The Artist - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 10 voto/i
4.35/5

The Artist

RANKING
70° su 2562 in Generale
4° su 241 in Sentimentale
20111 h 40 min
Trama

Hollywood, 1927. George Valentin, carismatico protagonista di numerosi film romantici e d’avventura, è una delle più popolari stelle del cinema. Una sera, in occasione dell’anteprima della sua nuova pellicola, George viene fotografato per caso accanto ad una giovane fan, Peppy Miller. Il giorno seguente, la ragazza si reca presso gli studi cinematografici e viene scritturata come comparsa in un film.

Metadata
Titolo originale The Artist
Data di uscita 7 Dicembre 2011
Nazione FranciaBelgio
Durata 1 h 40 min
Attori
Cast: Jean Dujardin, Bérénice Bejo, John Goodman, James Cromwell, Penelope Ann Miller, Missi Pyle, Beth Grant, Ed Lauter, Joel Murray, Bitsie Tulloch, Ken Davitian, Malcolm McDowell, Basil Hoffman, Bill Fagerbakke, Nina Siemaszko, Stephen Mendillo, Dash Pomerantz, Beau Nelson, Alex Holliday, Wiley M. Pickett, Ben Kurland, Katie Nisa, Katie Wallack, Hal Landon Jr., Uggie, Sarah Karges, Sarah Scott, Ezra Buzzington, Stuart Pankin, Andy Milder, Bob Glouberman, David Allen Cluck, Annie O'Donnell, Patrick Mapel, Matthew Albrecht, Harvey J. Alperin, Lily Knight, Clement Blake, Adria Tennor, Cletus Young, J. Mark Donaldson, Brian J. Williams, Jen Lilley, Brian Chenoweth, Tim DeZarn, Robert Amico, Bill Blair, Amanda Chism, Vincent De Paul, Calvin Dean, Mohamed Dione, Jennifer Ingrum, Sergio Kato, Kevin Ketcham, Carmen Kirby, Michael Laren, Sonya Macari, Josh Margulies, Rene Napoli, Frank Scozzari, Jewel Shepard, John H. Tobin, Josh Woodle
Trailer
The Artist

Nell’epoca dell’alta definizione, della computer grafica e del 3D, può capitare che a conquistare il pubblico sia un film francese, muto e in bianco e nero, sulla falsariga dei vecchi classici degli Anni ’20. È questa la sfida, quanto mai azzardata, proposta dal regista e sceneggiatore Michel Hazanavicius, che in “The Artist” rende omaggio ad un universo ormai lontano, ma tuttavia sempre vivo nella memoria e nell’iconografia del cinema. Accolto dall’entusiasmo della critica al Festival di Cannes 2011 e ricompensato con cinque premi Oscar (miglior film, regia, attore, colonna sonora e costumi), tre Golden Globe e sei premi César, “The Artist” non è una rilettura postmoderna dei film del passato, ma ripropone con un rispetto quasi filologico i codici e le convenzioni delle pellicole girate ai tempi del muto, inclusi i cartelli con le didascalie che integrano le sequenze di dialogo.

Fotografato in un raffinatissimo bianco e nero ad opera di Guillaume Schiffman e accompagnato dalla splendida colonna sonora di Ludovic Bource (che utilizza una sola canzone, lo standard “Pennies from heaven”, resa famosa da Bing Crosby), “The Artist” è ambientato nella capitale del cinema in un’epoca in cui, sulle colline di Los Angeles, campeggiava ancora la scritta “Hollywoodland”. La storia riprende elementi già presenti in vari film di culto: il traumatico passaggio dal muto al sonoro (come in “Cantando sotto la pioggia”); i crudeli meccanismi dello show-business, che innalzano i propri idoli per poi sprofondarli nell’oblio (come in “Viale del tramonto”); l’amore fra un divo ormai prossimo al declino ed una star in ascesa (come in “È nata una stella”). In questo caso il divo è George Valentin, un tipico personaggio alla Douglas Fairbanks (baffetti inclusi), affascinante e vanesio, mentre la giovane starlette che gli fa battere il cuore è la graziosa Peppy Miller; una coppia di protagonisti interpretati dai due attori di fiducia di Hazanavicius, Jean Dujardin e Bérénice Bejo (quest’ultima moglie del regista).

Giocando con gli elementi canonici dell’immaginario hollywoodiano, Michel Hazanavicius confeziona un melodramma che alterna sequenze di impagabile comicità con momenti di grande pathos, riuscendo a raccontare al contempo la fine di un mondo e l’impatto traumatico della modernità. Non a caso “The Artist” si apre con un “film nel film” in cui George dichiara “Non voglio parlare!”, mentre il tema della parola opposta al silenzio ritorna come leit-motiv dell’intera narrazione. Nel corso della pellicola Hazanavicius si concede un unico strappo alla regola, con una sequenza sonora (sonora, attenzione, ma non parlata!) che risulta il frutto degli incubi di George, terrorizzato dall’avvento di un nuovo modo di fare cinema nel quale egli non è in grado di integrarsi e di trovare il proprio posto; una paura che verrà superata soltanto nel finale, grazie al ritmo trascinante di uno scatenato tip-tap, suggellato da una battuta emblematica (lo “stop!” del regista). Accanto ad uno strepitoso Jean Dujardin, che ha ricevuto il premio Oscar, il Golden Globe ed il trofeo come miglior attore al Festival di Cannes, e alla deliziosa Bérénice Bejo, premiata con il César come miglior attrice, nel cast compaiono John Goodman, James Cromwell, Penelope Ann Miller e, in un piccolo cameo, anche Malcolm McDowell. Senza dimenticare, ovviamente, la vera star del film: il simpaticissimo Uggie, un attore a quattro zampe che in più di un’occasione ruba la scena agli altri personaggi.

Voto dell’autore:4.5 / 5

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