St. Vincent - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 3 voto/i
3.07/5

St. Vincent

RANKING
1976° su 2562 in Generale
320° su 453 in Commedia
20141 h 43 min
Trama

Vincent MacKenna, misantropo incallito dedito alle scommesse, all'alcol e alle cattive abitudini, è letteralmente inavvicinabile, se non per la prostituta Daka Paramova, con la quale stringe un legame sentimental-economico. Le carte in tavola cambiano nel momento in cui Maggie Bronstein, separata dal marito, si trasferisce col figlio Oliver proprio nella casa accanto a Vincent, il quale accetterà di buon grado di prendersi cura di Oliver, prima con totale distacco, poi tramite una profonda ed insolita amicizia.

Metadata
Regista Theodore Melfi
Titolo originale St. Vincent
Data di uscita 18 Dicembre 2014
Nazione Stati Uniti
Durata 1 h 43 min
Attori
Cast: Bill Murray, Melissa McCarthy, Naomi Watts, Chris O'Dowd, Terrence Howard, Jaeden Lieberher, Kimberly Quinn, Lenny Venito, Nate Corddry, Dario Barosso, Donna Mitchell, Ann Dowd, Katharina Damm, Scott Adsit, Alyssa Ruland, Alexandra Fong, Greta Lee
Trailer
St. Vincent

Il regista e sceneggiatore Theodore Melfi, al suo esordio cinematografico con “St. Vincent”, racconta il legame affettivo tra Vincent MacKenna e Oliver Bronstein, un adulto e un bambino: un rapporto bizzarro che farà crollare le colonne salde del cinismo nell’animo del protagonista, aprendo la porta ad un’inevitabile tenerezza che, però, cede ben presto sotto il peso dell’ostentazione melliflua del buonismo. Il regista, senza troppe innovazioni, intavola dunque una commedia convenzionale e affettata, un prodotto tipicamente natalizio, arricchito di lucine e ammiccanti sorrisi, che tuttavia fanno fatica a riscaldare l’atmosfera altresì tiepida. I suoi personaggi, comunque interessanti e dotati di una loro complessità, sono solo le pedine di una storia che va crollando pezzo dopo pezzo, sviolinata dopo sviolinata.

Una disdetta per le più che riuscite prove attoriali: dal fresco talento di Jaeden Lieberher alla trasformazione di una Naomi Watts con un accento russo piuttosto eloquente, fino ad una Melissa McCarthy che palesa (specialmente nella scena del colloquio con i professori di Oliver) una sorprendente nota drammatica, distinguendosi in tal senso dai suoi precedenti lavori, alquanto inscatolati. La nota di merito più ingente va di certo all’eccellenza di un Bill Murray dalla faccia di gomma, disarmante e spassoso nelle sue vesti di narcisista e “sporcaccione”, ma forse suo malgrado in odore di santità. Perché il Vincent peccatore scivola nell’immediata beatificazione grazie ad Oliver, che rivela la sua indole più funzionale, ma in maniera anche eccessiva.

Perché se in “St. Vincent” i personaggi riescono a farsi apprezzare, non si può dire lo stesso dello sviluppo della trama né dei dialoghi, che risultano fini a se stessi e propongono lezioni di vita alquanto leziose, secondo una fastidiosa smorfia moraleggiante. Se le premesse creavano un certa appetitosa attesa, il finale lascia invece in bocca un retrogusto amaro: quello di una mancata poliedricità dei sentimenti in gioco, per una vicenda che rimane murata entro schemi sdolcinati tipicamente hollywoodiani.

Voto dell’autore:2.8 / 5

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