The hateful eight - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 2 voto/i
4.00/5

The hateful eight

RANKING
327° su 2562 in Generale
6° su 17 in Western
20153 h 07 min
Trama

Il Maggiore Marquis Warren, un cacciatore di taglie impegnato a trasportare tre cadaveri alla città di Red Rock, ottiene un passaggio nella diligenza su cui viaggiano il suo sospettoso collega John Ruth e la sua nuova prigioniera, Daisy Domergue. Poco più tardi Warren e Ruth si imbattono in un uomo disperso nella neve, Chris Mannix, che dichiara di essere il nuovo Sceriffo di Red Rock, e anche lui sale a bordo della diligenza…

Metadata
Titolo originale The Hateful Eight
Data di uscita 4 Febbraio 2016
Nazione Stati Uniti
Durata 3 h 07 min
Attori
Cast: Samuel L. Jackson, Kurt Russell, Walton Goggins, Jennifer Jason Leigh, Tim Roth, Michael Madsen, Bruce Dern, Demián Bichir, Zoë Bell, Dana Gourrier, James Parks, Craig Stark, Belinda Owino, Bruce Del Castillo, Keith Jefferson, Lee Horsley, Gene Jones, Channing Tatum
Trailer
The hateful eight

Dopo la fantasiosa rivisitazione postmoderna della Seconda Guerra Mondiale di “Bastardi senza gloria” (2009) e il sanguinoso affresco dello schiavismo nell’America alla vigilia della Guerra Civile di “Django unchained” (2012), Quentin Tarantino torna a fare i conti con la Storia: con i suoi traumi irrisolti, le sue pulsanti contraddizioni e i suoi orrori sempre pronti a riemergere e ad esplodere con effetto deflagrante. Ottavo lungometraggio firmato dal regista e sceneggiatore del Tennessee, “The hateful eight” prosegue inoltre nel solco della celebrazione tarantiniana del cinema del passato: a partire dalla scelta di girare in formato 70 millimetri, con tanto di overture e di intervallo a scandire le tre ore complessive di durata, e con il contributo di una sontuosa colonna sonora originale composta da un maestro quale Ennio Morricone, già autore delle indimenticabili musiche dei classici di Sergio Leone.

Ma in “The hateful eight” il recupero di ambientazioni, suggestioni e stilemi del western non costituisce un semplice omaggio a un genere cristallizzato in un immaginario ormai mitico e ancestrale: Tarantino, fedele al proprio spirito di contaminazione di influenze e di modelli differenti, sfrutta i paesaggi innevati del Colorado e del Wyoming, magnificamente fotografati da Robert Richardson, come fondale di un’opera in cui il western si tramuta all’improvviso in un kammerspiel (quasi tutto il racconto si svolge all’interno di un rifugio di montagna, l’Emporio di Minnie), assumendo però via via anche ulteriori sfumature: prima quelle del “murder mystery”, con echi dei “Dieci piccoli indiani” di Agatha Christie, e poi quelle dell’horror granguignolesco, con la preannunciata, inevitabile mattanza conclusiva. Una mattanza in cui tuttavia la morte e le mutilazioni non sono più subilmati in uno spettacolo delirante e camp, come nella tradizione tarantiniana, ma sono connotati da un iperrealismo addirittura ripugnante.

Perché rispetto ai precedenti capitoli della filmografia di Tarantino, in “The hateful eight” sembra ancora più accentuato il senso di disillusione nei confronti della società e della cultura americane, attraversate da un odio strisciante (sudisti contro nordisti, bianchi contro neri) e da una violenza endemica che neppure la fine della Guerra di Secessione è stata in grado di cancellare o di arginare. E allora, in un contesto in cui tutti i valori sono incrinati o ribaltati nei rispettivi opposti, a questi “abominevoli otto” non resta che tuffarsi in un nichilistico “gioco al massacro”, consapevoli che per raggiungere l’unico spiraglio di sopravvivenza è necessario immergersi in un oceano di sangue. A qualche problema di ritmo, a tratti discontinuo, sopperisce una formidabile squadra di interpreti, fra cui spiccano il “Boia” di Kurt Russell, uno storico volto tarantiniano come Samuel L. Jackson e soprattutto la “rediviva” Jennifer Jason Leigh, candidata all’Oscar per il ruolo di Daisy Domergue, ghignante “villainess” in manette.

Voto dell’autore:4.0 / 5

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