Sully - Recensione

Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 3 voto/i
3.97/5

Sully

RANKING
384° su 2102 in Generale
170° su 613 in Drammatico
20161 h 36 min
Trama

Il 15 gennaio del 2009 il volo US Airways 1549 diretto a Charlotte da New York subisce la perdita di entrambi i motori a seguito di uno scontro con alcuni volatili. Il comandante Chesley “Sully” Sullenberger decide di compiere un ammaraggio sul fiume Hudson: nonostante la difficoltà della manovra e della situazione, il comandante e i soccorsi riusciranno a portare in salvo le 155 persone a bordo dell'aereo.

Metadata
Regista Clint Eastwood
Titolo originale Sully
Data di uscita 1 dicembre 2016
Nazione Stati Uniti
Durata 1 h 36 min
Attori
Cast: Tom Hanks, Aaron Eckhart, Laura Linney, Anna Gunn, Autumn Reeser, Holt McCallany, Mike O'Malley, Jamey Sheridan, Jerry Ferrara, Molly Hagan, Max Adler, Sam Huntington, Wayne Bastrup, Valerie Mahaffey, Jeff Kober, Chris Bauer, Katie Couric, Michael Rapaport, Jane Gabbert, Vince Lombardi, Cooper Thornton, Noelle Fink, Lynn Marocola, Doris McCarthy, Purva Bedi, Justin Michael Woods, Christopher Curry, Blake Jones, Grant Roberts, Marc Chouen, Laura Lundy Wheale, Kamron Leal, Laura Lundy Wheale, Graham Sibley, Michael Joseph Donlan, Shaun Rey, Tommy McInnis, Kelly L. Moran, Kyle Julian Graham, Ann Cusack, Patch Darragh
Trailer

Basandosi sul libro autobiografico “Highest duty – My search for what really matters”, scritto da Chesley Sullenberger insieme al giornalista Jeffrey Zaslow, due anni dopo “American sniper” Clint Eastwood torna dietro la macchina da presa con “Sully”, la vera storia dell’ammaraggio dell’US Airways 1549 sul fiume Hudson, avvenuto il 15 gennaio 2009: un episodio in cui tutte le vite coinvolte nell’incidente aereo furono salvate grazie al coraggio del comandante Sullenberger, interpretato da Tom Hanks, alla sua prima collaborazione con Clint Eastwood. Per il trentaseiesimo film della sua carriera da regista, Eastwood sceglie di raccontare la storia del comandante Sullenberger, esperto pilota e principale artefice del cosiddetto “Miracolo sull’Hudson”, alternando la narrazione al presente, con il processo per responsabilità che coinvolge il protagonista e il co-pilota Jeff Skiles (interpretato da Aaron Eechart), e il passato, con la ricostruzione degli eventi dell’incidente e i cruciali attimi dell’ammaraggio.

Con “Sully”, Clint Eastwood realizza un’opera commovente e cristallina, che si muove senza strutture fisse, ma rivelandosi precisissima e fluida a livello di scrittura e di modalità di racconto. L’autore de “Gli spietati” si riconferma dunque nel novero dei grandi maestri del cinema americano contemporaneo: abbandona i difetti delle sue prove precedenti di questi ultimi anni e mette in scena un film di sorprendente e straordinaria umanità, gestito con una grazia, una pulizia e una compostezza registica che toccano vette notevoli. Oltre all’abilità nel dispiegare il dramma biografico e nel trasmettere il senso di tensione nelle sequenze più concitate, “Sully” offre uno sguardo sereno ma deciso sul contrasto tra l’equazione fredda e numerica di un’analisi ossessiva e le scelte, frutto dell’esperienza sul campo, di un uomo posto in una situazione-limite: il risultato è un film incentrato sul sentimento, il “fattore umano” appunto.

Nella sua placida regolarità dal gusto classico, “Sully” parla di umanità senza mai citarla esplicitamente e descrive la scelta, la decisione coraggiosa, finanche l’errore e la paura, restando profondamente attaccato alla materia umana. In virtù di questo approccio, “Sully” si propone come una pellicola speculare rispetto a un’opera come “Il ponte delle spie” di Steven Spielberg, un altro film sull’importanza di riconoscere il valore dell’essere umano: due titoli entrambi scevri di qualunque forma di retorica e accomunati dalla rassicurante presenza di un sempre più gigantesco Tom Hanks, qui alle prese con un’egregia prova in sottrazione. E alla fine della visione, di “Sully” resta l’impressione di un film costituito dall’intento di celebrazione del protagonista ma anche da un’intima semplicità; un film in cui Clint Eastwood esplora il contrasto tra la scelta di guardare alle cose con la complessità della ragione umana e quella di non vederle affatto.

Voto dell’autore:4.0 / 5

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