Steve Jobs - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 4 voto/i
3.68/5

Steve Jobs

RANKING
1166° su 2562 in Generale
24° su 54 in Biografico
20152 h 02 min
Trama

Nel 1984, Steve Jobs è il giovane, visionario ed eccentrico co-fondatore della Apple, che si sta preparando per il lancio sul mercato informatico di un nuovo, rivoluzionario prodotto: il computer Macintosh.

Metadata
Regista Danny Boyle
Titolo originale Steve Jobs
Data di uscita 21 Gennaio 2016
Nazione Stati Uniti
Durata 2 h 02 min
Trailer
Steve Jobs

Dopo il fallimentare “Jobs” del 2013, diretto da Joshua Michael Stern e con protagonista Ashton Kutcher, il cinema riprova nuovamente a mettere in scena la vita e la carriera di uno dei più importanti personaggi della contemporaneità, il co-fondatore e amministratore delegato della Apple Steve Jobs, scomparso a seguito di un tumore nel 2011. Tratto dall’unica biografia autorizzata dallo stesso Jobs, scritta da Walter Isaacson, questo nuovo tentativo di biografia, “Steve Jobs”, vede nei panni del geniale imprenditore informatico l’attore Michael Fassbender, diretto dal premio Oscar Danny Boyle su una sceneggiatura firmata da un altro celebre premio Oscar come Aaron Sorkin. Quindi le premesse e le intenzioni, per un lavoro più fine e di qualità superiore rispetto alla banalità del predecessore, si mostrano pienamente: a partire da un approccio narrativo che sceglie di soffermarsi su quattordici anni di vita e su tre tappe fondamentali della carriera di Jobs.

Il film inizia nel 1984 (una sezione filmata in pellicola), nell’anno della presentazione del Macintosh, tanto famoso nell’immaginario popolare quanto disastroso da un punto di vista commerciale, proseguendo quattro anni dopo nel 1988, quando Jobs, “cacciato” dalla Apple, fonda la società NeXT, per poi arrivare al 1998, tra le mura amiche della Apple, quando Jobs dà il via al mito sulla sua persona. Ma nonostante la peculiare suddivisione del racconto, che evita l’agiografia più didascalica, un Fassbender mimetico nella sua somiglianza fisica a Job, sicuro candidato ai prossimi Oscar, e un Sorkin che fa girare un po’ a vuoto il suo script asfissiante e dal cinismo fulmineo, si fa fatica a considerare “Steve Jobs” come un’opera in grado di suggerire una nuova visione del personaggio descritto e soprattutto della realtà che lo circonda. Perché il film diretto da Danny Boyle, qui all’anonimo servizio della storia, segue comunque i dettami del biopic classico che si dipana tra la vita pubblica e privata di Jobs. Da un lato i suoi successi e le sue difficoltà come uomo che ha rivoluzionato l’industria, spesso combattendo anche contro se stesso; dall’altro i problemi privati, dalla famiglia mai avuta, fino al rapporto burrascoso con Chrisann Breannan e con la figlia Lisa.

Ma questo racconto dell’uomo dietro la leggenda pare uno schema narrativo precostruito, più che un vero obiettivo del film, che anche nel ritratto del suo protagonista arranca, senza uscire dallo stereotipo del binomio “genio e sregolatezza”, del visionario scontroso ed egoista ma precursore dei tempi, amato da tutti ma paradossalmente solo negli affetti. Così “Steve Jobs” rinuncia a indagare davvero sul personaggio al centro della vicenda, preferendo invece una strada più nota che sfocia nella celebrazione, contornata da tante figurine quali sono i personaggi secondari e da una messa in scena elegante ma in ogni caso di stampo televisivo. A mancare sono invece uno sguardo alternativo sull’uomo e uno sguardo complessivo dell’epoca (e di un paese) in cui Jobs ha vissuto e che ha contribuito a cambiare: tutti elementi solo potenziali e mai affrontati da una pellicola più debole di quanto i nomi in gioco lasciassero pensare.

Voto dell’autore:3.0 / 5

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