Split - Recensione

Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 3 voto/i
3.37/5

Split

RANKING
1428° su 2198 in Generale
70° su 126 in Thriller
20171 h 57 min
Trama

Kevin Crumb è un uomo con ben 23 diverse personalità. Dopo che una di queste, Dennis, la più oscura e potente, lo ha spinto a rapire tre ragazze, Casey Cook, Claire e Marcia, per le sue vittime ha inizio una lotta per la sopravvivenza sia fisica, sia mentale.

Metadata
Titolo originale Split
Data di uscita 26 gennaio 2017
Nazione Stati Uniti
Durata 1 h 57 min
Attori
Cast: James McAvoy, Anya Taylor-Joy, Haley Lu Richardson, Jessica Sula, Betty Buckley, Brad William Henke, Sebastian Arcelus, Neal Huff, Kim Director, Lyne Renee, Maria Breyman, Peter Patrikios, Steven Dennis, Jon Douglas Rainey, Jalina Mercado, Matthew Nadu, Kash Goins, James Robinson Jr., Nakia Dillard, Roy James Wilson, John Jillard Sr., John Mitchell, Andrea Havens, Barbara Edwards, Robert Bizik, Matthew Bowerman, Julie Potter, Kelly Werkheiser, Junnie Lopez, Shawn Gonzalez, Aleksandra Svetlichnaya, Michael J. Kraycik, Michelle Santiago, Corinne Costa, Colin Campbell, Michaela Bockarie, Gary Ayash, Jeff Buckner, Kerry Dutka, Vincent Riviezzo, Izzie Coffey, Ukee Washington
Trailer

Quando al cinema c’è un nuovo film di M. Night Shyamalan, si è consapevoli che si prepara ad assistere a un thriller dai risvolti psicologici, che strizza l’occhio all’horror e che fa del colpo di scena il proprio punto cardine. Tuttavia dopo “Il sesto senso” l’aspettativa nei confronti di M. Night Shyamalan è sempre stata eccessivamente alta, con il pubblico che è finito spesso per rimanere molto deluso. Anche “Split” parte con questi presupposti e conferma le ottime doti registiche di M. Night Shyamalan, che qui addirittura si esaltano, ma ciò nonostante sconta alcune (grosse) pecche di una sceneggiatura non esente da punti deboli. Dal punto di vista della messa in scena, difatti, Shyamalan gioca con il seminterrato in cui si svolge l’intero film, sfruttando appieno il senso di claustrofobia che questo restituisce al pubblico e giocando sull’evidente orizzontalità delle inquadrature. E nella filmografia di Shyamalan spesso questo luogo ha avuto un ruolo importanti: a partire da “Il sesto senso”, là dove avviene il colpo di scena finale, fino ad arrivare a “Signs”, con la fattoria come bersaglio dell’attacco degli alieni.

In “Split”, coadiuvato da uno straordinario James McAvoy, Shyamalan si esalta e riesce a rendere il seminterrato di Kevin Crumb il luogo degli incubi, giocando molto con luci, ombre e colori caldi tendenti all’acido. La solidità dell’intera pellicola è costruita interamente attorno all’interpretazione di James McAvoy, sempre più a proprio agio in ruoli che richiedono un grande impegno psicologico, e Anya Taylor-Joy, già vista in “The witch”, oltre che ad una regia che si dimostra sempre all’altezza della situazione e in grado di sottolineare le atmosfere inquietanti del film. Tuttavia, come già accennato, è la sceneggiatura il punto debole della pellicola: un copione che riesce solo raramente a risultare incisivo. Nonostante chiari riferimenti a “Zelig” di Woody Allen (ad esempio, in entrambi i film la dottoressa si chiama Fletcher) e ad alcune pellicole di genere, la trama si sviluppa in maniera fin troppo canonica, sminuendo di fatto anche i vari colpi di scena, e spesso non è in grado di mantenere un livello di tensione alto.

A far decollare invece la pellicola di Shyamalan è James McAvoy, alle prese con una prova molto complessa, in cui l’attore riesce ad esprimere otto personalità diverse mantenendo sempre una credibilità fondamentale e senza scadere mai nel ridicolo o nel macchiettistico. Vederlo cambiare personalità, magari all’interno di una stessa inquadratura, vale di per sé il prezzo del biglietto, e se già avevamo apprezzato McAvoy in personaggi psicologicamente complessi (il professor X degli X-Men piuttosto che lo smemorato Simon di “In trance”), qui l’attore scozzese si conferma uno degli interpreti più interessanti degli ultimi anni. Anche Anya Tayolor-Joy, che aveva esordito qualche mese prima con “The witch”, impersona efficacemente la parte di una ragazza intenta a combattere una guerra contro il suo rapitore, pur restando all’ombra di McAvoy. Nel complesso “Split” non raggiunge certo i livelli de “Il sesto senso”, tuttavia non si rimarrà delusi al cospetto di un thriller con moderate ambizioni (non vi aspettate contenuti etici o approfondimenti sul disturbo da personalità multipla, per intenderci). Sconsigliabile a chi soffre di claustrofobia.

Voto dell’autore:3.3 / 5

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Da quando ho 13 anni mi sono imposto di vedere almeno due film al giorno. Ora ho quasi 29 anni e posso dire di aver visto più di diecimila film, qualcuno più, qualcuno meno. Nel 2016 ho collaborato alla stesura del libro " J-Movie. Il cinema giapponese dal 2005 al 2015" (2016, Edizioni Simple) occupandomi del cinema horror giapponese nel capitolo 5. Il cinema è la mia grande passione, se ancora non fosse chiaro

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