Train de vie - Un treno per vivere - Recensione


Voto staff filmedvd

Film considerato da vedere
sulla base di 3 voto/i
4.10/5

Train de vie - Un treno per vivere

RANKING
239° su 2562 in Generale
29° su 453 in Commedia
19981 h 43 min
Trama

Shlomo, il pazzo del villaggio, avvisa i suoi compaesani che nei villaggi vicini gli ebrei stanno venendo deportati dai militari nazisti. Si riunisce così il consiglio degli anziani che, grazie ad un'idea di Shlomo, decide di organizzare un finto treno di deportazione che accompagni tutto lo shtetl in Palestina passando per l'Unione Sovietica. Ci si divide i compiti tra le parti dei militari nazisti, dei deportati e del macchinista, grazie anche al lavoro di falegnami, sarti e a Schmecht, insegnante ebreo di tedesco accorso per istruire i finti soldati nazisti.

Metadata
Regista Radu Mihaileanu
Titolo originale Train de vie
Data di uscita 17 Giugno 2019
Nazione FranciaBelgioOlandaIsraeleRomania
Durata 1 h 43 min
Attori
Cast: Lionel Abelanski, Rufus, Clément Harari, Agathe de La Fontaine, Michel Muller, Johan Leysen, Bruno Abraham-Kremer, Gad Elmaleh, Marie-José Nat
Trailer

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Train de vie - Un treno per vivere

“Ridere è un altro modo di piangere”. Così il regista di “Train de vie – Un treno per vivere”, Radu Mih?ileanu, rumeno di origine ebraica, rispondeva a chi gli domandava come si potesse riuscire a sorridere raccontando una vicenda su una tragedia inumana come l’Olocausto. In effetti tra il riso ed il pianto il confine può essere sottilissimo, e spesso la comicità nasce proprio tra le righe delle piccole e grandi tragedie. Ecco così che dall’orrore della Shoah può nascere una sorprendente favola che tocca il cuore dello spettatore al pari dei tanti film drammatici sull’argomento, arrivando però a raggiungere vette di umanità quasi inedite, anche perché l’uomo per sua natura è essere tragicomico.

Il regista ha un garbo davvero lodevole nella messa in scena di questo piccolo villaggio che prova a fuggire dalla persecuzione nazista. Tale merito deriva da una attenzione davvero particolare per ogni personaggio, dall’insicuro rabbino del villaggio al neofita comunista ferito da un amore non corrisposto, passando per il folle innamorato Shlomo, accompagnata da una profonda conoscenza della cultura Yiddish e da un’ironia che non risparmia nessuno ma che non travalica mai il buon gusto. Ma oltre al tono della narrazione, che vira spietatamente nell’amarissimo epilogo, sono da apprezzare anche alcune fantastiche trovate narrative, come i partigiani confusi dalla preghiera comune di ebrei e nazisti o l’incontro / scontro tra i due finti caporali tedeschi verso la fine del film.

A tal proposito risultano molto bravi gli interpreti, come Rufus nei panni di Mordechai, un mercante di mobili che si ritrova a dover impersonare il capo dei nazisti, combattuto fra un senso del dovere che lo porta a comportarsi in modo non sempre benevolo con la sua comunità e la grande paura di non essere all’altezza del proprio compito. “Train de vie” risulta una vera e propria follia, speculare a quella malevola delle SS; della prima si ride, della seconda invece ancora si piange.

Voto dell’autore:4.3 / 5

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Chi sono? Bella domanda sicuramente meglio della risposta che vi riporto di seguito. Sono un ragazzo di 32 anni di professione Ingegnere, appassionato soprattutto di cinema e che ha trovato nel collezionare i Dvd il più naturale sfogo alla sua passione. Nel tempo libero non c'è attività che superi il guardarmi un bel film sopra una comoda poltrona (forse solo una partita di calcetto).

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