This must be the place - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 6 voto/i
3.83/5

This Must Be the Place

RANKING
718° su 2562 in Generale
294° su 732 in Drammatico
20111 h 58 min
Trama

Cheyenne è una rock-star di mezza età che si è ritirata dalla scene da vent’anni e vive in una maestosa villa nei pressi di Dublino insieme alla moglie Jane. L’uomo trascorre molto tempo insieme a Mary, una sua giovane fan segnata da una tragedia familiare. La notizia della malattia di suo padre, che si trova sul letto di morte a New York, spinge Cheyenne a mettersi in viaggio per gli Stati Uniti.

Metadata
Titolo originale This Must Be the Place
Data di uscita 14 Ottobre 2011
Nazione ItaliaFranciaIrlanda
Durata 1 h 58 min
Attori
Cast: Sean Penn, Frances McDormand, Judd Hirsch, Eve Hewson, Kerry Condon, Harry Dean Stanton, Joyce Van Patten, David Byrne, Olwen Fouéré, Shea Whigham
Trailer
This must be the place

Dopo il successo riscosso nel 2008 con “Il divo”, applaudito e premiato in tutto il mondo, il regista napoletano Paolo Sorrentino torna sulla scena con un progetto altrettanto ambizioso: un film ad alto budget girato in lingua inglese, fra l’Irlanda e gli Stati Uniti, con un cast internazionale che vede schierato in prima fila un divo del calibro di Sean Penn. In “This must be the place” (il titolo è ripreso dall’omonima canzone dei Talking Heads), presentato al Festival di Cannes 2011, il versatile attore americano si cala in uno dei ruoli più bizzarri della sua carriera: quello di Cheyenne, una rock-star cinquantenne che ha appeso la chitarra al chiodo rinchiudendosi in un volontario pre-pensionamento, tormentata dai sensi di colpa per la morte di due giovani fan. La scomparsa dell’anziano padre, con il quale non aveva più contatti da circa trent’anni, spingerà Cheyenne ad intraprendere un viaggio on-the-road attraverso gli Stati Uniti, dove vivrà una serie di incontri con vari personaggi.

Sepolto sotto una gigantesca parrucca corvina, con una maschera di trucco e fondotinta sul volto e una buona dose di rossetto sulle labbra, lo Cheyenne di Sean Penn si muove su uno scenario di quotidiano grigiore, come un divo del glam-rock che, anche dopo la fine del suo ultimo show, sia rimasto indissolubilmente legato alla propria immagine pubblica. Con i suoi movimenti rallentati, quasi da automa, e una voce strascicata e in falsetto che ricorda quella di Truman Capote, Cheyenne ci appare come un uomo di mezza età che abbia conservato lo sguardo e l’animo di un bambino. Afflitto da un perenne senso di noia che rasenta la depressione, tormentato da rimorsi che non riesce a superare, Cheyenne vive in una condizione di solitudine e di profonda inadeguatezza, nonostante il solido affetto della moglie Jane (una sopraffina Frances McDormand), vigilessa del fuoco dal carattere solare e pragmatico, speculare a quello del marito.

Con la sua miscela di infantilità, innocenza e malinconia, il “clown triste” Cheyenne sarà protagonista di una serie di incontri che, da uno stato all’altro dell’America, lo porteranno a confrontarsi con una varietà di personaggi e di situazioni sempre differenti, sulle orme di un anziano criminale nazista al quale il suo defunto padre aveva invano dato la caccia per lunghissimo tempo. Il tema dell’Olocausto, tuttavia, è soltanto uno degli elementi toccati da questo film anomalo e frammentario, che presenta in maniera evidente l’impronta di Sorrentino tanto nello stile registico, quanto nella narrazione, pur senza possedere la magnifica complessità di un’opera come “Il divo”. “This must be the place” resta in definitiva un soggetto difficilmente catalogabile, che mescola dramma e ironia all’interno di una struttura episodica affascinante ma non sempre convincente. La colonna sonora è firmata da David Byrne, leader dei Talking Heads, che compare nel film nel ruolo di se stesso e si esibisce in una performance musicale.

Voto dell’autore:3.5 / 5

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