Il profondo mare azzurro - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 2 voto/i
3.45/5

Il profondo mare azzurro

RANKING
1565° su 2562 in Generale
157° su 241 in Sentimentale
20111 h 38 min
Trama

Hester, la bella moglie del giudice della Corte Suprema Sir William Collyer, vive un’esistenza privilegiata nella Londra degli anni ’50. Ma quando si innamora perdutamente del giovane ex pilota della RAF Freddie Page, decide di andare a vivere con lui e viene subito travolta dalla dura critica moralista della società londinese dell’epoca.

Metadata
Regista Terence Davies
Titolo originale The Deep Blue Sea
Data di uscita 24 Agosto 2019
Nazione Gran BretagnaU.S.A.
Durata 1 h 38 min
Attori
Cast: Rachel Weisz, Tom Hiddleston, Simon Russell Beale, Harry Hadden-Paton, Ann Mitchell, Jolyon Coy, Karl Johnson, Sarah Kants, Oliver Ford Davies, Barbara Jefford, Mark Tandy, Stuart McLoughlin, Nicolas Amer
Trailer

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Il profondo mare azzurro

Il ritorno alla regia di Terence Davis è un film morbido. Morbido stilisticamente, nervoso dal di dentro, e all’interno di personaggi in conflitto con l’idea dell’amore. Rapporti morbosi, dove la gelosia entra devastando la quiete. Adattato dalla pièce di Terence Rattigan, “The deep blue sea”, ambientato agli inizi degli anni ’50, conserva il fascino e la chiusura ad ampolla dell’origine teatrale, dove all’interno si respira la prigioniera condizione di abbandono da parte di due uomini e una donna. La donna, Hester Collyer (Rachel Weisz, sempre più affascinante), regge i fili al giudice William Collyer (Simon Russell Beale), l’uomo più maturo che ha sposato, per poi innamorarsi di un giovane ex combattente di guerra, Freddie Page (Tom Hiddleston).

“The deep blue sea” è un film malinconico, come tutto il cinema di Terence Davies; basta notare quante canzoni piombino nel mezzo delle storie dei suoi film, generando un’assuefazione per le belle melodie, tale da rivelare sempre qualcosa di nuovo (vedere ad esempio “Voci lontane… sempre presenti”). Questo secondo adattamento da “The deep blue sea” (dopo quello del 1955 di Anatole Litvak, “Profondo come il mare”) ha il sapore retrò del film d’epoca ben confezionato, non troppo manierato, ma un po’ scontato a livello narrativo.

A convincere è soprattutto la progressione drammatica di questi uomini e di questa donna, che nell’amore sofferto o gioioso sono sempre soli, contro il buio dei ricordi più cupi, e all’interno di un passato abbattuto come una casa all’angolo. Esseri umani messi all’angolo dall’amore morboso: ecco, il film di Davies è sostanzialmente questo. E mentre essi sono all’angolo, nessuno tenta di spostarli al centro dell’attenzione. Restano lì, sullo sfondo, in attesa di tempi migliori.

Voto dell’autore:3.4 / 5

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