Snowpiercer - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 3 voto/i
3.30/5

Snowpiercer

RANKING
1714° su 2562 in Generale
78° su 133 in Fantascienza
20132 h 06 min
Trama

Siamo nel 2031. Lo Snowpiercer è un treno ad alto impatto tecnologico, che sfreccia lungo un unico binario capace di fare l’intero giro della Terra nell’arco temporale di un anno esatto. Alla base del suo meccanismo c’è un motore autosufficiente, in grado di mantenere inalterato il piccolo e al contempo sovraffollato microcosmo di persone che vivono al suo interno. Perché il mondo, al di fuori dello Snowpiercer, molto semplicemente non esiste più: decimati da una nuova era glaciale, gli ultimi esseri umani sopravvissuti sono proprio quelli rimasti a bordo dei vagoni ferroviari; divisi per classi sociali e carrozze (i più ricchi vivono in testa al treno, i più poveri in coda), la loro convivenza verrà dunque messa a dura prova da lotte di potere e rivoluzioni.

Metadata
Regista Bong Joon-ho
Titolo originale Snowpiercer
Data di uscita 27 Febbraio 2014
Durata 2 h 06 min
Attori
Cast: Chris Evans, Song Kang-ho, Jamie Bell, John Hurt, Tilda Swinton, Alison Pill, Octavia Spencer, Ewen Bremner, Luke Pasqualino, Kenny Doughty, Clark Middleton, Adnan Haskovic, Tómas Lemarquis, Jim Hightower, Ed Harris, Ko Ah-Sung, Steve Park, Vlad Ivanov, Paul Lazar
Trailer
Snowpiercer

Tratto dalla serie a fumetti francese “Le Transperceneige”, “Snowpiercer” è un film fantascientifico a tema post-apocalittico, che mescola con un’eccezionale dose di buon senso, e allo stesso tempo come più gli conviene, il genere action a quello della filosofia distopica, passando direttamente per il cosiddetto “stealth”, filone che accomuna in maniera più o meno evidente cinema e videogiochi. Diretto dal regista sudcoreano Bong Joon-ho, che si cimenta qui con il suo primo film in lingua inglese ma è già autore di altre accattivanti e spesso riuscite pellicole di questo tipo (come il notevole “The host” del 2006), “Snowpiercer” è stato presentato fuori concorso all’ottava edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, e vede fra i suoi numerosi interpreti un cast corale particolarmente ricco, composto da Chris Evans, John Hurt, Song Kang-ho, Jamie Bell, Tilda Swinton, Octavia Spencer, Ed Harris e Alison Pill (quest’ultima in un ruolo minore ma divertentissimo).

Alternando così il dramma alla palpabile ironia di fondo di certe trovate sceniche, e vantando un ottimo script ad opera del regista e di Kelly Masterson, sul quale fare appoggio durante la sua intera realizzazione, “Snowpiercer” riesce a impressionare il tipo di spettatore alla ricerca di un’atmosfera fantascientifica diversa dalle solite, e al contempo si rivela in grado di esaltare gli animi degli appassionati di film d’azione e di videogiochi sparatutto, pur non dimenticando di catturare – sin dalle prime inquadrature – persino coloro che bramano un po’ di “semplice” dramma nel mezzo. Dramma, in questo caso, comunque incentrato sugli aspetti filosofici legati all’evoluzione biologica della specie umana, forse la sola (purtroppo) ad aver commesso, soprattutto a danno di se stessa, i più grandi atti di violenza della storia.

L’americano Chris Evans, che si cala alla perfezione nella fisicità del personaggio leader del gruppo di ribelli, il sempre bravo attore inglese John Hurt, Jamie Bell e la sublime Octavia Spencer si contrappongono quindi alla schiera dei “cattivoni ricchi”, fra cui una magnifica Tilda Swinton, invecchiata per il ruolo, e il consueto Ed Harris; e si fanno affiancare dal sudcoreano Song Kang-ho nella parte di una specie di eroinomane che li aiuterà, seppur controvoglia, nell’impresa di percorrere – metaforicamente quanto letteralmente – tutti i vagoni dello Snowpiercer, fino a giungere all’inarrivabile carrozza situata in testa al treno. Pulito, incalzante e sentitamente modesto nell’insieme, “Snowpiercer” riesce a sorpresa in più o meno tutte le imprese in cui molti altri film simili hanno fallito, assolvendo l’arduo compito di intrattenere e far riflettere senza mai perdere né il ritmo né, tantomeno, la freschezza di spirito con cui si rivela al suo variegato pubblico.

Voto dell’autore:3.9 / 5

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