che mostrano i terribili crimini. Ma non si tratta di un serial-killer qualsiasi, ed una persona della famiglia assassinata risulta scomparsa. Ellison comprende che la vita ha un prezzo più alto rispetto a quello di un romanzo, così cerca di resistere all’interno della casa, almeno finché le inquietanti coincidenze non divengono qualcosa di più rispetto al semplice mistero.

Metadata
Titolo originale Sinister
Data di uscita 14 Marzo 2013
Nazione U.S.A.
Durata 1 h 50 min
Attori
Cast: Ethan Hawke, Vincent D'Onofrio, James Ransone, Fred Thompson, Clare Foley, Juliet Rylance, Cameron Ocasio, Michael Hall D'Addario, Victoria Leigh, Blake Mizrahi
Trailer
Sinister

Romanzieri di successo a caccia di nuovi best-seller. Per cogliere il massimo dell’ispirazione, lo scrittore necessita di un contatto diretto con la realtà, con le proprie paure più profonde, in questo caso con una dimora teatro di orrendi delitti. Stephen King insegna in questo senso. Scritto da Robert Cargill, sulla base di un’idea nata da una suggestione, frutto di un incubo avuto in seguito alla visione del film “The ring”, e da Scott Derrickson, il regista del film (e del sopravvalutato e strepitato “The exorcism of Emily Rose”), “Sinister” recupera magistralmente temi e motivi ancestrali cari al vecchio cinema britannico di pura atmosfera e finissima suspense, perlopiù associata a voci e porte che scricchiolano, ai silenzi, al mistero e molto poco al sangue (schiavo del gore). Sulla scia dei modelli di Stephen King, ai romanzi ed ai film da cui sono stati adattati, e “The ring”, ma con qualche riferimento anche a “La casa”, Derrickson dosa sapientemente i brividi, disseminati lungo l’arco di tutto il racconto, con una precisione da manuale per i dettagli, tipica della scientifica: Ellison allestisce una parete di prove, indizi, fotografie, frasi scritte, neanche fosse, la sua stanza, un distretto di polizia, e lo fa con una cura ossessiva tale da far pensare al Leonard Shelby di “Memento”.

In questo senso, un plauso speciale va al grandissimo lavoro svolto dal sound designer, che produce uno dei mix sonori più acuti, affascinanti e sorprendenti dell’intera storia del genere thriller-horror: sostiene le atmosfere del film innestandovi all’interno tutto un universo auditivo che sembra di ascoltare per la prima volta, tant’è assemblato con assoluta originalità ed efficacia. Lo stesso si può dire di Christopher Young, autore delle musiche, con sonorità elettroniche che pompano dal basso producendo suoni viscerali ed intensamente cinematici, capaci di far pensare ad un curioso accostamento fra quelle che sono le sonorità dei Portishead e le radici Bauhaus, dell’omonimo gruppo dark-rock. Girato principalmente a Port Washington, Long Island, nello stato di New York, il film certamente più riuscito di Scott Derrickson in realtà mostra poco i suoi favolosi paesaggi, per concentrarsi sugli interni di una casa che sembra essere fuori del mondo, e per questo anche più inquietante di altre. Un grosso contributo alla riuscita del film, forse il migliore in tema dai tempi di “The others”, lo dà Ethan Hawke, che incarna alla perfezione le idiosincrasie dello scrittore in crisi a caccia del successo, insicuro e pieno di paure, uomo di famiglia poco rassicurante ma ad ogni modo sempre pronto ad aiutare i propri cari nel momento del bisogno.

Hawke e forse nessun altro avrebbe potuto superare l’esame, dato che nella sua carriera ha sempre alternato il ruolo dell’attore con quello dello scrittore, e all’ultimo persino quello del regista, sia in ambito cinematografico che teatrale. Ma un altro elemento di valore che risalta all’occhio dello spettatore più intuitivo, e che ovviamente dà fascino a questo evocativo film dell’orrore, è il fatto che “Sinister” sia anche un film horror su chi guarda i film horror e ovviamente sulle paure che può inoltrare, lasciando desiderare un consumo spasmodico a caccia della verità, fino a portare oltre i confini della conoscenza dai più accettata come unica. E poco importa se l’epilogo è prevedibile sin dalle prime battute; c’è tutto un mondo dentro e attorno la famiglia in pericolo, che vibra di vita propria, in grado di evocare ciò di cui tutti i più grandi horror hanno bisogno: la suggestiva atmosfera fatta di significativi “sounds and images”.

Voto dell’autore:4.1 / 5

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