The paperboy - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 2 voto/i
3.10/5

The Paperboy

RANKING
1930° su 2562 in Generale
99° su 153 in Thriller
20121 h 47 min
Trama

Florida, 1969. Il giornalista Ward Jansen torna a Moat County insieme al collega Yardley Acheman per condurre un’inchiesta sull’omicidio dello sceriffo Thurmond Call, per il quale è stato condannato uno sbandato di nome Hillary Van Wetter. In città sopraggiunge anche una donna, Charlotte Bless, che intrattiene una corrispondenza amorosa con Hillary e vuole aiutare i due reporter a provare la sua innocenza.

Metadata
Regista Lee Daniels
Titolo originale The Paperboy
Data di uscita 9 Dicembre 2019
Nazione U.S.A.
Durata 1 h 47 min
Attori
Cast: Zac Efron, Matthew McConaughey, Nicole Kidman, John Cusack, David Oyelowo, Macy Gray, Scott Glenn, Nealla Gordon, Ned Bellamy, Gary Clarke, Nikolette Noel
Trailer

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The paperboy

Il pulp, un genere che ha conosciuto una rinnovata fortuna con l’avvento del cinema e della letteratura postmoderni, è una materia narrativa assai difficile da gestire, costretta ad un delicatissimo equilibrio fra opera d’arte, puro divertissement e degenerazioni camp. È la sfida superata con successo da Quentin Tarantino (che ne ha fatto il proprio marchio di fabbrica), e alla quale si è trovato di fronte anche il regista e sceneggiatore Lee Daniels, autore del pluripremiato “Precious”, con il suo terzo lungometraggio cinematografico, “The paperboy”. Una scommessa non priva di rischi, già a partire dagli argomenti trattati, tramutatasi in un fiasco clamoroso: accolto da sonore stroncature al Festival di Cannes 2012, “The paperboy” si è rivelato un cocente flop, nonostante la presenza nel cast di nomi di richiamo come Nicole Kidman, Matthew McConaughey e l’ex-idolo di Disney Channel Zac Efron.

Alla base del film di Daniels vi è il romanzo “Un affare di famiglia” di Pete Dexter, che ha curato anche la sceneggiatura della pellicola: un libro dai contenuti decisamente forti, che aveva già attirato l’attenzione di Pedro Almodóvar (il quale aveva cullato per anni l’idea di portarlo sullo schermo), in cui l’elemento dell’inchiesta giornalistica si intreccia con un coacervo di pulsioni sfibranti e (auto)distruttive. Lo scenario della vicenda è la Florida del 1969, in uno squallido sobborgo di provincia caratterizzato da una losca ambiguità nell’amministrazione della giustizia e da uno strisciante sentimento razzista, non ancora estirpato dalla mentalità medio-borghese. Nella torrida cornice estiva di questa cittadina del profondo Sud si sviluppano le indagini condotte dal reporter Ward Jansen (Matthew McConaughey) e da suo fratello minore Jack (Zac Efron), il “paperboy” (ovvero il ragazzo che vende i giornali) del titolo: un aitante ventenne, non ancora scafato, che resterà avviluppato nel torbido fascino della provocante Charlotte Bless, atipica femme-fatale impersonata da un’inedita Nicole Kidman in versione vamp.

Il plot giallo, ovvero l’inchiesta sull’omicidio dello sceriffo e sulla presunta innocenza del condannato a morte Hillary Van Wetter (John Cusack), funge per Lee Daniels da veicolo per esplorare il lato oscuro dei diversi personaggi, con un sottile compiacimento nel sottolinearne la progressiva degradazione e la perdita dei freni inibitori. I poli attorno ai quali gravitano i destini dei protagonisti sono ovviamente il sesso e la violenza, secondo i vecchi canoni dell’hard-boiled: non a caso buona parte del film è costruita attorno alle fantasie erotiche di Jack, disperatamente attratto da Charlotte – e in questo ventenne alla ricerca di una figura materna e travolto dalla passione per una donna più matura è inevitabile riscontrare un gigantesco Edipo irrisolto, tanto per rimanere in termini di psicologia spicciola. Mentre, negli altri casi, la sessualità è sempre declinata in chiave sado-masochista o di sconcertante brutalità (d’altra parte, già in “Precious” si intuiva che Daniels non amasse le mezze misure).

Dove il film non funziona, tuttavia, è proprio nell’amalgama dei diversi generi: dal prologo in chiave prettamente noir, con la voce narrante della cameriera afroamericana Anita (la cantante Macy Gray) che scandisce in analessi le tappe di un fato ineluttabile, al poliziesco dai risvolti sociali, dal melodramma “bollente” alla Tennessee Williams al thriller dalle sfumature grottesche, “The paperboy” non riesce mai a trovare una propria coerenza narrativa, perdendosi fra le pieghe di una trama che si incarta su se stessa e che stenta a convincere pienamente. E perfino quelle suggestioni erotiche che dovrebbero costituire il perno emotivo della storia si riducono a un blando desiderio di trasgressione che sconfina più volte nel ridicolo involontario: dalla sequenza della visita in carcere, durante la quale Charlotte si masturba di fronte a quattro uomini, alla chiacchieratissima scena in cui la Kidman urina – letteralmente – addosso al malcapitato Zac Efron (che recita in mutande per quasi tutto il film), già pronta per essere consegnata agli annali del trash cinematografico.

Voto dell’autore:3.3 / 5

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