The motel life - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 3 voto/i
3.80/5

The Motel Life

RANKING
728° su 2562 in Generale
296° su 732 in Drammatico
20121 h 35 min
Trama

L’errare tra un motel e l’altro è la vita che spetta ai fratelli Flannigan, orfani sin da piccoli e sempre nei guai. Ma il guaio più grande giunge inaspettato: Jerry Lee, dopo un litigio con la propria compagna, esce con la macchina nel mezzo di una bufera di neve ed investe un bambino in bicicletta. Jerry entra nel panico, tenta il suicidio e finisce in ospedale con ancora meno di mezza gamba al servizio del proprio corpo, e quando confessa la tragedia a Frank cercano di trovare una soluzione dandosi alla fuga. Frank rimedia del denaro, compra una nuova macchina, ruba un cane, desiderato fin dalla loro infanzia, e si mette in viaggio con Jerry verso altri motel per andare incontro ad una nuova vita, verso l’ideale di una realtà fittizia raccontata come una favola nera.

Metadata
Titolo originale The Motel Life
Data di uscita 16 Novembre 2012
Nazione U.S.A.
Durata 1 h 35 min
Attori
Cast: Emile Hirsch, Stephen Dorff, Dakota Fanning, Kris Kristofferson, Joshua Leonard, Noah Harpster, Garrett Backstrom, Andrew Lee, Nancy Youngblut, Jenica Bergere, Oren Skoog, Hayes MacArthur, Scott MacArthur
Trailer

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The motel life

I fratelli Alan e Gabe Polsky esordiscono al cinema con “The motel life”, con una sceneggiatura adattata e co-scritta per il grande schermo dallo stesso autore del romanzo da cui è tratta, Willy Vlautin. I due registi prendono tra le mani una storia semplicissima, la producono, e ci costruiscono un perfetto esordio che può fungere da esempio per tutti i giovani registi, americani e non, che si affacciano all’universo delle produzioni indipendenti (su tutti vedere l’esempio del Sundance). La semplice ma intensa storia di due fratelli, come lo sono gli stessi registi del film, due anime sole nel mondo, ha dalla sua una convincente costruzione di due toccanti personaggi e delle ottime riflessioni filosofiche sulla vita, la morte, l’abbandono e l’amore.

Queste ultime sono sorrette da incoraggianti dialoghi e da aperture gioiosamente creative che donano un ritmo insolito ad un film asciutto, essenziale e lineare, e che hanno attinenza proprio con gli innumerevoli inserti di animazione corrispondenti ai racconti estremamente fantasiosi di Frank a Jerry, per non fargli andare sempre la testa lì, a quel tragico e sfortunato incidente. Jerry, fra le altre sfortune, è privo di una gamba (si comprende benissimo che il loro rapporto col padre non fu dei più semplici dopo la morte della madre), e la sua condizione non può che peggiorare dopo il tentativo di suicidio; ma la bravura di chi ha scritto la sceneggiatura e di chi ha diretto il film è quella di non rendere troppo pesante la materia trattata e di regalare un finale aperto proprio sul limitare del dramma al suo atto conclusivo. Ciò non può evitare quello che dovrà accadere, ma lo si vede più che altro negli occhi di chi vi assiste impotentemente. Ci si sente parte della famiglia Flannigan, poiché non si può fare a meno di assecondarne il dolore.

Un dolore e una disperazione espressi finemente dai due attori protagonisti, Stephen Dorff ed Emile Hirsch, giovani, belli e già maturi. Si rivede anche Dakota Fanning nel ruolo della ragazza di Frank, ma minore è il suo contributo in termini qualitativi ed espressivi. “The motel life” tocca in maniera autentica tutti i nostri punti più deboli, quelli legati alla nostra sfera affettiva, e lo fa, inaspettatamente, senza svilirci più di tanto. Riesce nell’intento persino con della ritemprante ironia, poiché chi scrive e dirige prende la vita come una illogica ballata dagli alti e bassi, dove i bassi possono assumere talvolta stravaganti forme di alti istanti, negli istinti, di tenera convivenza.

Voto dell’autore:3.8 / 5

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