The help - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 5 voto/i
4.22/5

The Help

RANKING
153° su 2562 in Generale
70° su 732 in Drammatico
20112 h 17 min
Trama

Jackson, Mississippi, primi Anni ’60. Eugenia Phelan, detta Skeeter, è appena tornata a casa dopo aver terminato gli studi universitari, e trova un impiego presso il giornale locale come autrice di una rubrica di economia domestica. Ma una volta in città, la ragazza si rende conto con i propri occhi del trattamento a cui sono sottoposte le numerose domestiche afro-americane che lavorano nelle case dei bianchi…

Metadata
Regista Tate Taylor
Titolo originale The Help
Data di uscita 20 Gennaio 2012
Durata 2 h 17 min
Trailer
The help

“Il cambiamento comincia con un sussurro”: è questo il motto del film “The help”, trasposizione cinematografica del romanzo di Kathryn Stockett “L’aiuto”, sceneggiato e diretto da Tate Taylor, amico d’infanzia dell’autrice e qui alla sua seconda prova da regista. Ambientato a Jackson, capitale del Mississippi, all’inizio degli Anni ’60, nel periodo della Presidenza di John F. Kennedy, dell’attivismo di Martin Luther King e delle prime campagne per i diritti dei neri, “The help” affronta la questione sempre attuale del razzismo, denunciando le discriminazioni e i soprusi perpetrati per decenni nei confronti degli afro-americani in nome del principio segregazionista “separate but equal”. A scagliarsi contro questo sistema spietato ed ipocrita è una giovane neo-laureata ed aspirante giornalista, Eugenia Phelan (Emma Stone), soprannominata Skeeter, che deciderà di raccogliere le confessioni delle domestiche nere di Jackson per far conoscere all’America il loro punto di vista.

Il film di Tate Taylor è costruito dunque attorno alle esistenze intrecciate delle donne della città di Jackson: le bianche, madri di famiglia piegate alle convenzioni e alle divisioni sociali del Mississippi, regno del Ku Klux Klan e del “razzismo legalizzato”; e le nere, umili domestiche impegnate a crescere i figli delle rispettive padrone e sottoposte loro malgrado ad angherie e umiliazioni. “The help” riesce a descrivere efficacemente questa atmosfera di profonda disuguaglianza adottando la prospettiva progressista di Skeeter, che sceglie di schierarsi dalla parte delle donne afro-americane e di diventare la voce che possa raccontare la loro storia, fino a rompere il muro di omertà e di soprusi attraverso la pubblicazione di un libro “esplosivo” intitolato, appunto, “The help”. Ad aiutare Skeeter in questa missione, mettendo in gioco se stesse e le proprie esistenze, saranno innanzitutto due coraggiose cameriere: Aibileen Clark (Viola Davis), tata amorevole oppressa dal dolore per la morte del figlio, e Minny Jackson (Octavia Spencer), volitiva cameriera cacciata dalla sua precedente padrona, Hilly Holbrook (Bryce Dallas Howard), per aver utilizzato il suo stesso bagno.

Ma nell’arco di due ore e mezza, il film dispiega di fronte allo spettatore un’ampia galleria di situazioni e di personaggi, riuscendo a dedicare a ciascuno il giusto spazio: ad esempio l’amicizia fra Milly e Celia Foote (Jessica Chastain), esuberante quanto imbranata neo-sposa, emarginata dalla comunità di Jackson a causa della feroce antipatia provata da Hilly nei suoi confronti; o il contrastato rapporto fra Skeeter e la madre Charlotte (Allison Janney), accusata dalla figlia di aver licenziato la loro vecchia domestica, Constantine Bates (Cicely Tyson). Tutte le tematiche e gli intrecci presenti all’interno della storia vengono sviluppati da Tate Taylor con ammirevole equilibrio narrativo, e con una straordinaria capacità di coinvolgere e commuovere senza scivolare nella retorica o ricorrere alle armi del patetismo. Non c’è da stupirsi, pertanto, che l’ottima miscela fra dramma, impegno e ironia abbia conquistato il pubblico americano, trasformando “The help” in uno dei più clamorosi successi del 2011. In un cast assortito a meraviglia, in cui compaiono anche Sissy Spacek e Mary Steenburgen, a brillare per le loro eccellenti interpretazioni sono soprattutto l’intensa Viola Davis, candidata all’Oscar come miglior attrice, e la strepitosa Octavia Spencer, premiata con l’Oscar come miglior attrice non protagonista. La colonna sonora, con musiche composte da Thomas Newman, include alcuni brani d’epoca (Bob Dylan, Ray Charles, Johnny Cash, i Four Seasons) e la canzone di Mary J. Blige “The living proof”.

Voto dell’autore:4.2 / 5

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