Spider-Man - Homecoming - Recensione

Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
3.65/5

Spider-Man - Homecoming

RANKING
1001° su 2198 in Generale
36° su 104 in Fantastico
20172 h 13 min
Trama

Peter Parker, appena quindicenne, è reduce dall’esperienza assieme agli Avengers ed è monitorato dall’occhio vigile e ipertecnologico del suo protettore Tony Stark. La routine quotidiana con la zia May e la scuola stanno un po’ strette a Peter, che vorrebbe essere qualcosa di più di un “supereroe di quartiere” e sogna grandi traguardi. La sua testardaggine nel volersi cimentare in sfide più grandi di lui lo porterà a scontrarsi con l’Avvoltoio, un trafficante di armi aliene dotato di una potente armatura alata.

Metadata
Regista Jon Watts
Titolo originale Spider-Man: Homecoming
Data di uscita 6 luglio 2017
Nazione Stati Uniti
Durata 2 h 13 min
Attori
Cast: Tom Holland, Michael Keaton, Robert Downey Jr., Marisa Tomei, Jon Favreau, Gwyneth Paltrow, Zendaya, Donald Glover, Jacob Batalon, Laura Harrier, Tony Revolori, Bokeem Woodbine, Tyne Daly, Abraham Attah, Hannibal Buress, Kenneth Choi, Selenis Leyva, Angourie Rice, Martin Starr, Garcelle Beauvais, Michael Chernus, Michael Mando, Logan Marshall-Green, Jennifer Connelly, Gary Weeks, Christopher Berry, Jorge Lendeborg Jr., Tunde Adebimpe, Tiffany Espensen, Isabella Amara, Michael Barbieri, J.J. Totah, Hemky Madera, Zach Cherry, Kirk Thatcher, Yu Lew, Sondra James, Bob Adrian, Gary Richardson, Stan Lee, Joe Hang, Wayne Pére, Chris Evans, Alexa Laraki, Liza Fagin, Kerry Condon, Ethan Dizon, Miles Mussenden, Martha Kelly, Jona Xiao, Lorenzo James Henrie, Jonah Bowling, Rebeca Donovan, Stephen Vining, John Penick, Amy Hill, Kevin LaRosa Jr., Ren Colley, Jennifer Kim, Ari Groover, Louis Gonzalez, Stewart Steinberg, Andy Powers, Omar Capra, Nitin Nohria, Vince Foster, Brian Schaeffer, Chris Adams, Myles Anderson, Cassidy Balkcom, Sydney Shea Barker, Jeremy Francis Bell, Romar Bennett, Jonnah-Blaine Bowling, Maiya Boyd, Dante Brattelli, Michael Breath, Lauren Brumbelow, Wayne Burley, Randy Burnett, Liam Capek, London Carlisle, Friday Chamberlain, Leonardo Collaguazo, Richard R. Corapi, Marmee Regine Cosico, Joy Costanza, Roy Coulter, John Druzba, Elli, Adrian Favela, Gregory French, Tahseen Ghauri, Davvy Glab, Melissa Kay Glaze, Emelita T. Gonzalez, Austin Handle, Jonathan Randall Hunter, Jada Jarvis, Jerome Joyce, Faith Logan, Destiny Lopez, Sherin Maldonado, Melvin Kindall Myles, Donald K. Overstreet, Darshan Patel, Felix Perez, Calvin Powell, Salena Qureshi, Hallie Ricardo, Doug Scroggins III, Chris Sepulveda, Johnny Serret, Stephen Vining, Megan Wilkens, Nickolas Wolf, Trevor Wolf, Tiani Wright
Trailer

Nessuna genesi, nessun preambolo: “Spider-Man – Homecoming” di Jon Watts ci catapulta subito in una realtà post-Avengers assodata, con le rovine – narrative e non – di “Captain America – Civil War” a fare da trait d’union per la creazione del nuovo, riuscito villain interpretato da Michael Keaton. Dopo sei film dedicati a Spider-Man e altre numerose comparsate, nessuno sentiva il bisogno di un’altra introduzione alla storia del personaggio, un compito comunque ben assolto quasi vent’anni fa da Sam Raimi. Questo nuovo reboot ci presenta dunque un Uomo Ragno diverso e per molti aspetti migliore di quello che avevamo lasciato. Tom Holland, il primo vero punto di forza del film, è uno Spider-Man più convincente dei suoi predecessori: da un lato per l’età anagrafica più vicina a quella del personaggio, dall’altro per la decisione, in fase di script, di farlo tornare a essere un vero “supereroe con superproblemi”. Anzi, non ce ne vogliano i fan ma questo Spider-Man di “super” ha bene poco: goffo, ottuso fino all’inverosimile e ancora poco consapevole delle proprie potenzialità, tanto da avere bisogno di una sorveglianza continua da parte del suo mentore Iron Man.

Un supereroe umanissimo, nella sua conflittualità di classe che lo accomuna all’Avvoltoio di Michael Keaton: il duetto tra i due, avversari proprio perché complementari – due modi opposti di affrontare l’emarginazione sociale – è il secondo elemento migliore del film. Per questo Peter la prova più difficile da affrontare è superare il complesso di inferiorità nei confronti della upper-class, sia quella scolastica che supereroistica (rappresentata in primis dal ricco Tony Stark), e la necessità di sostenere un inevitabile periodo di formazione prima di essere qualcosa di più dell’”amichevole Spider-Man di quartiere” e giocare nel mondo dei grandi (si legga Avengers). Liberato dalla zavorra epica della trilogia di Sam Raimi e dall’inconsistenza dei due film successivi, “Spider-Man – Homecoming” ci libera anche del pasticcio che sta diventando l’universo Marvel sul grande schermo; andare al cinema stava diventando come vedere “Il trono di spade” in modalità dilazionata, un episodio dopo l’altro, infarciti di sceneggiature ipertrofiche e ipercinetiche che erano per metà film e per metà trailer della puntata successiva.

Per fortuna invece – terza cosa migliore del film – questo “Spider-Man – Homecoming” è lineare come il filo di una ragnatela, non divaga e lascia gli onnipresenti Avengers sullo sfondo, escluso il mentore Iron Man / Tony Stark. È un film su Spider-Man che si concentra all’80% sul suo personaggio, e scusate se è poco. Il restante è appannaggio di Michael Keaton e del suo Avvoltoio: un villain non memorabile ma nel complesso riuscito, grazie al carisma istrionico del suo interprete. “Spider-Man – Homecoming” è un film che “vola basso”, e non è un difetto: il cine-comic del finora misconosciuto Jon Watts tiene i piedi per terra, avvoltoi e ragnatele permettendo, e funziona più come teen-movie con un tocco di superpoteri che non viceversa. Spider-Man è in fondo un eterno adolescente e anche il film è molto teen-pop: fresco, schietto, scorrevole e dal ritmo sostenuto, senza eccessive pretese, spiegoni o lungaggini. Con qualche tocco comico azzeccato, come le autoironiche comparsate di Captain America in veste di guru della crescita personale. L’epica e la potenza visiva dell’interpretazione di Sam Raimi non potrebbero essere più lontane, e va bene così: per il suo romanzo di formazione Jon Watts sceglie un profilo più basso, realizzando comunque un film pregevole.

Voto dell’autore:3.7 / 5

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