Stalker - Recensione

Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
4.35/5

Stalker

RANKING
62° su 2323 in Generale
4° su 122 in Fantascienza
19792 h 41 min
Trama

Un metorite caduto sulla Terra ha prodotto strani fenomeni in una zona, prontamente protetta e recintata dall'esercito; per entrarci esistono però delle guide clandestine, chiamate "stalker", capaci di condurre chiunque lo richieda fino alla "camera dei desideri". Uno scrittore, uno scienziato e uno stalker partono verso la misteriosa zona, ma ne torneranno profondamente cambiati.

Metadata
Titolo originale Stalker
Data di uscita 9 giugno 2006
Nazione Russia
Durata 2 h 41 min
Trailer

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In un paese imprecisato, tanto anonimo quanto povero e desolato, esiste un luogo incustodito e selvaggio, abbandonato, recintato e controllato dalle autorità: è la Zona. Anni fa un meteorite o un oggetto di altra natura vi precipitò dallo Spazio, e da allora la Zona sembra sprigionare un’aura di mistero e magia che affascina ma al contempo allontana. Al suo interno esiste una “stanza dei desideri”, capace appunto di esaudire ciò che uno richiede o ciò di cui ha bisogno. Per evitare pellegrinaggi di massa ed eventuali pericoli sconosciuti l’ingresso è severamente vietato e controllato da guardie armate; ma esistono tuttavia delle guide, chiamate stalker, che in modo clandestino conducono chi lo richiede all’interno della Zona e della stanza dei desideri, facendosi pagare in anticipo. Da qui il titolo del film, “Stalker” di Andrej Tarkovskij, una delle opere più celebri della storia del cinema, che CG Entertainment distribuisce in Dvd e nell’alta qualità video e audio del Blu-Ray, nella sua collana dei “classici”. Di fatto “Stalker” è un classico che non può non lasciarsi apprezzare in prima istanza per quelle peculiarità che il Blu-Ray riesce ad esaltare: la bellezza delle sue immagini, delle scenografie e dei colori, e la potenza di un accompagnamento sonoro sofisticato e minuzioso.

Nella vicenda raccontata da “Stalker” il personaggio del titolo è un marito e padre di una figlia disabile (“mutante”); un uomo burbero e silenzioso, ma buono. Eludendo la sorveglianza armata conduce dentro la Zona un professore, un fisico alla ricerca della verità e di riferimenti scientifici che possano spiegare il mistero della Zona e della stanza dei desideri, e uno scrittore senza ispirazione, con la speranza che quella stanza possa suggerire idee nuove, sconosciute e strabilianti. Come accade sempre nel cinema di Tarkovskij, il genere supera i suoi codici e la trama della vicenda la sua logica meramente narrativa, costituendosi come qualcosa di altro: la fantascienza diventa allora input ed ingresso verso un pensiero metafisico, e la storia si fa concetto, filosofia, riflessione profonda. I tre personaggi sono dei pionieri, anime incomplete ed infelici che più che ricercare sensi esterni a quel viaggio compiono una ricerca di se stessi, del loro ruolo sul tracciato del proprio personale destino. Il viaggio reale, condotto camminando tra la vegetazione incolta, tunnel bui e silenziosi o nell’acqua limacciosa, guardando intorno a sé colori sporchi e spenti, respirando un’aria pesante ed inquinata, percorrendo tragitti mai rettilinei, ma sempre in deviazione, si trasforma – come è intuibile – in viaggio interiore, personale, inconscio.

La Zona è regione dell’animo, allucinata e mutabile; è esistenza, è senso della vita, è creazione ed arte. La stanza dei desideri è quindi il nostro “io” più recondito, laddove scendiamo a compromessi con tutto ciò che siamo e rigettiamo, e soprattutto con tutto ciò che pensiamo di credere e con ciò che in realtà crediamo, senza sapere. “Stalker” non è solo un film dalla fotografia splendida, curata da Aleksandr Knyazhinskij, dalle inquadrature sempre precise, lunghe e trattenute di Tarkovskij, tra lenti carrelli e panoramiche, primi e primissimi piani (è in questo che la macchina da presa diventa sonda, satellite, macchina di esplorazione), è soprattutto un film di scenografie, curate dallo stesso regista, che rende l’opera uno dei massimi esempi in tal senso. Tarkovskij sceglie posti reali, situati perlopiù in Estonia, fatiscenti e realmente abbandonati, e con il solo sguardo del suo cinema, con la sola forza dell’inquadratura e la puntualità dei dialoghi di tre soli personaggi, li rende luoghi di fantascienza, luoghi metafisici, irreali. La fantascienza in “Stalker” si crea a partire dagli elementi base della messa in scena cinematografica: è una fantascienza d’autore, sottile e sofisticata, ma anche pura e vera nei suoi codici.

“Stalker” è perciò un film composto da tanti quadri (memorabili) dentro ai quali i dialoghi avvengono, tra citazioni bibliche e letterarie, confrontandosi su scienza ed arte, senso della vita e della morte, forza e debolezza, verità e manifestazione della verità, la fede e l’importanza di credere. Se i dialoghi avvengono, accadono di conseguenza le riflessioni, che coinvolgono lo spettatore in prima persona. Il film stesso dunque è la Zona, è diviso in stanze di pensiero, la sua struttura narrativa e tematica è pensata a partire dalle scenografie appunto: procede perciò per luoghi e scenari, dentro ai quali entriamo anche noi, e che infine scopriamo essere nell’animo umano. Se “Stalker” non avesse affondato le sue radici troppo oltre un certo limite dentro l’intellettuale, trasformandosi quasi interamente in puro concetto, perdendo contatti con la realtà (non solo dell’essere umano, ma anche cinematografica) e risultando perciò in certi passaggi forzatamente poetico e tendenzioso nelle affermazioni, avrebbe sicuramente raggiunto le vette di capolavori come “Andrej Rublev” e “Nostalghia” dello stesso regista. Resta in ogni caso un esempio netto di un cinema assoluto, metaforico e filosofico, religioso e infine, sopra ogni cosa, unico: un cinema che non ha avuto repliche negli anni a venire.

Voto dell’autore:4.5 / 5

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