The stag - Se sopravvivo mi sposo - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato passabile
sulla base di 1 voto/i
2.80/5

The Stag - Se sopravvivo mi sposo

RANKING
2187° su 2562 in Generale
363° su 453 in Commedia
20131 h 34 min
Trama

Il racconto di un addio al celibato dai risvolti imprevedibili. Il protagonista Fionnán, insieme agli amici di sempre, si prepara a un rilassante fine settimana nella natura irlandese; ma non ha previsto la presenza del fratello della sua futura moglie Ruth, Richard, detto “the Machine”, che trasformerà il loro week-end in un’avventura travolgente e indimenticabile.

Metadata
Regista John Butler
Titolo originale The Stag
Data di uscita 28 Agosto 2014
Nazione Irlanda
Durata 1 h 34 min
Attori
Cast: Andrew Scott, Hugh O'Conor, Peter McDonald, Brian Gleeson, Michael Legge, Andrew Bennett, Amy Huberman, Marcella Plunkett, Justine Mitchell, Amy De Bhrún, Amy Stephenson
Trailer
The stag - Se sopravvivo mi sposo

“The stag – Se sopravvivo mi sposo”, campione d’incassi in Irlanda (suo paese di produzione), scritto e diretto dall’esordiente John Butler, è il classico film appartenente al filone cinematografico “addio al celibato” di cui “Una notte da leoni”, prodotto e diretto da Todd Phillips, è stato il massimo esponente di inizio millennio. Ma il film di Butler è semplicemente una riproposizione in chiave irlandese del film di Phillips o rappresenta qualcos’altro? Iniziamo con l’osservare che ad un primo sguardo la pellicola in questione rispetta per filo e per segno i criteri narrativi del suo genere d’appartenenza, caratterizzato da imprevisti durante la festa, la presenza del pazzo schizonefrico che getta scompiglio nel gruppo, nonché l’uso di droga, perlopiù allucinogeni assunti in forma involontaria ed inconsapevole.

Ambientato nelle verdi colline e nei fitti boschi irlandesi, “The stag” decide sin dal suo incipit di seguire la normale routine che impone il format di riferimento, attraverso una comicità fatta di piccole gag politicamente scorrette e nonsense che seguono una linea decisamente più soft rispetto alla sua controparte hollywoodiana, di maggior appeal per il pubblico generalista. La principale debolezza del film di Butler, oltre al confronto sfavorevole con “Una notte da leoni”, consiste nella mancanza di originalità e nell’incapacità di provare a reinventare un genere sempre più a corto di idee. Interessante il tentativo (abbastanza riuscito) di celebrare l’amicizia e lo spirito irlandese, ma oltre a questo in “The stag” c’è ben poco degno di nota. La colonna sonora, composta da Stephen Rennicks, è innestata su musiche celtiche tradizionali, per concludersi infine con un celebre brano degli U2, “One love”.

Alcuni dialoghi ben scritti e ben interpretati da un cast di attori di matrice teatrale e televisiva, Andrew Scott, Hugh O’Conor, Peter McDonald (che ha curato assieme a Butler la sceneggiatura) e Brian Gleeson, rendono la visione abbastanza piacevole. “The stag – Se sopravvivo mi sposo” è un film che nel complesso si attesta su un livello di sufficienza generale sotto quasi tutti i punti di vista, ma che riesce a spiccare il volo solamente in alcuni frangenti, principalmente grazie ad un bravissimo Peter McDonald, unico mattatore sulla scena, in grado di dettare i tempi comici a tutti gli altri interpreti. Consigliabile la visione in lingua originale, in modo da poter assaporare in più di un’occasione la tipica verve British, contraddistinta in questo caso da un curioso slang irlandese. Per concludere, “The stag” è un prodotto convenzionale che colpisce soprattutto per il fascino tutto particolare dei paesaggi e delle musiche.

Voto dell’autore:2.8 / 5

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