Stories we tell - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 3 voto/i
3.73/5

Stories We Tell

RANKING
994° su 2562 in Generale
38° su 71 in Documentario
20121 h 48 min
Trama

“Stories We Tell” è il terzo lungometraggio di Sarah Polley, in cui la regista e attrice canadese trova il coraggio di raccontare, attraverso la tecnica del documentario e l’incorporazione di videoregistrazioni familiari in Super 8, la storia di come ha scoperto di essere il prodotto di una relazione extraconiugale tra sua madre Diane e il produttore Harry Gulkin. La Polley, che ha creduto per buona parte della sua vita di essere la figlia dell’attore inglese Michael Polley, affronta il tema a lei più caro rendendo tra le altre cose omaggio ai fratelli, agli amici e ai parenti più prossimi, e dando loro modo di narrare in prima persona un pezzettino di questa storia.

Metadata
Regista Sarah Polley
Titolo originale Stories We Tell
Data di uscita 26 Giugno 2014
Nazione Canada
Durata 1 h 48 min
Attori
Cast: Michael Polley, Harry Gulkin, Susy Buchan, John Buchan, Mark Polley, Joanna Polley, Cathy Gulkin, Marie Murphy, Robert MacMillan, Anne Tait, Deirdre Bowen, Victoria Mitchell, Mort Ransen, Geoffrey Bowes, Tom Butler, Pixie Bigelow, Claire Walker, Rebecca Jenkins, Peter Evans, Alex Hatz, Justin Goodhand, Seamus Morrison, Allie MacDonald, Lani Billard, Andrew Church, Dave Kiner, Jeff Mallory, Kristen Corvers, Jeanie Calleja, James Downing, Tracey Ferencz, Eric Hanson, Kaylin Griffin, Mairtin O'Carrigan, Thomas Hauff, Sarah Polley, Christine Horne
Trailer

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Stories we tell

Sarah Polley, classe 1979, è un’attrice, cantante, regista e sceneggiatrice canadese. Interprete principale dello splendido “La vita segreta delle parole”, nonché partecipe di numerose altre produzioni, quali “eXistenZ” di David Cronenberg, “Il mistero dell’acqua” e “Mr. Nobody”, quest’ormai 33enne di Toronto ha debuttato dietro la macchina da presa con il toccante “Away from her – Lontano da lei”, per il quale è stata nominata all’Oscar per la miglior sceneggiatura non originale. Dopo aver diretto anche Michelle Williams e Seth Rogen nel dramma di coppia “Take this waltz”, presentato al Toronto International Film Festival nel 2011, la Polley torna a raccontare una delle piccole realtà dell’Ontario utilizzando un genere cinematografico tutto suo, che diverrà una miscela emotivamente salda tra il biopic e il documentario. “Stories we tell”, dopotutto, non è altro che la memoria di questa giovanissima e promettente regista.

Cresciuta come la più piccola di cinque figli, Sarah Polley nasce nella sua amata Toronto da Diane Elizabeth (nata MacMillian), attrice e casting director che muore di cancro dopo l’undicesimo compleanno della figlia. Tirata su da quello che ha sempre considerato il suo padre biologico, l’attore inglese e poi agente assicurativo Michael Polley, Sarah ha scoperto solamente da adulta di essere in realtà figlia di Harry Gulkin, un uomo con cui sua madre ha avuto una relazione mentre lavoravano assieme sullo stage di un’opera teatrale a Montreal. Gulkin, figlio di immigranti russi, è un produttore del Quebec, che nel 1975 produrrà peraltro (e quasi per ironia della sorte, visto il titolo) il film canadese “Lies my father told me”. Il lavoro della Polley è qui encomiabile: per la sua difficoltà (la stessa regista ha ammesso di aver dovuto tagliare fuori tantissimo materiale extra); per l’amore con il quale saprà condividerlo con gli spettatori (i quali, pur rimanendo coinvolti in una vicenda che non appartiene loro, non sapranno alfine uscire da quel vortice di sentimenti che li abbraccerà generosamente una volta in sala); per il dolore, infine, molto personale eppure in fondo accantonato ed elaborato, ormai del tutto sparito, con cui l’attrice si pone da parte, interrogando i suoi parenti e amici più cari e rivivendo pian piano la scoperta sul proprio passato – stavolta preparata, stavolta certa di voler sapere ogni cosa, ogni dettaglio.

Presentato alla 69° Mostra del Cinema di Venezia nella sezione “Giornate degli autori”, “Stories we tell” è un lavoro brillante, sentimentale e nostalgico sin nel midollo e tuttavia mai scontato, forse proprio perché riesce a trasferire in superficie quella base di totale, irresistibile verità alla quale la stessa Polley è stata sottoposta nella sua vita privata. I suoi protagonisti sono d’altronde persone – alle volte personaggi – veri, credibili e d’impronta originale: personaggi ai quali non potremo fare a meno di affezionarci così tanto da non volerli lasciare, come nel più meraviglioso dei racconti che abbiamo mai sentito.

Voto dell’autore:4.5 / 5

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