Strade di fuoco - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 1 voto/i
3.70/5

Strade di fuoco

RANKING
1001° su 2562 in Generale
17° su 99 in Azione
19841 h 33 min
Trama

Ellen Aim è una cantante capace di furoreggiare sul palco, trascinando la folla nel locale del suo manager Billy Fish. La banda di temibili motociclisti Bombers, capitanati dal losco Raven, la rapiscono durante un suo concerto. Per questo motivo l’ex soldato di ventura Tom Cody torna in città: vuole riprendersi il suo amore, a costo di andare non solo contro tutta la gang di Raven, ma anche contro il buffo manager, interessato a Ellen non solo dal punto di vista artistico.

Metadata
Regista Walter Hill
Titolo originale Streets of Fire
Data di uscita 1 Giugno 1984
Nazione Stati Uniti
Durata 1 h 33 min
Attori
Cast: Michael Paré, Diane Lane, Rick Moranis, Amy Madigan, Willem Dafoe, Bill Paxton, Deborah Van Valkenburgh, Kathy Griffin
Trailer

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Strade di fuoco

La verve di un regista come Walter Hill divampa come un fuoco in questa pellicola del 1984, un progetto al quale Hill mirava da tempo. La voglia di riscoprire cose dimenticate, tipica di tutto il suo cinema, emerge in maniera autentica in “Strade di fuoco”, un cult-movie costato quasi quindici milioni di dollari. Abile e divertita contaminazione di generi definita “favola rock’n’roll”, “Strade di fuoco” saccheggia tanto dalla cultura e dalla moda degli anni ’80 quanto da quella degli anni ’50. Un abile contrasto tra turpe e patinato, tra insegne al neon e atmosfere urbane notturne, fra la violenza e una romantica storia d’amore tra “losers”, con motociclette e giubbini di pelle (che ricordano film quali “Il selvaggio” e “Gioventù bruciata”), automobili anni ’50 che si muovono dentro scenari contemporanei, un montaggio a metà strada tra il fumettistico (anche e soprattutto per la scelta dei costumi) e il ritmo dei videoclip tipico di quegli anni.

Hill, assieme al co-sceneggiatore Larry Gross, se ne frega della rispondenza al vero, sottovalutando la tensione sempre presente in altri suoi importanti film come “Driver” e “I guerrieri della palude silenziosa” (che è forse il suo capolavoro), e dei dialoghi volutamente goffi e stravaganti, per giocare sfrenatamente con i generi: western, noir, azione, film musicale, guerra, commedia, senza stridere. Anzi, le componenti dei vari generi appaiono ben incorporate, stemperate come sono in un concerto di azioni e conseguenze che tipicamente concernono gli eroi giunti da luoghi lontani per riprendersi quanto è stato loro tolto e vendicarsi così di marce azioni compiute da balordi individui. Questo è Tom Cody, figura che richiama quella del primo Mad Max e che ha il volto azzimato e lo sguardo annacquato di Michael Paré, cavaliere dall’aura leggendaria, con tanto di fucile con il quale, invece di sparare ai cavalli delle praterie del Far West, con l’aiuto del soldato donna tutto d’un pezzo Amy McCoy (Amy Madigan), mira dritto e preciso alle motociclette che sfrecciano incuranti di tutto e tutti in una città allo sbando, dove la polizia, come sempre del resto nei film di Walter Hill, dimostra di essere impotente e sprovveduta.

Il West è un richiamo sempre presente anche per la resa dei conti finale, quando Tom si batte con Raven (Willem Dafoe) prima con strumenti rudimentali, poi a mani nude, affrontandolo a pugni. Curiosa pure la scelta del trucco della bella Ellen Aim, interpretata da Diane Lane, che richiama tanto l’aspetto della rocker Joan Jett, tant’è che, nel romantico finale, sull’insegna al neon possiamo leggere Ellen Aim & the Attackers (come Joan Jett & the Blackhearts). La musica di Ry Cooder, che collaborerà con il regista per ben sette film, sottolinea il fatto che la musica degli afroamericani è quella da cui è partito tutto, proprio negli anni ’50, e la omaggia con intromissioni gradite nel gospel e nel rhythm’n’blues. Nulla di nuovo, ma tanto di tante cose del passato in un solo colpo, che vale quanto un battito di ciglia tra i guerrieri della notte e i cavalieri dalle lunghe ombre, sotto il sole cocente di mezza storia del cinema americano.

Voto dell’autore:3.7 / 5

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